Cosa hanno in comune figure storiche più o meno note quali Sandro Pertini, Jeremy Bentham, Gaetano Bresci, Luigi Settembrini e Francesco Carpi? Tutte sono legate a o sono state detenute, per più o meno tempo, nell’Ergastolo di Santo Stefano, isola carceraria creata dai Borbone tra il 1775 e il 1795 e attiva fino al 1975.
Stefano Tamiazzo ripercorre i più di duecento anni di storia del carcere, partendo dalla sua lenta e inesorabile decadenza, attraverso storie reali e fittizie dei prigionieri di questo luogo modello di iniquità e ingiuste sofferenze, legando tra loro i capitoli come anelli di una catena senza fine.
Delicatezza e brutalità si legano in una narrazione asciutta, mai pietistica, che approfondisce i singoli episodi in poche pagine e, attraverso l’intima ricerca di umanità anche in un luogo così duro, restituisce dignità a chi è stato privato della libertà, a prescindere dal delitto commesso.
Il tratto di Tamiazzo è anch’esso al tempo stesso ruvido e carezzevole, capace di mostrare raptus di violenza e momenti di dolce abbandono al ricordo, elevando le singole esistenza dei diversi personaggi, rendendole uniche e immortali.
Così la storia diventa al tempo stesso racconto umano e racconto di una istituzione che nel nostro paese non ha mai conosciuto quella dignità che in questo libro si ritrova: una denuncia silenziosa che pone questo libro tra le grandi opere del genere, da Dei delitti e delle pene fino a Lettere dal Carcere di Antonio Gramsci, e che come queste si pone come perennemente attuale.
Abbiamo parlato di:
L’ergastolo di Santo Stefano. Fine pena mai
Stefano Tamiazzo
Ultima Spiaggia, 2024
256 pag., brossurato, bianco e nero – 20,00 €
ISBN: 9788898607549










