Chi è Lukas Jüliger?

Unfollow: l’influencer della Terra

Se dovessimo scegliere un termine per Unfollow di Lukas Jüliger, quale sceglieremmo? Ovviamente, una parola tedesca, una delle più conosciute: Zeitgeist. Perché è con lo spirito del tempo che Jülinger si confronta, come già nel suo precedente lavoro Vakuum. Un dialogo in cui l’artista interroga la società toccandone i nervi scoperti, affrontando le questioni più essenziali della nostra contemporaneità. In questo caso, il cambiamento climatico e la sostenibilità da una parte, l’interconnessione e la libertà di internet dall’altro: tematiche che interessano tutti noi, e che nella società tedesca sono particolarmente sentiti. A unirli, la fascinazione dichiarata dall’autore per i culti religiosi e per i loro leader carismatici.
Jülinger segue l’evoluzione di Earthboi da ragazzino timido e riservato a superstar, mostrando la parabola di un influencer che diventa figura messianica e che crea la sua comunità fuori dal mondo, ma che sul mondo ha un’influenza ben precisa. Eppure, tutto questo non fa di Unfollow un fumetto particolarmente originale né interessante, dato che l’evoluzione della storia sembra una favoletta naive per ecologisti acritici e invasati. Lo stesso coinvolgimento di Yu sembrerebbe solo funzionale a creare una deviazione sul percorso del salvatore 2.0. Anche la struttura narrativa e la scelta stilistica di separare immagini e testo, con un narratore esterno che racconta il percorso del protagonista, pur se suggestivo e particolarmente evocativo nella prima parte, sembra involversi e rallentarsi nella parte centrale.
Ma tutto questo è studiato da parte dell’autore, che nel sesto capitolo ci mostra quale sia la vera idea di Earthboi e del suo culto, nonché il fine ultimo della sua app: l’idilliaco ed eccessivamente rassicurante procedere del racconto subisce uno strappo tragico, quasi horror, che fa esplodere con violenza il punto centrale della questione ecologista in una semplice domanda, ovvero se l’uomo possa conciliarsi con il mondo intorno a sé. Per stessa ammissione di Jüliger, Earthboi e Yu sono parti di sé stesso in eterno contrasto, entrambi consapevoli della tragedia a cui va incontro il nostro mondo, ma divisi dal modo in cui affrontarla, se con rabbia e impulsività oppure con razionalità e idee. Un implacabile racconto della nostra società, chirurgicamente sezionata e analizzata, non con l’occhio del giornalista, ma del narratore che usa i suoi sentimenti e la sua sensibilità per interpretare la realtà. E anche l’interconnessione costante a cui siamo sottoposti viene esaminata e disassemblata, lasciando dietro di sé tutte le opportunità, le frivolezze e le insidie che il web può offrire, tra youtuber che mettono sé stessi al centro come messaggio e altri che provano a fare la differenza, mentre emarginati si prendono la rivincita seguendo un leader carismatico e portando a termine il suo volere, impedendogli di scendere a qualsiasi compromesso.
L’atmosfera di strisciante e costante inquietudine viene creata da Lukas Jüliger sia attraverso il suo stile di disegno che attraverso le sue scelte narrative. Le figure umane sembrano aliene e distaccate, con teste leggermente sovradimensionate e occhi allungati: in particolare Earthboi, con i suoi gesti sospesi e il suo fisico algidamente asciutto, si muove come figura sovrannaturale tra le pagine del racconto. E in realtà il termine movimento risulta improprio: le pagine del racconto sono spesso suddivise in tre, massimo quattro vignette divise da enormi spazi bianchi, una sorta di wall di Instragram dove fotografie sono accompagnate da didascalie e commenti. E ogni istantanea è accuratamente scelta per catturare un dettaglio, un elemento importante per il racconto oppure, al contrario, qualcosa fuori posto, una prospettiva destabilizzante, una inquadratura fuori asse. Anche laddove il ritmo rallenta un po’ troppo e il racconto sembra incagliarsi, l’autore è sempre in controllo della narrazione, usando ogni elemento a sua disposizione per portare avanti la sua storia: in questo senso, anche il colore assume un ruolo fondamentale, con alternanza di un colore caldo rosa-rosso e del freddo blu notte (gli stessi colori della copertina) che assumono di volta in volta un significato diverso, talvolta anche contro intuitivo e per questo ancor più evocativo (si veda il placido rosato che accompagna il tragico e drammatico finale).
Unfollow è la conferma del talento di Lukas Jüliger, narratore che sa interpretare e raccontare il presente del mondo e della sua generazione, filtrando il mondo attraverso un’ottica algida e sospesa, apparentemente aliena e profondamente umana.
Abbiamo parlato di:
Unfollow
Lukas Jüliger
Traduzione di Martina Moretti
Atlantide Edizioni, collana Blu Atlantide, 2021
168 pagine, brossurato, monocromia – 17,50€
ISBN: 9791280028075









