Zombo – Posso mangiarti per favore? Strambi morti viventi nello spazio

Bao Publishing presenta in italia le bizzarre avventure di Zombo, creatura a metà tra essere umano e zombie, frutto di un esperimento governativo.
Articolo aggiornato il 07/06/2016

Zombo - Posso mangiarti per favore? Strambi morti viventi nello spazioZombo è un personaggio bizzarro: frutto di uno strambo esperimento governativo, è metà uomo e metà zombie. E’ rozzo, dall’aspetto tutt’altro che rassicurante – che ricorda leggermente quello di Swamp Thing – , eppure ha, in fondo, un animo docile.
ci presenta in questo volume tre storie slegate, se non per un avvicendarsi di alcuni personaggi, con questo bizzarro protagonista.

Il primo episodio è interamente incentrato sulla sua figura ed è sicuramente il più riuscito dei tre. Scopriamo che esistono pianeti della morte, che attraggono a sé le navicelle che viaggiano nello spazio. È proprio durante il naufragio di una navicella governativa su uno di questi pianeti che avviene il risveglio casuale di Zombo che, chiamato prontamente a difendere i malcapitati naufraghi dalla natura ostile del luogo, fallirà miseramente la sua prima missione.
Appaiono chiari sin da subito quali siano i vari topoi sui quali l’autore intende giocare: i tipici cliché delle storie zombie, calati in uno sfondo futuristico, e l’etica degli esperimenti scientifici. Una visione più blanda e meno seria dello sclaviano “I mostri siamo noi”, senza, ovviamente, averne la stessa potenza comunicativa. Cosa probabilmente voluta dall’autore che si affida a battute e situazioni incredibilmente strambe – Zombo che prende ordini dai “gemelli-governativi”, il desiderio costante di mangiare le persone – come elementi conduttori della storia.

Zombo - Posso mangiarti per favore? Strambi morti viventi nello spazio

È l’ultimo episodio a rappresentare un po’ l’emblema di questo volume: emo, zombie, showbiz e talent show si mischiano insieme per consegnare una storia con troppi elementi non perfettamente gestiti e calibrati tra loro.

Inoltre il soggetto appare davvero esile per poter imbastire tre storie, benché autoconclusive, e la sceneggiatura, certamente senza troppo mordente, rende la lettura difficoltosa e a tratti pesante.

L’intento dell’autore Al Ewing  di rendere Zombo un personaggio graffiante, non è del tutto riuscito. La sua figura, costantemente al limite tra grottesco e “stupidità”, appare poco incisiva, sovente fastidiosa, come le canzoni che egli canta, all’interno della già non avvincente vicenda. I tanti elementi presenti, dalla fantascienza, all’humour nero, alla critica sociale, sembrano non perfettamente dosati e amalgamati tra loro. Si prestano, al contrario, a banalizzazioni e spettacolarizzazioni di dubbio gusto, come nel secondo episodio nel quale un ragazzo, con gli arti amputati e la faccia dissolta a causa di una malattia, viene mostrato in diretta tv e bellamente sbeffeggiato dal conduttore.

Zombo - Posso mangiarti per favore? Strambi morti viventi nello spazio

I disegni di Flint Henry, da questo punto di vista, mitigano un po’ l’effetto. Appaiono ben riusciti, soprattutto nella rappresentazione dei pianeti e delle loro bizzarrie ,sicuramente adatti all’opera e quindi in grado di restituire il tono grottesco che i testi vorrebbero conferire, senza però riuscirci completamente. Peccato che le scelte cromatiche, al contrario, risultino un po’ fredde e non perfettamente azzeccate.

Alla fine rimangono più impressi alcuni gli elementi splatter e volutamente eccessivi, che la storia vera e propria, che al contrario risulta priva di interesse e per nulla divertente.

Abbiamo parlato di:
Zombo – Posso mangiarti per favore?
Al Ewing, Flint Henry
Bao Publishing, 2013
Traduzione di Leonardo Favia
112 pagine, brossurato, colori – 13,00€
ISBN:9788865431245

 

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