Il diario di Little Big horn thumb

“Little Bighorn”, tra realtà storica e fumetto

9 Ottobre 2026
Luca Barbieri pubblica un saggio dedicato alla storica battaglia con protagonista il generale Custer, confrontando fatti storici e fumetti.
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Il libro di Luca Barbieri, uscito in occasione della suggestiva ricorrenza dei 150 anni dalla battaglia del Little Bighorn (25 giugno 1876), offre un quadro dettagliato e chiaro della battaglia, unendo in modo efficace al racconto storico il riferimento e la riproduzione di alcune tavole dei fumetti bonelliani (Storia del West di Gino D’Antonio, Ken Parker di Berardi e Milazzo, Magico Vento di Gianfranco Manfredi, una storia di Tex di Claudio Nizzi e le monografie di Rino Albertarelli su Custer e Toro Seduto presenti nella collana I protagonisti)  che si sono occupati di Custer e del celebre scontro tra cavalleggeri americani e indiani Lakota.

Il volume si apre con una prefazione di Stefano Fantelli, che giustamente si sofferma sull’importanza del rapporto tra storia e fumetto e su come il fumetto, specialmente quello bonelliano, abbia coltivato senza nostalgia la memoria del vecchio West in Italia.
Barbieri introduce poi il personaggio Custer e le sue diverse rappresentazioni nel corso degli anni, dalla visione come eroe propugnata dalla moglie Libbie e presente nel film del 1941 con Errol Flynn alla immagine revisionista del periodo della guerra del Vietnam e delle rivendicazioni dei nativi negli anni Settanta, immortalata dal film Little big man con Dustin Hoffmann, in cui Custer è presentato come una sorta di maniaco genocida.

Nel primo capitolo vi sono delle interessanti biografie dei principali personaggi storici coinvolti nella battaglia, cioè Custer stesso, Toro Seduto e Cavallo Pazzo e, specularmente, anche dei personaggi dei fumetti.
Cuore del libro il lungo secondo capitolo in cui, dopo aver parlato dei fatti storici precedenti riguardanti le guerre indiane partendo dal trattato di Fort Laramie del 1868 per arrivare alla spedizione “pacifica” diretta dallo stesso Custer nelle Black Hills nel 1874 e alla scoperta dell’oro nel territorio indiano, vengono esposte le dinamiche che portarono tra la fine del 1875 e l’inizio del 1876 allo scoppio della grande guerra tra gli Stati Uniti e gli indiani delle pianure.
Si arriva poi alla campagna militare e alla battaglia vera e propria. Barbieri ne spiega in maniera molto chiara le varie fasi, con l’utilizzo anche di alcune tavole a fumetti. Molto indovinata anche la scelta di adottare il corsivo per commentare la storia – a tratti di pura invenzione – raccontata negli albi a fumetti rispetto al corpo normale usato per le vicende storiche vere e proprie.
La battaglia viene presentata in forma diaristica, scandendo cronologicamente, quasi minuto per minuto, gli avvenimenti, partendo dalla divisione delle forze operata da Custer – tra lui stesso, il maggiore Reno e il capitano Benteen – per arrivare poi all’attacco di Reno. La descrizione è impreziosita da citazioni di testimonianze originali dei partecipanti allo scontro, sia dei soldati che dei nativi, nonché degli elementi archeologici emersi dopo gli scavi portati avanti da Scott e Fox in seguito all’incendio del 1983.

Barbieri, in maniera molto opportuna ed in linea con i più recenti studi statunitensi come quello di Donahue, fa sua l’ipotesi che stabilisce in circa due ore la resistenza di Custer e dei suoi uomini, fin quasi verso le 18:00 ora di Chicago.
Il boy general, dopo aver cercato di alleggerire probabilmente la pressione indiana su Reno provando invano a passare il fiume, iniziò a effettuare una mossa tattica da lui già operata con successo al Washita, quella di impadronirsi dei non combattenti per costringere i Lakota alla resa. Aveva intanto, tramite il trombettiere John Martin, chiamato Benteen in aiuto e, allo scopo probabilmente di lasciare una forza di collegamento per l’arrivo di quest’ultimo e Reno, dispose alcune compagnie capitanate dai capitani Calhoun e Keogh su delle colline sovrastanti il fiume, mentre egli cercava probabilmente di attraversarlo e di individuare la parte del villaggio dove stavano donne e bambini.
Reno e Benteen, che si era riuniti su un colle a circa tre miglia da dove si trovava Custer e sul quale lo stesso Reno si era ritirato dopo aver fallito l’attacco al villaggio, non avanzarono come era loro dovere verso Custer, seguendo il suono dei fucili, ma esitarono a lungo fino a che solo verso le 17,30 l’iniziativa di un ufficiale legato al generale, il capitano Thomas Weir, spinse i due a muoversi, giungendo troppo tardi per aiutarlo. Nel corso, infatti, di circa due ore di serrato scontro i nativi, guidati mirabilmente da Cavallo Pazzo, riuscirono a sopraffare e distruggere completamente il contingente di Custer.
Convincente e ben documentata appare anche la sezione sulla morte di Custer e sulle ragioni scientifiche che contribuiscono a rendere poco probabile l’ipotesi del suicidio. Il volume si conclude infine con un capitolo sulle conseguenze della battaglia.

In conclusione, il lavoro di Luca Barbieri appare molto ben documentato, chiaro e ben strutturato, con le citazioni fumettistiche che costituiscono una parte essenziale del libro. Esse forniscono un importante punto di riferimento visivo per alcune fasi della battaglia (ad es. le fasi preparatorie sul battello Far West, l’attacco di Reno, la fine di Custer) e vogliono testimoniare l’influenza del Little Big Horn nel fumetto bonelliano della seconda metà del XX secolo e dei primi anni del XXI, facendo riferimento all’interpretazione di soggettisti anche molto diversi tra loro come Albertarelli, Berardi, D’Antonio, Manfredi e Nizzi.

Il volume può quindi sicuramente rappresentare un punto di riferimento per coloro che in futuro in Italia vorranno saperne di più della battaglia del Little Bighorn e di un personaggio multiforme come Custer, di cui forse la caratteristica essenziale era stata quella di essere un soldato. E come dice Bill Adams in un immaginario colloquio con il presidente Grant alla fine dell’albo Giorno di gloria nella Storia del West di Gino D’Antonio: “Custer aveva la sua parte di colpe, ma era un soldato coraggioso. E su quella collina è morto da soldato, signore.”

Abbiamo parlato di:
Il diario del Little Bighorn
Luca Barbieri
Cut Up Publishing, 2026
180 pagine, brossurato – 20,90 €
ISBN: 9788832218923

ferdinandoferraioli

ferdinandoferraioli

(Collaboratore esterno) Ferdinando Ferraioli, docente di lettere per professione, è un appassionato lettore di fumetti, soprattutto di Tex e degli altri fumetti Bonelli, fin dall'infanzia. Cultore della storia del Far West americano e degli Stati Uniti in genere, è particolarmente interessato alla figura del generale Custer.

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