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La città danzante (Akab)

22 Ottobre 2015
Akab si immerge nell’architettura di Frank O. Gehry per raccontare la storia di un diavolo in missione giornaliera sulla Terra.
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CITTA' DANZANTE COPA differenza del libro di Massimo Giacon incentrato sulla figura dell’architetto-designer Ettore Sottsass, l’ultima fatica di Akab, La città danzante, contenuta anch’essa nella collana de Il Sole 24Ore Cultura usa l’opera dell’archistar Frank O. Ghery come pretesto narrativo di una storia che niente ha a che fare con la vita del visionario decostruttivista canadese.
Eppure le architetture realizzate da Ghery, con quelle apparentemente insensate composizioni murarie, si prestano molto bene a essere interpretate dallo stile del fumettista.

L’artista milanese sposa efficacemente una rigida gabbia regolare di sei vignette quadrate distribuite su tre strisce con lo studiato caos delle finestre, dei piani intersecati, delle pareti avvolte su se stesse che caratterizzano la de-costruzione degli edifici gehryani, in una sorta di contrapposizione tra struttura compositiva e quinta narrativa che esalta l’efficacia di entrambe.
La stessa resa delle architetture è attenta e precisa, dimostrazione dello studio preliminare dedicato da Akab all’approfondimento dell’opera di Gehry.

Peccato che la storia risulti in parte un po’ inconsistente, narrando di un diavolo di seconda categoria spedito sulla Terra per redarre un rapporto sullo stato dell’umanità. Akab ci ha abituato a ben altra profondità narrativa e in quest’opera pare essere stato più attratto dalla sfida grafica che dall’ideazione di un racconto interessante.

Abbiamo parlato di:
La città danzante – Un demone in vacanza tra le architetture di Frank O. Gehry
24Ore Cultura, 2015
48 pagine, cartonato, colori, 17,90 €
ISBN: 9788866482680

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David Padovani

David Padovani

Fiorentino, classe 1972, svolge la professione di architetto. Grazie a un nonno amante della fantascienza e dei fumetti, scopre la letteratura fantastica e il mondo degli albi Corno della seconda metà degli anni '70.
Tex e Topolino sono sempre stati presenti nella sua casa da che si ricordi, e nella seconda metà degli anni '80 arrivano Dylan Dog e Martin Mystere e la riscoperta del mondo dei supereroi USA.
Negli anni dell’università frequenta assiduamente le fumetterie, punti d’incontro di appassionati, che lo portano a creare assieme ad altri l’X-Men Fan Club e la sua fanzine ciclostilata, in un tempo in cui di web poco si parlava ancora.
Con l’avvento del digitale, continua a collezionare i suoi amati fumetti diminuendo la mole di volumi cartacei acquistati, con somma gioia della compagna, della figlia e della libreria di casa!

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