
Come nasce un’autrice di gialli? O meglio: come nasce la regina assoluta del genere?
A questa domanda vuole rispondere la graphic novel Agatha Christie – La regina del giallo, scritta da Michele Botton e disegnata da Angela Sancono per BeccoGiallo.
E qual è la risposta? Nasce da bambina, dal desiderio di divorare i libri di Arthur Conan Doyle e Maurice Leblanc, ancora prima di saper leggere.
La piccola Agatha è una dormigliona un po’ viziata ma anche una bimba brillante e testarda, vispa e allegra. Ama il giardino della casa di Ashfield e la sua famiglia: il padre che le legge storie, il fratello e la sorella maggiori, che vede di rado perché studiano lontano, la tata saggia. E anche la madre, certo, che ha idee diverse per la sua educazione: Agatha deve studiare in casa, e prima di “annoiarsi sui libri” è meglio che si diverta all’aria aperta.
Perciò, prima degli otto anni non deve imparare né a leggere né a scrivere. Ma la futura autrice è di tutt’altro parere: armata di testardaggine e passione per personaggi come Sherlock Holmes e Arséne Lupin, fino a quel momento conosciuti soltanto attraverso l’ascolto delle loro avventure, impara da sola a leggere e comincia a divorare storie.

La sua infanzia sembra perfetta, finché non si interrompe bruscamente a undici anni con un lutto.
È questo il primo dei flashback utilizzati da Botton per ricostruire la vita della scrittrice, in una narrazione che prende però le mosse da un fatto di cronaca: la misteriosa scomparsa di Agatha Christie, che nel 1926 fece perdere ogni traccia di sé per undici giorni. Undici giorni di buio che lo sceneggiatore racconta sia soffermandosi sulle ricerche della polizia e sul clamore mediatico, sia analizzando lo stato d’animo di Agatha, il dolore, la quiete necessaria per metabolizzare e riprendersi dalla fine del suo primo matrimonio. All’interno di questa linea narrativa Botton ricostruisce in flashback, che a volte ne contengono altri, la vita dell’autrice dall’infanzia fino al successo. Una serie di episodi chiave e ispiratori, legati in particolare a spostamenti o viaggi: il biennio parigino, il debutto in società in Egitto, un giro del mondo, momenti vissuti in famiglia con la madre o con il marito.
Tutte esperienze dalle quali attinge a piene mani per costruire future trame, personaggi, moventi, colpi di scena, ambientazioni esotiche e perfino armi del delitto. Proprio in Egitto ad esempio nasce l’amore per l’archeologia e, durante una crociera sul Nilo, l’ambientazione per una delle sue storie più famose.
La narrazione risulta quindi vivace, stratificata, densa di contenuti e richiede la giusta attenzione da parte del lettore.
Sono trattati con il dovuto peso gli anni della guerra: uno spaccato crudo della realtà storica nel quale l’Inghilterra affronta il conflitto anche dentro i propri confini dopo decenni di pace. Proprio in quei giorni cupi che rischiano di spegnere la solarità di Agatha, l’aspirante scrittrice continua a ricevere rifiuti dagli editori, vede il futuro marito Archibald Christie in prima linea come aviatore e decide di diventare infermiera: un periodo decisivo, che porterà alla nascita del suo celebre investigatore Hercule Poirot.
Ben sviluppate anche le fasi di avvicinamento di Agatha al mondo dell’editoria: per lei le porte del mercato faticano ad aprirsi e le difficoltà sono raddoppiate dal fatto di essere una donna in un panorama di soli autori maschi. Più rischi per chi la pubblica quindi, e meno soldi per lei.

Angela Sancono adotta uno stile cartoonesco, con una linea morbida e figure rotonde, piene, gradevoli. Agatha evolve, sia come abbigliamento sia come fisionomia, da bambina allegra, a signorina, a quella donna paffuta con cappotto e cappello che appartiene all’immaginario collettivo. Luminosi e spaziosi i paesaggi naturali e gli ambienti dell’infanzia o di viaggio, caratterizzati non solo dallo stile architettonico e dagli arredamenti d’epoca ma anche da una colorazione vivace e accesa. Proprio la colorazione – la palette è ampia e sfruttata appieno – si adatta con coerenza al tono emotivo e se i gialli sono brillanti e avvolgenti in Egitto, colori e toni diventano più cupi nei momenti intimi o tesi. Colpiscono anche i punti luce: dal sole tenuto a bada da tende chiuse a sottolineare il bisogno di solitudine e calma, ai fari indagatori di un’auto, a una luna piena riflessiva. La griglia è in genere a tre o quattro strisce con vignette regolari, con prevalenza di doppie orizzontali o verticali, qualche quadrupla scontornata e illustrazioni a tutta pagina che contraddistinguono il finale.
Agatha Christie – la Regina del Giallo, offre una ricostruzione romanzata ma puntuale degli anni formativi della vita della scrittrice e dei suoi primi successi letterari. Al centro ci sono gli undici giorni di fuga che rappresentano una svolta esistenziale e narrativa. La fine di una vita e l’inizio di un’altra, con Agatha che intraprende un nuovo viaggio in direzione Baghdad, a bordo del mitico Orient Express. È forse in quel momento che nasce la regina del giallo, ma il pregio del fumetto di Botton e Sancono è proprio la scelta di raccontare la donna, non la leggenda. Sì, Agatha Christie come anticipatrice dei tempi e scrittrice più venduta di sempre. Ma anche come figura fragile, sensibile, in cerca di sé. Senza mitizzarla ma restituendole spessore, complessità e umanità.
Abbiamo parlato di:
Agatha Christie – la Regina del Giallo
Michele Botton, Angela Sancono
BeccoGiallo, 2025
128 pagine, brossurato, colori – 20,00 €
ISBN: 9788833143774
