Le edicole stanno male, l’editoria barcolla e il fumetto non si sente tanto bene.
La parafrasi di Eugene Ionesco è un’iperbole che serve a definire la situazione non proprio rosea che sta attraversando la carta stampata negli ultimi anni, tra edicole che chiudono e testate storiche che scompaiono o annaspano.
Eppure.

Nel marzo 2017 La Gazzetta dello Sport, in collaborazione con Panini Comics e con la supervisione del visionario Fabio Licari, decide di buttarsi in un’avventura curiosa: ristampare le primissime storie Marvel in un’edizione che riprende, per i nostalgici, le serie “Giganti” dei supereroi della mai dimenticata Editoriale Corno. Decide di farlo attraverso i personaggi più iconici, ovvero Spider-Man, Fantastici Quattro, Avengers, Capitan America, Thor, Iron Man e X-Men.
Titolo semplice ma diretto: Super Eroi Classic.
Sembrava l’ennesima, semplice ristampa per aficionados Marvel zombie. E invece dopo otto anni siamo ancora qui, a parlare dell’allegato ad un quotidiano più longevo di sempre, che ha tagliato il traguardo dei 500 (!!!) numeri e probabilmente andrà ancora avanti. Un fenomeno, senza se e senza ma.
La storia delle storie
Non è certo la prima volta che in edicola arriva una ristampa di una testata Marvel.
In tempi lontani ci aveva provato la Star Comics, riproponendo le prime avventure di Spider-Man (L’Uomo Ragno Classic, 88 numeri), dei Fantastici Quattro (Fantastici Quattro, 4 numeri) e di Devil (Devil Classic, 8 numeri); e ancora, la Marvel Italia con le Collection, storie e cicli scelti di Thor, Avengers, Fantastici Quattro, Iron Man.
Le stesse storie, in testate che – a parte il solito ragnetto – non avevano però trovato fortuna nelle vendite, fermandosi prima del dovuto.
Nel 2017 allora Super Eroi Classic parte non tanto come ennesimo esperimento, ma come nuovo allegato ad un quotidiano che da qualche tempo aveva capito che l’abbinato a fumetti funzionava. Già dall’inizio, comunque, l’aria che si respirava (anche letteralmente!) nelle pagine era diversa: oltre alle storie, c’erano pagine di testo che narravano il contesto, storico, di costume, culturale, editoriale. Non rubriche, ma qualcosa in più, ovvero una narrazione che ampliava in maniera semplice eppure approfondita tutto quello che generava le storie nei fumetti e contemporaneamente era influenzato da quelle stesse storie.

Si sa, la Marvel Comics non è una semplice casa editrice di storie di supereroi, ma, per dirla insieme al genio di Stan Lee, una fucina di idee che guarda “il mondo fuori dalla finestra”: quindi non racconti avulsi dalla realtà, ma vite di personaggi “più o meno” reali che quella realtà la provavano sulla propria pelle.
Ma perché dopo otto anni siamo ancora qui a parlare di Super Eroi Classic?
Cosa c’era, e c’è, di diverso, se le storie erano quelle ristampate più volte, lette più volte, conosciute anche dalle pietre?
Probabilmente l’ingrediente segreto è qualcosa che si sente ma non si spiega: la passione.
Un fumetto per domarli, uno per trovarli, uno per ghermirli e nel buio incatenarli
Chi può essere individuato come il deus ex machina di quest’operazione è senza dubbio Licari.
Giornalista sportivo per La Gazzetta dello sport, inviato nella redazione di calcio internazionale, supervisore editoriale di quasi tutte le collane di fumetti e di cartoni animati allegate alla Gazzetta e al Corriere della Sera; ma soprattutto un appassionato e appassionante narratore, che ha saputo cogliere quello spirito purissimo e vintage che emerge dalle 100 e passa pagine che ogni settimana, da più di cinquecento settimane, è diventato la dipendenza di tanti appassionati.
Super Eroi Classic non è un contenitore di storie, ma di ricordi, specialmente di quei ricordi gustosi come la famosa madeleine. Un settimanale che è stato capace, come lo è tuttora, di riprendere quel momento di memoria involontaria che sblocca ricordi profondi e inaspettati: una memoria involontaria (che riemerge spontaneamente) che è ben diversa da quella volontaria (che si cerca di ricordare).

Il formato, prima di tutto: vicino anche se non uguale a quello dei citati albi “giganti” della Corno, con una carta porosa che riporta un profumo tutto particolare che sa di artigianato.
La cura del packaging, poi. Pure se si parla di prodotto “popolare” – 120 pagine di grande formato, in brossura, a colori, a 9 euro oggi sono un piccolo miracolo, Super Eroi Classic è qualcosa di perfettamente congegnato per attirare l’attenzione e far bella mostra di sé in qualsiasi libreria di collezionisti: ogni eroe ha un colore dedicato che si riflette nella costola e ogni testata ha una numerazione interna che permette all’appassionato di creare la collezione come meglio preferisce.
Da non sottovalutare il gancio alla Corno e all’effetto nostalgia. Che è certamente qualcosa di legato alla memoria, ma che sostanzialmente riprende una modalità di comunicazione grafica tipicamente anni ’70 e che ancora oggi si conferma vincente: gli “annunci alla nazione” ideati dall’allora editore Max Bunker, gli strilli in copertina, l’elenco arretrati sono tutte formule riprese, migliorate e riproposte con immutato successo.
Poi certo, le storie hanno sempre il loro fascino: ma il merito più grande della testata è quello filologico, perché Super Eroi Classic sta compiendo un’operazione incredibile, ovvero la ricostruzione (attraverso le uscite della Marvel Comics fin dagli albori degli anni ’60) della continuità nella sua essenza e nel suo significato migliore. Che è non solo quello interno alle avventure, ma soprattutto quello globale, che restituisce il Grande Romanzo Americano, l’obiettivo sognato da Lee.

È grazie a Super Eroi Classic se giovani e meno giovani hanno letto in successione le storie di Lee e Jack Kirby e poi dei loro successori, da Roy Thomas a Steve Englehart a Gerry Conway a Jim Starlin, e ancora Frank Miller, John Byrne, Walt Simonson. Scrittori, anzi autori, immensi, perché tramite le aggrovigliate vicende del Marvel Universe hanno compreso e (de)codificato la storia e la realtà: prima in maniera naif, poi via via sempre più stratificata, problematica, psichedelica, impegnata.
Se inizialmente il sogno di Licari e di Super Eroi Classic era quello di ristampare il materiale Marvel dell’era Corno, oggi quello non è più un sogno ma un percorso compiuto: la testata è arrivata a riportare in edicole le storie che dalla fine degli anni ’80 in poi erano state pubblicate in maniera assolutamente disorganica da Star Comics, Play Press e Comic Art, con sfasamenti temporali e quindi anche logici.
Un mosaico ricomposto.
Lotta continua
Certo, Super Eroi Classic non ha vendite enormi. Anzi.
Nel 2022, poco prima del numero 300, Super Eroi Classic doveva chiudere, perché l’attivo non permetteva la continuazione. Ma all’annuncio della conclusione, prevista per il dicembre di quell’anno, è successo quello che mai si era visto in edicola: una vera e propria mobilitazione popolare. Tramite i social, i fan della collana si sono mobilitati creando un vero e proprio movimento d’opinione che è riuscito a far cambiare idea alla RCS, editore della testata. Migliaia di mail hanno travolto la redazione, un’ondata di affetto verso una gloriosa epoca fumettistica che meritava di restare in edicola. Letteralmente, i lettori hanno fatto la storia, convincendo l’editore a continuare una testata che era inizialmente destinata a chiudersi con il numero 50, ma che di anno in anno confermava la sua prosecuzione per un tragitto lungo altri 50 di volta in volta.
Ancora una volta, una vittoria della passione.

Lentamente ma inesorabilmente, il parco testate iniziale si è ampliato a dismisura: agli eroi proposti inizialmente si sono affiancati prima Doctor Strange e Difensori, poi altre serie più brevi ma che avevano fatto la storia, come Silver Surfer di Lee e John Buscema, Warlock di Thomas/Buscema e poi di Jim Starlin, Capitan Marvel di Thomas e Gene Colan e poi sempre Starlin, Nick Fury Agents of SHIELD di Lee e Kirby e poi Jim Steranko.
Infine, se tutto quanto detto finora non è abbastanza, ecco la consacrazione.
Durante il MGWCMX 2025, nel novembre 2025, l’editor in chef della Marvel C.B. Cebulski ospite della manifestazione è stato protagonista di un incontro proprio con Licari per celebrare definitivamente quel miracolo editoriale che è Super Eroi Classic.
Verso l’infinito e oltre
Oggi, SEC (acronimo con cui i fan chiamano la loro testata del cuore, protagonista anche di numerose pagine facebook) ha oltrepassato i 500 numeri per arrivare – almeno – fino al 550. Dall’elaborata, sottile, intelligente ingenuità di Stan Lee del 1963 si è arrivati al 1983, presentando nel 2026 alcune delle migliori fasi editoriali della Marvel, con autori enormi come i citati Byrne e Miller, che con le loro storie non hanno solo cambiato il volto e i costumi di tanti personaggi, non solo hanno mostrato che raccontare supereroi poteva dire anche essere profondi, oscuri, metaletterari e psicologici, ma hanno anche portato il fumetto nell’epoca moderna con uno storytelling incredibilmente elaborato e cinematografico, sensibile e ancora più aperto a tutte le suggestioni delle altre forme d’arte.
Se Licari è allora il deus ex machina dell’operazione, è giusto chiudere facendo a lui qualche domanda.
Una chiacchierata con Fabio Licari
In principio c’era Dark Side, poi Super Eroi Le Grandi Saghe. Serie ottime, forse preparatorie al successo di Super Eroi Classic? Avevi intuito, nel primo raddoppio (dal 51 al 100) che la strada era quella giusta?
Le Grandi Saghe è stato un successo enorme, che non ci saremmo mai aspettato in queste proporzioni, tanto che abbiamo allungato fino al numero cento. Le cifre di Dark Side e della collana Spider-Man Le storie indimenticabili ci obbligavano a proseguire in qualche modo. E di sicuro hanno contributo a far “ricordare” ai lettori la grandezza dell’epoca classica, della Silver Age che avevamo amato tutti da bambini e ragazzi, molto diversa per atmosfere, dialoghi, colori, “anima”, dalle storie più moderne. SEC è venuta di conseguenza, grazie anche a una sorta di telepatia tra me e Alex Bertani. Da sempre sognavo una collana con tutti i grandi personaggi Marvel, fin dal tempo del Settimanale dell’Uomo Ragno negli anni 80, anche se il formato e l’impaginazione erano penalizzanti. Ma un bel volume… Quella suggestione ne ha incrociate un altro paio: i Giganti Corno in cronologia e la formula degli ASE (Albi dei Super-Eroi – ndr), che presentavano serie cult, originali, diverse, con una grafica inarrivabile. Giganti, ASE, grafica Corno anni 70, ogni serie un colore, nostalgia del passato: ne ho parlato con Alex prima di una fiera a Milano, credo nel 2016 o nel 2015, e mi ha confessato che anche lui pensava a un recupero organico del passato. A quel punto ho schizzato – non so disegnare – una grafica un po’ vintage e naif che ho girato ai grafici Panini: credo sia venuto fuori qualcosa di mai visto. Di diverso.

Questo anche per sottolineare che il mio nome, grazie alle introduzioni e alla posta, circola di più, ma SEC va condiviso con la Panini, Alex, MML, Nick, Simon, Luca, Marco, Max e gli altri, e con i responsabili Rcs che fin dal primi giorno hanno sostenuto il progetto.
Come abbiamo detto sopra, secondo noi l’ingrediente segreto che ha reso possibile un fenomeno come Super Eroi Classic è la passione. Dal tuo punto di vista, cosa è cambiato nel pubblico in modo da ottenere questo successo con una “semplice” ristampa? Cosa ha innescato l’effetto nostalgia che indubbiamente non può essere la sola ragione di un tale successo?
In qualche modo ti ho già risposto. La passione è nel DNA della collana. L’ho pensata come avrei voluto comprarla in edicola un giorno, tutto qui. Anche gli amici Panini la pensano così. Pensa che bellezza avere tutta la Marvel classica in una serie che alterna i grandi personaggi, recuperandone sempre di nuovi, da Silver Surfer a Warlock a Nick Fury: ogni novità dà una grande spinta. Però non è una semplice ristampa, non è un ricopertinato: ogni volume è nuovo, rielabora il passato con la cultura critica del presente e con la grafica Silver Age, grazie anche all’intermediazione della Star che ha trasformato la passione ingenua e trascinante della Corno in qualcosa di più scientifico. L’effetto nostalgia è irresistibile perché le ore vissute con quegli albi, e il mondo immaginario che diventava parallelo al nostro reale, non li abbiamo mai dimenticati. Ed è stato bello a quaranta, cinquanta o sessant’anni recuperare tutto questo, con la nuova sensazione di libertà, di poterlo fare senza dubbi o remore o altro: nei ’70 a volte non era semplice dichiararsi lettore Marvel.

Fatti una domanda e datti una risposta… Vorremmo estorcerti qualche spoiler su SEC, ma sappiamo che è quasi impossibile. In quel “quasi” ci incuneiamo noi, magari dandoti libertà di campo…
Spoiler non ce ne sono al momento, perché si va a vista, come sai, essendo una collana che ha rischiato la chiusura e vive in un sistema editoriale nel quale le cifre sono drammaticamente basse rispetto al passato. Però SEC tiene bene e rispetta i lettori anche dal punto di vista del prezzo, anzi è l’unica da aver creato una comunità che si incontro anche di persona e che ha chiesto un aumento pur di non farla chiudere. Più che spoiler, sogni. Marvel Team-Up, che credo sia vicina, SEC Horror, che per me sarebbe fantastica, e Classic-X, se il tema mutanti dovesse essere preso di petto. Più SEC all’infinito, naturalmente. Speriamo!
