Spotlight peter kuper has a book coming soon called v0 k4t5s60ab8ye1

Insectopolis: l’uomo, gli insetti, l’arte e il fumetto.

13 Gennaio 2026
Tunuè porta in Italia l’ultimo fumetto di Peter Kuper, allo stesso tempo saggio, invenzione e esperienza artistica.
Leggi in 3 minuti

Peter Kuper (che abbiamo recentemente intervistato) è un autore con un approccio molto peculiare all’uso dell’immagine che spesso nei suoi fumetti non si limita a “raccontare”, ma si stratifica di senso e di livelli. Con il suo nuovo libro, Insectopolis, l’autore statunitense porta alla stratificazione il libro stesso, che diventa letteralmente più cose allo stesso tempo.

C’è una sorta di storia, che è il pretesto e la cornice per quello che, di fatto, è un saggio a fumetti: due fratelli si recano alla biblioteca di New York per visitare la mostra Insectopolis, ma nel frattempo succede qualcosa. Non sappiamo né abbiamo alcun indizio in merito, il mondo sembra svuotatosi di ogni essere umano e all’interno della biblioteca restano solo numerosi insetti, che decidono di visitarla e cercare le esposizioni dedicate alle loro specie per capire come gli esseri umani li avevano tratteggiati.

Il pretesto narrativo permette così all’autore di farci compiere un viaggio che è anche un tributo alla storia di diverse creature che appartengono al mondo degli invertebrati, come api, formiche, farfalle e scarafaggi, e al contempo alla storia di chi li ha studiati, raccontandoci scoperte e spunti biografici di scienziati come Edward Osborne WilsonRachel CarsonCharles Henry Turner, e Maria Sybilla Merian. 

Raccontando degli studiosi l’autore riesce a contestualizzare le loro storie rispetto alla società e al loro tempo, lasciando trasparire temi come il razzismo o le difficoltà per vedere riconosciuto il loro lavoro dall’ambiente scientifico. E ancora, ci offre un punto di vista sulla relazione e i rapporti dell’uomo con gli insetti attraverso la storia e la cultura, dai popoli antichi all’era contemporanea passando alle rappresentazione nell’arte, che permettono al fumettista di seminare considerevoli omaggi alla cultura pop.

L’uso simbolico e metaforico dell’immagine aiuta l’autore a fornire un grandissimo numero di informazioni nel giro di poche vignette e tavole, dove azzarda composizioni estrose con una regia in continuo cambiamento, tra sequenze di vignette dal formato e struttura più canonico a trasformazioni che mescolano l’infografica, l’illustrazione e il fumetto.

Ma Insectopolis non è un libro il cui obiettivo è quello di assolvere un compito che si chiude al termine delle sue pagine o alla fine della lettura. Tutte le sue componenti funzionano da stimolo e da suggestione, con l’intenzione di incuriosire e spalancare possibilità che restano al lettore. Come abbiamo detto c’è uno spunto narrativo, anzi più un sospeso, dal tocco di fantascienza: che fine ha fatto l’uomo? Al lettore giocarsi la possibilità di immaginare questa opzione. Ma anche le componenti più prettamente saggistiche non hanno un obiettivo esaustivo. Non è un trattato di entomologia, ma un’insieme di esplorazioni e informazioni che stimola curiosità e riflessioni, un diverso punto di vista all’approccio del mondo degli insetti e che istiga il lettore magari a cercare altro una volta chiuso il libro.

Ma c’è ancora un altro elemento nell’equazione di questo libro: l’esperienza che è in grado di mettere in scena e di farci vivere. L’autore ha maturato lo spunto per questo progetto mentre faceva un lavoro di ricerca all’interno della biblioteca di New York, che ha coinciso con l’esplosione della pandemia da Covid19. Kuper ha deciso di condividere con noi l’esperienza di attraversare e vivere l’edificio deserto, un viaggio che l’autore riesce a trasmettere potentemente al lettore attraverso grandi tavole che trasformano il libro anche in una sorta di catalogo d’arte. Le immagini delle stanze vuote attraversate dagli insetti e che ospitano i pannelli degli allestimenti della mostra esplodono in tavole di ampissimo respiro, vere e proprie splash page spesso su due tavole, ricchissime di dettagli e del silenzio che evocano. Rigorosa la rappresentazione architettonica tanto quella degli insetti, che Kuper riesce a mettere su carta regalando loro fascino e tocchi di poesia – siamo ben distanti dal ribrezzo e dalle sgradevoli sensazioni del brulicare che spesso finiamo a vivere pensando a numerosi invertebrati.

Come capita in tutti i lavori dell’autore non mancano forti innesti di ironia, che qui trovano espressione nelle relazioni tra i vari insetti, che interagiscono tra loro con dialoghi che hanno tocchi a volte surreali e che disegnano personaggi naif, ma senza che questo tracimi nella rappresentazione grafica. L’autore li mette in scena solo attraverso la lente del realismo: nessuna caricatura, nessuna deformazione o umanizzazione. Gli insetti sono insetti e lo sono con un rigore naturalistico.

Kuper integra tutto quello che può nel libro e nell’immagine. Persino i ringraziamenti finali sono interni al fumetto stesso (appaiono su un terminale accesso in una delle ultime tavole) e l’autore non manca di tentare di espandere ancora di più l’esperienza: nel libro sono nascosti alcuni QRcode che inquadrati portano alle interviste ad alcuni entomologi accompagnate dalla musica di un compositore che lavora lasciandosi ispirare proprio dagli insetti.

In definitiva Insectopolis è un viaggio ricchissimo e una sorpresa pagina dopo pagina ed è un libro difficilmente etichettabile o ascrivibile pienamente in un genere o una tipologia specifica e che, una volta letto, si può riprendere per perdersi a contemplare, proprio come si farebbe in una mostra, soffermarsi sulle singole immagini o sui dettagli in scena decidendo il tempo e la misura della propria contemplazione.

Abbiamo parlato di:
Insectopolis
Peter Kuper
Traduzione di Omar Martini
Tunué, 2025
256 pagine, cartonato, colori – 34,90 €
ISBN: 9788867908462

Paolo Ferrara

Paolo Ferrara

Nato a Bologna, classe 1977, svolge diversi mestieri e frequenta corsi di fumetto, teatro, doppiaggio e un Master in Tecniche della Narrazione presso la Scuola Holden di Torino. Insegna storytelling per varie realtà e associazioni e ha una cattedra di Storytelling per i Media presso IAAD Torino e Bologna.

Come freelance sceneggia (per cortometraggi, Mediaset, videogame per Tiny Bull Studios e qualche fumetto web), ha pubblicato opere di narrativa e narrativa per bambini ( Saga Edizioni, Epika Edizioni, La Strada di Babilonia, Delos Books, Milena Edizioni e Kalimat Group – editore degli Emirati Arabi Uniti- ).

Da più di 15 anni è conduttore e autore radio/podcast ( RadioOhm / SonoCoseSerie) e collabora come recensore e articolista per diverse riviste digitali e non (tra cui Lo Spazio Bianco).

È sceneggiatore della serie Chimere sull'app Jundo Comics e ha diversi progetti in arrivo in vari media: qualunque cosa pur di raccontare storie.

Commenta:

Your email address will not be published.

Social Network