
Viene tuttavia mantenuto l’aspetto di fondo del personaggio protagonista, un alieno ritrovatosi suo malgrado bloccato sulla Terra: lo smarrimento e le difficoltà di adattamento a una civiltà così diversa e arretrata rispetto alla sua. Analizzare e descrivere come venga utilizzata nell’adattamento televisivo non è compito di questo articolo, mentre è da sottolineare una certa delicatezza, quasi poetica, sul processo di crescita e conoscenza che caratterizzano il percorso del nostro simpatico alieno naufrago protagonista della serie a fumetti. Peter Hogan e Steve Parkhouse sono due autori inglesi, entrambi provenienti dalla fucina di talenti che è 2000 AD, caratterizzata da una verve violenta e distopica che viene usata per giudicare la società in cui viviamo.
Questa vena è presente in queste prime storie, seppur in maniera moderata, con accenni alla dissennatezza di vari comportamenti umani (ubriacarsi esageratamente, mancare di rispetto agli altri, ignorare cultura e tradizioni sia proprie che altrui, disonestà dei politici, ecc. ecc.), presentati, almeno in questa parte iniziale, nella declinazione della parte provinciale degli USA. E sebbene sia un punto di vista da fuori, considerata la nazionalità degli autori, è un punto di vista obiettivo e informato, perché restituisce quell’immagine che le cronache e i libri di storia contribuiscono a formare.
Abbiamo parlato di:
Resident Alien vol. 1 – Benvenuto sulla terra!
Peter Hogan, Steve Parkhouse
Traduzione di Valeria Gobbato
Editoriale Cosmo, 2021
192 pagine, brossurato, colori – 22,90 €
ISBN: 9788892970946









