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Aliens #4 (Wood, Thompson, Brescini)

9 Agosto 2017
Aliens Defiance si conferma tra le migliori storie a fumetti dedicate agli xenomorfi per eccellenza, con un Brian Wood davvero ispirato.
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Continua in questo quarto numero la bella e convincente storia finora imbastita da Brian Wood. All’”ammutinamento” della marine coloniale Zula Hendricks e dell’androide Davis I contro la multinazionale Weyland-Yutani, si è unita la dottoressa Hollis, in un ruolo non certo di secondo piano.
È interessante focalizzare l’attenzione sulla perizia che Wood mette nella costruzione dell’impianto narrativo, che ben si esplica nel settimo numero della miniserie. Lo sceneggiatore dimostra di avere acquisito nel suo bagaglio una serie di elementi fondanti della saga di Alien, sparsi nelle varie pellicole. Questi perni strutturali – quali il concetto (distorto) di nascita e maternità, di libero arbitrio (riferito all’intelligenza artificiale), di biologia e biodiversità xenomorfa – vengono usati da Wood in modo originale e non di pedissequa imitazione di quanto già avvenuto nei film. Il risultato è una storia interessante e inaspettata, dal ritmo serrato ma che non manca di rallentamenti per l’approfondimento psicologico, con dialoghi credibili e non scontati che rifuggono tanto dalla spettacolarizzazione che dalle frasi a effetto. Tutto ciò lasciando ben riconoscibile l’atmosfera tipica del franchising.
Ai disegni si alternano Stephen Thompson e Tony Brescini, con il primo molto più convincente del secondo e con uno stile che si avvicina a quello del disegnatore principe della serie, Tristan Jones.
Cambio di testimone anche nelle copertine, dove Massimo Carnevale lascia il posto a una altrettanto brava e pittorica Stephanie Hans.

Abbiamo parlato di:
Aliens #4
(contenie Aliens Defiance #7-8)
Brian Wood, Stephen Thompson, Tony Brescini, Stephanie Hans
Traduzione di: Andrea Toscani – Libr@ry Mouse
SaldaPress, luglio 2017
48 pagine, spillato, colori – 3,20 € cad.
ISSN: 81151342

David Padovani

David Padovani

Fiorentino, classe 1972, svolge la professione di architetto. Grazie a un nonno amante della fantascienza e dei fumetti, scopre la letteratura fantastica e il mondo degli albi Corno della seconda metà degli anni '70.
Tex e Topolino sono sempre stati presenti nella sua casa da che si ricordi, e nella seconda metà degli anni '80 arrivano Dylan Dog e Martin Mystere e la riscoperta del mondo dei supereroi USA.
Negli anni dell’università frequenta assiduamente le fumetterie, punti d’incontro di appassionati, che lo portano a creare assieme ad altri l’X-Men Fan Club e la sua fanzine ciclostilata, in un tempo in cui di web poco si parlava ancora.
Con l’avvento del digitale, continua a collezionare i suoi amati fumetti diminuendo la mole di volumi cartacei acquistati, con somma gioia della compagna, della figlia e della libreria di casa!

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