
Continuando a viaggiare sull’intrigante via dell’intimismo, l’autore ha alzato il tiro progressivamente in ogni arco narrativo, coinvolgendo sempre più personaggi e intrecciando un numero crescente di sottottame. Diretta conseguenza di questa scelta è il difetto principale dell’intera saga (in particolare dei capitoli conclusivi), ovvero che a tale ambizione progettuale non corrisponda altrettanta lucidità nell’affrontare tematiche complesse, in questo caso la visione distopica di una superpotenza comunista, trattata con eccessive semplificazioni.
Sebbene narrativamente questo ciclo risulti dunque più debole rispetto ai precedenti, d’altro canto l’apporto ai disegni di Trevor Hairsine è ancora una volta convincente. L’artista britannico, il cui stile è stato spesso paragonato a quello di Bryan Hitch, fornisce una rappresentazione accurata sia del clima che permea le pagine che dell’ambientazione distopica. Nell’ultima storia del volume, un epilogo che tira le fila di quanto accaduto, Hairsine viene sostituito da Renato Guedes, che aggiunge un tocco pittorico e uno stile decisamente realistico.
Abbiamo parlato di:
Divinity III – Stalinverso
Matt Kindt, Trevor Hairsine, Ryan Winn, David Baron, Renato Guedes
Traduzione di Fiorenzo Delle Rupi
Star Comics, 2018
128 pagine, brossurato, colori – 8,90 €
ISBN: 9788822608345








