Il Morto #1 (Giovacca, Studio Telloli)

Il Morto #1 (Giovacca, Studio Telloli)

Il Morto, nuova pubblicazione di Menhir Edizioni, giunge in edicola in formato pocket, occupando poco spazio sugli espositori così come nella mente del lettore. Uscita numero uno trascurabile e anacronistica, che tenta di rinverdire i fasti del fumetto nero italiano (anni ’60-’70), scimmiottando maldestramente i classici capostipiti del genere – uno su tutti Kriminal (casualmente da poco in fase di ristampa) – dimostrandosi povera di idee, scarsa nei risultati, semplicistica e sgangherata.
Riassumendo: lo smemorato Peg, intrappolato in una malsana clinica manicomiale, finge di sorbire medicine in attesa del momento giusto per fuggire. L’occasione si presenta durante la notte di Halloween che gli fornisce la possibilità di indossare un costume (teschio e ossa) e far scatenare l’ira dei suoi insani compagni di reclusione su medici e infermieri per coprire la sua fuga. Personaggi abbietti, torture, elettroshock vendicativo sulla sadica dottoressa Branzi e l’evirazione riservata a un infermiere stupratore, sono solo alcune delle banalità che si susseguono tra le pagine del fumetto, mai realmente all’altezza delle sue ambizioni.
Discorso a parte per i disegni curati (?) dallo Studio Telloli, piatti e scolastici, sicuramente meno valutabili rispetto alla sceneggiatura di Ruvo Giovacca. Sottolineando la necessità di un deciso cambio di rotta e profondi ripensamenti, si resta in attesa di vedere gli sviluppi editoriali della testata all’interno del sovraccarico panorama fumettistico italiano.

Abbiamo parlato di:
Il Morto #1 – La clinica delle menti perdute
Ruvo Giovacca, Studio Telloli
Menhir Edizioni, 2010
128 pagg. brossurato, bianco & nero, 2,00€
ISSN: 2038-0685

3 Commenti

3 Comments

  1. Franco

    5 Febbraio 2016 a 10:58

    Buon giorno,
    nel vagare per la rete mi sono imbattuto nella vostra recensione del fumetto il morto, che per quanto possa in parte essere condivisibile per quanto riguarda i primi numeri, penso che la cosa sia completamente diversa negli ultimi numeri, dove l’aspetto grafico è migliorato moltissimo, e personalmente lo ritengo, sia a livello di disegni, sia a livello di sceneggiatura migliore di altre testate anche più conosciute.
    In attesa di un vostro parere più aggiornato vi saluto.
    Ciao
    Franco

  2. Luca

    1 Maggio 2020 a 01:14

    Mi sono appena imbattuto in questa recensione… onestamente, a 10 anni dall’uscita del numero 1, che proprio adesso stringo tra le mani, non credo che sia condivisibile, se non in parte in riferimento ai disegni che, negli anni sono sicuramente migliorati. La storia, che è arrivata al numero 42, è sempre più avvincente ed i lettori si sono moltiplicati negli anni. Penso che, per chi sia alle prese con il lancio di un fumetto, una recensione così sia davvero un colpo basso. Non vi leggevo, prima, e non vi leggerò in futuro. Cordialità

    • la redazione

      2 Maggio 2020 a 14:15

      Siamo contenti che nonostante il nostro “colpo basso” la serie abbia proseguito in salute. A noi non interessa né offendere nessuno né tanto meno leccare il culo: esprimiamo un parare personale cercando di motivarlo. Non pretendiamo di avere la ragione assoluta e siamo lieti che ognuno abbia i suoi gusti e le sue opinioni. E non vediamo che senso avrebbe modificare un articolo riguardante il primo albo di una serie alla vista dei 41 che gli sono seguiti: non sarebe certo la prima volta che un fumetto migliora durante il proseguo degli anni. Se questo la offende, probabilmente è un problema suo.

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