Si è tenuto giovedì 2 novembre presso la Chiesa di San Giovanni a Lucca l’incontro dedicato alle novità su Martin Mystère con Alfredo Castelli e Lucio Filippucci, moderato da Luca Del Savio.
Il dibattito è stato introdotto dall’anteprima dell’episodio pilota de I Mysteri di Mystère, spin-off di The Editor is In attualmente in corso di lavorazione, prodotto da Sky Arte HD in collaborazione con Tiwi e Sergio Bonelli Editore. Gli autori dello spin-off, insieme all’attore Alex Cendron, sono stati invitati sul palco a parlare di questa serie itinerante che vedrà il protagonista andare in giro per l’Italia in cerca di mysteri. La serie, come già The Editor is In, sarà un mix tra riprese dal vivo e animazione. L’animazione del protagonista è stata realizzata tramite motion capture, permettendo così di replicare in maniera realistica i movimenti eseguiti da un attore. Non è stata ancora rivelata una data d’uscita della serie.

Riguardo il metodo di lavoro sulle strisce, Lucio Filippucci ha ricordato che, quando gli fu proposto di disegnare queste storie, per lui fu una cosa esaltante: negli anni Cinquanta il suo primo approccio con il fumetto fu proprio con il quotidiano Il Giorno, che pubblicava all’epoca Dan Dare.
Il volume, presentato a Lucca in anteprima, è completato da alcuni “dietro le quinte”, tra i quali I Mysteri di Mystère, rubrica classica presente sempre negli albi della serie regolare e alla quale Alfredo Castelli tiene molto. Inoltre il volume contiene episodi di Allan Quatermain, il prototipo di Martin Mystère ideato da Alfredo Castelli e Fabrizio Busticchi nel 1978, pensato inizialmente per Il Giornalino e in seguito pubblicato su SuperGulp. Le storie sono state ricolorate per l’occasione (“era colorata in una maniera oscena, in un periodo in cui i coloristi cercavano di mettere il maggior numero di colori possibile in ogni tavola”). Tra gli extra ci sono anche alcuni schizzi fatti per Martin Mystère alla fine degli anni Settanta e realizzati, oltre che da Giancarlo Alessandrini, dal compianto Sergio Zaniboni realizzati quando inizialmente la serie venne proposta in Francia (da cui il motivo del cognome Mystère).
Riguardo le anticipazioni sulle storie a venire, Castelli ha presentato le stesse definendole come “business as usual”. È stata mostrata una tavola di Giancarlo Alessandrini per una storia che parlerà di “dinosauri, realtà virtuali e realtà aumentate”, alcune tavole di Alfredo Orlandi e altre di Paolo Morales (il quale “prima di lasciarci aveva realizzato tantissime storie, alcune ancora da pubblicare”).

La filosofia della serie è legata alla realizzazione di storie con un ritmo narrativo giusto per i tempi odierni, meno prolisso, anche se forse, ha ammesso Castelli, è stata messa un po’ troppa carne al fuoco in questa prima miniserie.
Nella prossima serie dovrebbe esserci un Martin Mystère molto più vicino a quello della serie regolare, con la caratteristica che le storie avranno ritmi più veloci rispetto a quelli della serie regolare.
Gli autori sono partiti dall’idea di fare dei veri e propri remake di storie ormai “vecchie”, con oltre 35 anni alle spalle, che non andrebbero bene per i giovani lettori odierni. A conferma di questo, Castelli ha dichiarato che l’operazione di ristampe cronologiche de La Repubblica non è andata benissimo, a dimostrazione di quanto ci siano delle storie che oggi non funzionerebbero. L’idea è dunque rielaborare quelle storie per renderle attuali sia nel linguaggio che nel disegno.
L’incontro si è concluso con due anticipazioni: dato che La donna leopardo, il romanzo di Andrea Carlo Cappi dedicato a Martin Mystère, è andato bene è probabile che la Bonelli ne farà degli altri e forse se ne faranno di altre serie. Sono in cantiere inoltre dei romanzi dedicati a Martin Mystère per young adults. C’è inoltre l’obiettivo di pubblicare l’estate prossima dei Magazine dedicati a Bonelli Kids, un fumetto pensato come propedeutico alla lettura per i più piccoli.
Infine, a Cartoomics sarà pubblicata una storia incentrata su “Topin Mystère”, parodia disneyana di Martin Msytère, in una storia sceneggiata dallo stesso Castelli e disegnata da Casty.
