Il rapporto tra arte e denaro, il valore morale e la capacità dell’arte stessa di suscitare emozioni, il peso delle responsabilità nei confronti di un villaggio o di una nazione, la libertà di assecondare le proprie inclinazioni e di inseguire i propri sogni, la relazione tra fatica e piacere sono i tanti temi affrontati da Mari Yamazaki in Olympia Kyklos #2.
Nel manga edito da Star Comics (e in Giappone da Shueisha Inc.) il protagonista Demetrio fa la spola tra la Grecia del 400 a.C. e la Tokyo del 1964, dove incontra Osamu Tezuka e Kokichi Tsuburaya, maratoneta che vinse la medaglia di bronzo alle Olimpiadi del ‘64 e successivamente si suicidò, non sopportando oltre la pressione di dover conquistare a tutti i costi l’oro nel ‘68. Per l’autrice l’inserimento del “dio del manga” nella sua opera è occasione per riflettere sulla forza e gli obiettivi dei fumetti: se il maestro è il portavoce di una terza via, professionale e ponderata, due suoi interlocutori rappresentano le visioni semplicistiche e stereotipate che si ritrovano oggi principalmente sui social.
Interessante è poi il confronto all’insegna della ricerca di sintesi ed espressività tra i vasi greci, ancora una volta raffigurati da Yamazaki, e i manga. La varietà degli argomenti trattati segna un evidente miglioramento tra il primo e il secondo volume di Olympia Kyklos, mentre la qualità dei disegni resta elevata e costante. Il segno morbido dà risalto ai sentimenti dei personaggi, senza trascurare paesaggi e architetture.
Abbiamo parlato di:
Olympia Kyklos #2
Mari Yamazaki
Traduzione di Michela Riminucci
Star Comics, dicembre 2020
192 pagine, brossurato, bianco e nero e colori – 6,90 €
ISBN: 9788822620545

