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La Stanza presenta: “Un guasto” di Vivenzio/Costa

Lo Spazio Bianco è lieto di ospitare le opere del collettivo La Stanza. "Solo un guasto" è scritto da Salvatore Vivenzio e illustrato da Pietro Costa.

Dopo The Mighty and Deadly Iron Gang di Officina InfernaleTumorama di Pablo Cammello, Restiamo sdraiati qui per sempre di Federico Chemello e Alberto Massaggia, The Pretender di Bartolomeo ArgentinoAntonello Cosentino e Francesco Montalbano, Lo Spazio Bianco è lieto di ospitare le opere de , un collettivo composto da giovani e promettenti autori. “Un guasto” è un racconto breve scritto da e illustrato da Pietro Costa.

La Stanza presenta: “Un guasto” di Vivenzio/Costa

: IL PROGETTO

 è un collettivo di creativi, autori, sceneggiatori, disegnatori ed illustratori, professionisti ed aspiranti tali, impegnati nella creazione di opere e progetti riguardanti il mondo del fumetto e della letteratura illustrata. Il gruppo, fondato da , si pone l’obiettivo di scardinare gli stilemi classici del fumetto italiano, portando qualcosa di originale, innovativo ma soprattutto autoriale. Si tratta di un impegno votato prima al contenuto e poi alla forma.  ripudia qualsiasi cosa che sia banale o già vista, è un movimento giovane e dinamico che parte dal web ma ha intenzione di espandersi ed è in continuo riassemblamento. Accettiamo la valutazione di nuovi e volenterosi membri, sempre.

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Solo un Guasto

Testo: Salvatore Vivenzio
Illustrazioni: Pietro Costa

Sono preoccupato. Credo sia normale essere preoccupato in una situazione come la mia. Continuo a girare in tondo, attorno alla tavola metallica, incessantemente. Giro e giro e rigiro, spingo le piante dei piedi sul pavimento freddo, sbuffo, mi faccio forza, mi lancio in avanti. Non so da quanto tempo esattamente sto girando. Non so cos’altro fare. Sono molto preoccupato. Calmo, mi hanno detto di stare calmo. Non capisco, come faccio a stare calmo? Mi hanno detto che è solo un guasto, un banale guasto, sono cose che possono capitare. Prima ho freddo, poi mi sento ribollire, in fine avverto di nuovo il ghiaccio dentro di me. Muovo continuamente la testa avanti e indietro, tengo le braccia conserte, struscio l’indice destro contro il rispettivo pollice. Cammino, un passo, due passi, tre passi, ricomincio a contare da capo. La stanza ha una strana luce. Non capisco perché fare tutto bianco, le pareti bianche, il soffitto bianco, i mobili bianchi, il pavimento bianco. Non capisco se è la luce il problema o sono io. Hanno detto che è un semplice guasto. Ma quando arrivano? Quando verranno a ripararlo? Cosa si è guastato? Si potrà aggiustare? Da quanto si è rotto? Quando arriveranno? Non riesco più a tenere conto del tempo che passa. Mi guardo intorno nella stanza bianca e cammino in tondo intorno alla tavola. E’ tutto bianco.

La Stanza presenta: “Un guasto” di Vivenzio/Costa

Cosa ho fatto ieri? E l’altro ieri? Riesco solo a ricordare me che cammino in tondo, non mi viene in mente altro. L’unica immagine che trovo nella mia testa rappresenta me che giro intorno al tavolo. Vedo i miei piedi muoversi veloci sul pavimento pallido e freddo, la tavola al centro della stanza, le pareti bianche. Dov’è il resto? Se penso all’altro ieri, a una settimana fa, a due settimane fa, un mese fa, vedo solo questa stanza, le mie gambe, il pavimento, il tavolo. Non riesco a fermarmi, cammino e continuo a camminare. Non avverto stanchezza, solo paura. Paura che qualcosanon vada, che qualcosa si sia rotto per sempre, irreparabile. Sento una strana agitazione dentro di me. Non riesco a stare calmo. Eppure mi hanno detto proprio così : “Stia calmo, non è nulla, è solo un piccolo guasto”. Come faccio a stare calmo? Se è solo un piccolo guasto perché non vengono a ripararlo?! Quanto tempo è passato? Da quanto sto girando in tondo? Sento il panico che mi percorre le membra, sale dalle caviglie, lo sento sotto lo sterno, arriva fino in gola, sbatte forte nella testa. Cosa mi succede? Vedo strane immagini davanti agli occhi, ombre indecifrabili, luci impossibili, interferenze, rumori anormali, fastidiosi, acuti, terribili. Sento una voce nella testa che ripete : “E’ solo un guasto. Non si preoccupi. E’ solo un guasto”. Ma non capisco perché queste immagini continuano a ripetersi nella mia testa. Cosa sta succedendo? Perché non riesco a fermarmi ma continuo a girare intorno a questo stupido tavolo? Cosa sono queste interferenze? Queste luci? Queste ombre? Hanno detto che è solo un guasto.

Finalmente sento un suono nuovo. Sono quasi sollevato. Qualcosa, da qualche parte, si è aperto. Ma io non riesco a vederlo, non posso, perché vedo solo i miei piedi, le mie gambe, il tavolo al centro della stanza, le pareti bianche. Qualcosa si avvicina, ne sento i passi. “E’ solo un guasto”, mi ripeto. “E’ solo un guasto, non si preoccupi, non è nulla di grave. E’ solo un guasto, solo un piccolo guasto.” Continuo a girare mentre qualcosa si avvicina e continuo a chiedermi cosa diavolo si sia guastato. Provo a stare calmo. Non posso. E’ solo un guasto. Un guasto. Un guasto. E’ solo un guasto.

La Stanza presenta: “Un guasto” di Vivenzio/Costa

Sento le loro voci. Parlano, dicono cose. “Sì è rotto anche quello nuovo”, dice il primo. “Non va bene. Durano troppo poco. Il chip non regge e si brucia. Così non capiscono più niente e cominciano a girare in tondo. Il sistema cancella tutta la memoria, tutti i ricordi che abbiamo impiantato, si impalla e comincia a inviare a ripetizione le stesse immagini. Così va in cortocircuito”, spiega quell’altro. “Puzza di bruciato”. “Butta questa ferraglia insieme alle altre, ripartiamo da capo. Dobbiamo riparare il gua…”. E’ so. Solo. E’. Solo. Un guasto. Lo ripareranno. Lo ripareremo. Ho paura. Qualcuno mi solleva di peso. C’è un tonfo. Cado su altri corpi. Mi ripareranno. E’ solo un guasto.

“Hai controllato che il sistema fosse disattivato?” chiede il primo.
“Mmmh. Credo di sì. Mi pare di sì”.
E’ solo un guasto.

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