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Doomsday.1 (John Byrne)

9 Dicembre 2015
Byrne di nuovo alle prese con la sua passione per la fantascienza post-apocalittica.
Leggi in 1 minuto

copertina DOOMSDAY.1John Byrne è indiscutibilmente una figura di spicco nella storia dei comics. Autore di cicli memorabili (ricordiamo solo quello, quasi un record per durata, dei Fantastici Quattro) o storie seminali (come Man of Steel), negli ultimi anni ha però perso smalto, realizzando storie scialbe come Spider-Man: Chapter One o X-Men: gli anni perduti. Con questo nuovo fumetto, scritto e disegnato per la IDW, editore per cui lavora ormai da diversi anni, dimostra tuttavia di avere ancora qualche freccia al suo arco. Pur cavandosela col mestiere soprattutto nel disegno, fin troppo schematico e rigido rispetto al dinamismo e al tratto dettagliato dei suoi Marvel Team-Up e X-Men, confeziona una storia godibile, su un tema avvincente malgrado sia fin troppo sfruttato, anche da cinema e TV: i sopravvissuti a un’apocalisse che ha quasi sterminato l’umanità. I personaggi sono solidamente caratterizzati, seppur usando degli stereotipi (l’eroe che si sacrifica per gli altri ma lasciando il suo retaggio, l’uomo d’azione, la donna comprensiva ma forte, ecc.), e “recitano” bene la loro parte. Non si può dire che si riveda il Byrne dei tempi d’oro, ma nemmeno quello spento delle menzionate opere per la Marvel. Probabilmente Doomsday.1 (e i suoi vari seguiti: sono previste altre miniserie con la stessa ambientazione e personaggi) non lascerà il segno, come i menzionati capolavori dell’artista anglo-canadese, ma è sicuramente una lettura piacevole.

Abbiamo parlato di:
Doomsday.1
John Byrne
Traduzione di Fabio Gamberini
Panini Comics, 2015
96 pagine, brossurato, colori – 12,00 €
ISBN: 9788891216113

Characters bassa

 

Paolo Garrone

Paolo Garrone

Nativo di Cuneo (10 settembre 1967), ma torinese d’adozione. Vive a Settimo Torinese. Ama, anzi si nutre di fumetti (ovviamente), cinema e serie TV. Qui ci vuole un punto se no sembra che si nutra anche di loro: adora i gatti (non che abbia qualcosa contro i cani, eh). Esordisce “criticamente” sul defunto – ma mai dimenticato – Infofumetti per poi approdare sui lidi dello Spazio Bianco. Qui, con molta fortuna ma anche grande gratificazione del suo ipertrofico ego, fa una carriera rapidissima, arrivando a diventare uno degli editor più attivi; finché un bel giorno subisce un grave distacco di retina (a cui ne seguirà un altro, circa 2 anni dopo), che lo costringe a ridurre drasticamente il suo apporto. L’amore per i fumetti e il legame d'amicizia con la redazione lo inducono comunque a non desistere e, ogni tanto, cerca di scribacchiare ancora qualcosa, principalmente sull'argomento che predilige, i supereroi. Si è anche dedicato a "LSB Live", dove (s)parla sempre di comics e dintorni.
Da queste parti, in qualche modo e maniera, lo troverete sempre.

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