
Autori dell’albo il collettivo autoprodotto Storie Brute formato da Gianluca Girelli, Marika Michelazzi e Nastasia Kirchmayr, coadiuvati in questa occasione dal disegnatore ospite Elder Draw.
Obiettivo dichiarato di questi giovani autori è quello di creare fumetti storici che raccontino le parti più epiche del nostro passato e la Storia con la S maiuscola, in maniera rigorosa e consapevole; questo volume rappresenterebbe quindi un’eccezione alla loro regola (sebbene non manchi di citazioni storiche); ma è altrettanto vero che anche un eroe apparentemente distante dal concetto di divulgazione storica come Conan riesce a rientrare nella filosofia di Storie Brute: come viene fatto notare proprio nell’introduzione all’albo, quando il barbaro venne creato la parola Fantasy praticamente non esisteva e le basi dei racconti erano storiche, solamente rimescolate e rese più epiche per venire incontro ai lettori delle riviste pulp. Dunque, vedere un Conan ri-narrato per quello che è non stona, come non stancano i suoi canoni più classici, i contenuti epici mescolati a un pratico realismo, una filosofia di vita che mette davanti a tutto il peso di una spada, l’avventura gloriosa unita all’ironia, e paesaggi lussureggianti o devastati, ma sempre e comunque esotici.

Questa trovata è il punto di partenza di tre “storie nella storia”, ciascuna disegnata da un autore diverso, e che portano alla risoluzione finale. Il tutto in 32 pagine che scorrono molto bene offrendo un piacevole senso di deja-vu, alcune trovate non scontate che riescono a mantenere vivo l’interesse del lettore, un ritmo sempre incalzante, e dei buoni dialoghi (soprattutto dove cercano di replicare lo stile di Howard, il suo autore) in grado di accontentare anche il lettore più ferrato in materia.
Buoni anche i disegni della disegnatrice principale, Marika Michelazzi. Essenziali e schematici al limite dello sketch – a una prima occhiata fin troppo essenziali per un fantasy – ma sempre chiari, comprensibili e molto piacevoli nell’effetto finale, nel controllo dei personaggi e nelle loro anatomie, e nella costruzione della pagina o della singola vignetta. Giocano inoltre un ruolo non secondario nel renderli più solidi e accattivanti i colori di Nastasia Kirchmayr, assolutamente a suo agio sia con la tavolozza virtuale che nelle due pagine interamente disegnate da lei, capaci di mettere in risalto le sue doti di disegnatrice personale e compiuta.
Piacevole anche l’inserto disegnato da Girelli, anche se con qualche incertezza e alcune scivolate verso uno stile quasi comico che un po’ stona con il racconto, ma che in alcune vignette riesce – di nuovo anche grazie ai colori – a trovare una dimensione più consona al genere di storia; e anche Elder Draw, autore solitamente impegnato a disegnare atroci e informi divinità tentacolate di stampo Lovecraftiano, riesce a convincere nonostante sia quel genere di autore molto più a suo agio con la libertà e la staticità di un’illustrazione che non con le regole del fumetto avventuroso e dinamico.

Unica nota negativa i vari refusi e alcuni sbandamenti nella sintassi. Non fa una bella impressione leggere la prima frase di un articolo posto in apertura di un albo e trovarci un periodo contorto e mal scritto. Sarebbe meglio fare più attenzione a certi particolari, che possono far passare per amatoriale un albo che invece non lo è affatto.
Ma a parte questo, Slice of Conan si conferma una buona prova, onesta e professionale al punto giusto, filologicamente corretta, e per certi versi molto più convincente di certe innovazioni azzardate che il personaggio si trova spesso a subire in quella che è la sua patria d’origine. La dimostrazione che l’amore e la conoscenza di un personaggio, o di un filone, o di un genere, molto spesso riescono a fare la differenza.
Abbiamo parlato di:
Slice of Conan
Gianluca Girelli, Marika Michelazzi, Nastasia Kirchmayr, Elder Draw
Storie Brute, 2019
Spillato, 32 pagine, colore – € 6.00
Autoproduzione








