Spider-Man: Across The Spider-Verse
Il grande successo ottenuto al box office da parte della pellicola targata Sony ha confermato nuovamente come il franchise animato legato a Miles Morales sia stato una delle scommesse più riuscite da parte della major per quanto riguarda i progetti legati all’arrampicamuri sul grande schermo.
É molto probabile che il film possa, così come già accaduto per il suo predecessore, ambire nuovamente alla statuetta degli Oscar nella categoria “Migliore film animato”, anche se in molti evidenziano come Across The Spider-Verse possa essere la prima pellicola di questo genere ad andare oltre e infrangere definitivamente la barriera dell’Academy nei confronti dell’animazione.
A sottolineare questa prospettiva è stato, nei giorni scorsi, Clayton Davis di Variety il quale, dopo avere elencato alcuni dei dettagli più importanti riguardanti il film, tra cui la capacità di riuscire a conquistare, soprattutto negli USA, spettatori di ogni colore e ceto sociale grazie alle molte sfaccettature del suo protagonista, ha posto una domanda e un ragionamento non indifferente sulla prossima edizione degli Oscar.
Tutto ciò si tradurrà in amore da Oscar? Bene, il primo film ha conquistato l’Oscar per il miglior film d’animazione. Ma penso che Across the Spider-Verse potrebbe andare anche oltre se i votanti abbandonassero i loro pregiudizi di vecchia data.
Troppo spesso a Hollywood i professionisti del settore parlano di film come Across the Spider-Verse dicendo: “È bello, ma non è un film da Oscar”. Sfortunatamente, queste qualificazioni ridicole significano che invece di onorare i classici animati che hanno plasmato così tante infanzie, siamo stati invece inondati da una sovrabbondanza di film di guerra, film biografici e saghe filmiche di oltre tre ore che hanno vinto nella categoria miglior film.
Nel porre questo argomento, Davis mette al centro il fatto che, negli ultimi anni, molti quotati registi che non avevano lavorato in questo campo, come ad esempio Guillermo del Toro, Wes Anderson e Charlie Kaufman hanno realizzato, seppur ognuno in maniera differente, pellicole di animazione, dimostrando che questo settore può essere il terreno per ampliare le proprie capacità creative e dando al tempo stesso il segnale che non è un genere che deve rimanere chiuso nel proprio mondo.
Spider-Man: Across The Spider-Verse potrebbe quindi puntare per la prima volta, soprattutto per la ricchezza artistica che esso trasuda, a conquistare nomination in altre categorie e a infrangere una barriera di pregiudizi che resta comunque forte, nonostante il fatto che l’animazione abbia dimostrato (soprattutto negli ultimi 15/20 anni), di essere qualcosa di più di un genere diretto a un pubblico selezionato e ristretto.
Warner e Marvel Studios verso San Diego
Mancano poche settimane al consueto evento del Comic-Con di San Diego e l’attesa per gli annunci che saranno fatti cresce di settimana in settimana, con una spasmodica curiosità nei giorni più vicini alla convention. Quest’anno, Marvel Studios e Warner si preparano entrambe con un carico di aspettative non indifferente, legato in particolare a due progetti molto attesi dai fan, Fantastic Four e Superman: Legacy.
Le due pellicole, infatti, segneranno entrambe un cambio di passo importante per i rispettivi universi cinematografici. Per l’adattamento sul fantastico quartetto, gruppo simbolo della Marvel Comics, si tratta infatti del primo progetto targato Marvel Studios incentrato sulla famiglia di supereroi, cosa questa che fin da subito significa mettere da parte le atmosfere dei tre film precedenti prodotti dalla Fox e costruire quindi qualcosa di completamente nuovo, che sappia in primis rispolverare e rendere sullo schermo quel “sense of wonder” presente nelle prime storie realizzate da Stan Lee e Jack Kirby, un elemento questo minimamente trasmesso sul grande schermo.

In secondo luogo, si tratta di un cambio non indifferente di status quo per il Marvel Cinematic Universe in quanto, dopo la conclusione del franchise dei Guardiani della Galassia, i Fab Four prenderanno il posto di questi ultimi come “gruppo cosmico”, a cui si aggiungerà certamente un ampliamento dei personaggi in tal senso.
Il terzo fattore da evidenziare con forza è il cast. Su coloro che daranno vita alle versioni MCU di Reed Richards, Susan Storm, Ben Grimm e Johnny Storm per settimane sono circolati diversi nomi. Come al solito non li discuteremo in questa sede, in attesa di notizie più ufficiali da fonti più accreditate, ma è indubbio che mai come ora che su questo fronte i Marvel Studios si giochino una scommessa che ha a che fare anche con il futuro stesso del Marvel Cinematic Universe. I Fantastici Quattro sono sempre stati un elemento chiave dei fumetti Marvel e la figura di Reed Richards, come abbiamo avuto modo di ricordare qualche mese fa, ha avuto un ruolo fondamentale in alcune saghe recenti. Soprattutto per quanto riguarda Reed i Marvel Studios e la sua dirigenza si trovano di fronte a una scelta decisiva, ovvero quella di guardare a un volto e a un nome che nel prossimo futuro, già con la saga del Multiverso, dovrà assurgere a personaggio fondamentale e di riferimento per gli altri eroi.
Per quanto riguarda invece la Warner, la major arriva all’appuntamento del Comicon con un sacco pieno di speranze e incognite, in cui la nuova pellicola sull’uomo d’acciaio avrà un ruolo di primo piano. Mentre scriviamo, è notizia di questi ultimi giorni che il casting si sta avvicinando rapidamente alla conclusione. Come noto, James Gunn ha rimarcato che non commenterà rumors e indiscrezioni sui nomi coinvolti nelle audizioni ed è probabile che il presidente DC Studios cercherà di mantenere il segreto sui nuovi Superman e Lois Lane almeno fino a San Diego, anche se non è da escludere che questi vengano resi pubblicamente noti per altre vie.
A dispetto di tutto ciò, San Diego rappresenta per la major la possibilità di un reset con il passato, soprattutto dal punto di vista della percezione, elemento questo che anche nel recente passato (vedi Batgirl) non è stato prettamente positivo. Da questo punto di vista, su Gunn grava il compito non facile di riuscire ad aumentare il carico di curiosità attorno al suo disegno di rilancio del DC Universe, e di fare rinascere l’interesse in maniera completa verso i numerosi progetti in fase di lavorazione, smussando gli angoli e dando una visione chiara e definitiva della prospettiva che gli spettatori e i fan si troveranno davanti.
