Slice of Conan: italians do it better

Slice of Conan: italians do it better
Una breve e convincente storia con protagonista Conan il Barbaro scritta e disegnata da un team tutto italiano - il collettivo Storie Brute - che si dimostra capace di dar vita a un omaggio tecnicamente ben realizzato, sentito, rispettoso e convincente.

Scrivere qualcosa di nuovo riguardo un personaggio come il Barbaro è complicato. Come tutti i personaggi divenuti ormai iconici, il barbaro infatti contiene già in sé tutto ciò che è, era e sarà, e chiedergli di essere altro è spesso controproducente. Però, se per molti la graniticità di un simile eroe fantasy rappresenta un limite, e l’unica innovazione possibile è catapultarlo in mondi paralleli di ogni tipo, in realtà non è sempre così, e gli autori di Slice of Conan sembrano averlo capito bene: il loro breve fumetto infatti è una celebrazione di tutto ciò che il Cimmero può offrire ai suoi autori e ai suoi lettori, col risultato che il personaggio, il suo mondo e le sue regole narrative ne escono ritratte in maniera rispettosa. Il racconto scorre dunque molto bene, senza pretendere di essere un campione di rinnovamento. È proprio per questo che il tentativo – o omaggio  – risulta ben riuscito.

Autori dell’albo il collettivo autoprodotto Storie Brute formato da Gianluca Girelli, Marika Michelazzi e Nastasia Kirchmayr, coadiuvati in questa occasione dal disegnatore ospite Elder Draw.

Obiettivo dichiarato di questi giovani autori è quello di creare fumetti storici che raccontino le parti più epiche del nostro passato e la Storia con la S maiuscola, in maniera rigorosa e consapevole; questo volume rappresenterebbe quindi un’eccezione alla loro regola (sebbene non manchi di citazioni storiche); ma è altrettanto vero che anche un eroe apparentemente distante dal concetto di divulgazione storica come Conan riesce a rientrare nella filosofia di Storie Brute: come viene fatto notare proprio nell’introduzione all’albo, quando il barbaro venne creato la parola Fantasy praticamente non esisteva e le basi dei racconti erano storiche, solamente rimescolate e rese più epiche per venire incontro ai lettori delle riviste pulp. Dunque, vedere un Conan ri-narrato per quello che è non stona, come non stancano i suoi canoni più classici, i contenuti epici mescolati a un pratico realismo,  una filosofia di vita che mette davanti a tutto il peso di una spada, l’avventura gloriosa unita all’ironia,  e paesaggi lussureggianti o devastati, ma sempre e comunque esotici.

La trama è molto semplice: dopo tanti anni passati seduto sul trono di Aquilonia, Re Conan si annoia a morte. Ecco che però un suo “vecchio amico” – mai chiamato per nome, ma che dovrebbe essere l’Hyrkaniano Subotai, suo compagno nei film – lancia una scommessa nel tentativo di tirarlo su di morale: possibile che in tutta la corte non ci sia nessuno in grado di narrare una sua avventura capace di superare quelle del loro sovrano? Se la storia si troverà, Conan sarà costretto a nominare il suo cavallo re per un giorno.

Questa trovata è il punto di partenza di tre “storie nella storia”, ciascuna disegnata da un autore diverso, e che portano alla risoluzione finale. Il tutto in 32 pagine che scorrono molto bene offrendo un piacevole senso di deja-vu, alcune trovate non scontate che riescono a mantenere vivo l’interesse del lettore, un ritmo sempre incalzante, e dei buoni dialoghi (soprattutto dove cercano di replicare lo stile di Howard, il suo autore) in grado di accontentare anche il lettore più ferrato in materia.

Buoni anche i disegni della disegnatrice principale, Marika Michelazzi. Essenziali e schematici al limite dello sketch – a una prima occhiata fin troppo essenziali per un fantasy – ma sempre chiari, comprensibili e molto piacevoli nell’effetto finale, nel controllo dei personaggi e nelle loro anatomie, e nella costruzione della pagina o della singola vignetta. Giocano inoltre un ruolo non secondario nel renderli più solidi e accattivanti i colori di Nastasia Kirchmayr, assolutamente a suo agio sia con la tavolozza virtuale che nelle due pagine interamente disegnate da lei, capaci di mettere in risalto le sue doti di disegnatrice personale e compiuta.

Piacevole anche l’inserto disegnato da Girelli, anche se con qualche incertezza e alcune scivolate verso uno stile quasi comico che un po’ stona con il racconto, ma che in alcune vignette riesce – di nuovo anche grazie ai colori – a trovare una dimensione più consona al genere di storia; e anche Elder Draw, autore solitamente impegnato a disegnare atroci e informi divinità tentacolate di stampo Lovecraftiano, riesce a convincere nonostante sia quel genere di autore molto più a suo agio con la libertà e la staticità di un’illustrazione che non con le regole del fumetto avventuroso e dinamico.

In definitiva, Slice of Conan si rivela un lavoro piacevole, che riesce a dimostrarsi contemporaneamente in linea con le idee del collettivo dei suoi autori e rigoroso quando cerca di far rivivere un preciso genere letterario e un personaggio estremamente famoso e “canonizzato”. Da far notare anche gli articoli di approfondimento che arricchiscono l’albo: le note, i commenti, prefazioni e postfazioni sono sempre elementi che contribuiscono a dare personalità e profondità a ogni albo, a volte molto più che un’anonima pin-up.
Unica nota negativa i vari refusi e alcuni sbandamenti nella sintassi. Non fa una bella impressione leggere la prima frase di un articolo posto in apertura di un albo e trovarci un periodo contorto e mal scritto. Sarebbe meglio fare più attenzione a certi particolari, che possono far passare per amatoriale un albo che invece non lo è affatto.
Ma a parte questo, Slice of Conan si conferma una buona prova, onesta e professionale al punto giusto, filologicamente corretta, e per certi versi molto più convincente di certe innovazioni azzardate che il personaggio si trova spesso a subire in quella che è la sua patria d’origine. La dimostrazione che l’amore e la conoscenza di un personaggio, o di un filone, o di un genere, molto spesso riescono a fare la differenza.

Abbiamo parlato di:
Slice of Conan
Gianluca Girelli, Marika Michelazzi, Nastasia Kirchmayr, Elder Draw
Storie Brute, 2019
Spillato, 32 pagine, colore – € 6.00
Autoproduzione

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