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Snowpiercer, il film: il treno senza speranza di Bong Joon Ho

24 Marzo 2014
In un futuro non molto lontano, la Terra è stata completamente ricoperta da una nuova era glaciale per colpa dell’uomo. I pochi sopravvissuti viaggiano da anni a bordo dell’Arca, una locomotiva che continua a girare per il mondo anno dopo anno senza fermarsi, e al cui interno si sono create delle rigide e terribili divisioni sociali per classi.I diseredati infatti sono stipati come bestiame nei vagoni di coda, mentre i più fortunati vivono nel lusso più sfrenato, fino a quando Curtis (Chris Evans) guida i disperati in una rivolta il cui obiettvo è arrivare alla testa della vettura, dove vive
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snowpiercerposterIn un futuro non molto lontano, la Terra è stata completamente ricoperta da una nuova era glaciale per colpa dell’uomo. I pochi sopravvissuti viaggiano da anni a bordo dell’Arca, una locomotiva che continua a girare per il mondo anno dopo anno senza fermarsi, e al cui interno si sono create delle rigide e terribili divisioni sociali per classi.
I diseredati infatti sono stipati come bestiame nei vagoni di coda, mentre i più fortunati vivono nel lusso più sfrenato, fino a quando Curtis (Chris Evans) guida i disperati in una rivolta il cui obiettvo è arrivare alla testa della vettura, dove vive colui che comanda, Wilford (Ed Harris).

Dal graphic novel Le Transperceneige arriva nelle sale una pellicola dove tragedia, sangue e disperazione sono le vere e uniche protagoniste. Il regista Bong Joon-Ho, anche autore della sceneggiatura assieme a Kelly Masterson, tratteggia uno dei futuri più oscuri e violenti mai visti in un film di fantascienza, realizzando al tempo stesso la visione di un microcosmo cinematografico inquietante e visionario in cui albergano anche richiami religiosi quasi biblici.

Sia la misteriosa figura di Wilford, sia la sorprendente locomotiva in cui borghesia e proletariato si danno battaglia a colpi di uccisioni, sono infatti al centro di più di una chiave di lettura sacra e quasi mitologica, come d’altronde sottolinea una delle sequenze migliori della pellicola, in cui i poveri disperati scoprono la scuola dei bambini, in realtà un vero e proprio centro di indottrinamento in stile Corea Del Nord.

La locomotiva, infatti, già soprannominata “l’Arca”, assume nei discorsi di alcuni personaggi, primo tra tutti il ministro interpretato da Tilda Swinton, una connotazione religiosa, quasi fondamentalista, che sembra ricordare alcuni comportamenti dei neofondamentalisti cristiani.
In questo contesto, i rivoltosi sono visti come dei miscredenti incapaci di vedere le grandi opere del “creatore”, presentate in una sequenza attraverso una sorta di video propagandistico, e la battaglia per la sopravvivenza in alcuni tratti si trasforma in una vera e propria crociata.

Tra ironia gestita sapientemente e violenza a fiumi, il tutto inframmezzato dalla splendida e potente musica di Marco Beltrami, il regista cura ottimamente l’eterogeneo cast che ha a disposizione. La Swinton e Harris svettano su tutti grazie a due interpretazioni differenti, ma entrambe congeniali alla struttura narrativa del film.

Se la prima infatti assume tratti caricaturali che si prestano agli eventi, con un personaggio al tempo stesso crudele e macchiettistico, capace di venerare il suo leader per poi rinnegarlo nel tentativo, ipocrita, di guadagnarsi la simpatia dei rivoltosi, Ed Harris assoggetta la sua misurata recitazione alla figura di Wilford, riuscendo in pochi minuti a delineare un uomo calmo, quasi abituato alla spietatezza che ha creato.

Il tutto ci porta fino a un finale in cui assistiamo alla rivelazione di un inaspettato colpo di scena per quanto concerne i rivoltosi, a conferma di una pellicola in cui la parola “salvezza” non fa parte del vocabolario.

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Carlo Coratelli

Carlo Coratelli

Venezia, (1979). Nel 1999 inizia a collaborare con alcuni siti e riviste specializzate in fumetti e cinema (altra sua grande passione) tra le quali sono da citare Altrimondi e Cut-Up. Nel 2000 inizia a scrivere per Comicus.it per il quale cura per una decina di anni la rubrica Movie Comics. Nello stesso periodo conosce Davide Zamberlan con cui crea la striscia umoristica "ESU", pubblicata su Cartaigienicaweb e Cronaca di Topolinia. Dopo la chiusura della strip, crea nel 2009 "Frank Carter - Avventure di una spia per caso", disegnata da Fortunato Latella. Appassionato di supereroi (l'Uomo Ragno soprattutto) e strisce sindacate americane (Dick Tracy e Alley Oop su tutte), vive a Bologna dal 2006.

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