Parliamo di: /

Non sei mica il mondo: il bambino, la maestra e la scuola

Raphael Geffray racconta il mondo di un bambino speciale, che non riesce a imparare a leggere e vede il mondo come un unico, grande scarabocchio.

Non sei mica il mondo: il bambino, la maestra e la scuolaNegli ultimi anni gli studenti con bisogni educativi speciali (indicati con varie sigle in funzione della tipologia di difficoltà presente) sono aumentati un po’ in tutte le scuole superiori.
Tra le molte difficoltà – burocratiche e non – che ogni giorno gli insegnanti devono affrontare, il controllo delle certificazioni e la compilazione dei programmi personalizzati assume un’importanza cruciale, soprattutto nell’ottica della valutazione degli studenti e in alcuni casi nell’utilizzo di strumenti che semplifichino l’apprendimento. Molti di questi studenti, però, si iscrivono a scuola con una carente se non addirittura non valida documentazione, complicando così il lavoro di segreterie e docenti.

Il piccolo protagonista di Non sei mica il mondo di Raphael Geffray è proprio uno di questi bambini e la storia inizia con l’ennesimo primo giorno di scuola. Bené, infatti, presenta delle difficoltà nell’imparare a leggere che diventano la causa delle sue difficoltà di inserimento nella classe e di un carattere particolarmente litigioso. La sua fortuna è quella di incontrare Valentine, maestra appassionata che si dedica al piccolo Bené trattandolo come un bambino qualunque, non come affetto da un handicap.

Crescere in bianco e nero

Geffray racconta così il percorso del piccolo protagonista, la trasformazione del suo carattere, le amicizie che riesce a costruire, fino al giorno in cui il sistema scolastico, rappresentato dalla preside, decide di cambiare la maestra della classe, seguendo una tradizione consolidata ma ignorando le rimostranze di Valentine. L’effetto è abbastanza scontato per chiunque abbia avuto modo di trattare con questa particolare tipologia di studenti, ma nonostante ciò il finale lascia comunque un certo amaro in bocca, in particolare per l’impreparazione di una parte del sistema scolastico di accogliere studenti con bisogni educativi diversi da quelli del resto della classe.

Il libro di Geffray non è, però, né divulgativo né moralista: Non sei mica il mondo è una fotografia della realtà e in alcuni punti è quasi una protesta non solo contro un sistema che non tollera le deviazioni, ma anche contro il sentimentalismo.
Non a caso i due protagonisti, Bené e la maestra Valentine, sembrano protestare contro qualunque patetismo provi a emergere dalla storia con gesti eclatanti o alzando la voce: è un modo per sottolineare la propria personalità, il cui apice massimo arriva con la battuta che Bené rivolge a Valentine nel loro ultimo scontro e che da il titolo all’opera.

Non sei mica il mondo: il bambino, la maestra e la scuola

Interessante infine la scelta stilistica di Gefray: un bianco e nero colorato con toni di grigio acquarellati con tratto preciso e fortemente influenzato dal manga. Alcune porzioni vengono disegnate con linee continue che si intrecciano, in un confuso groviglio di forme appena abbozzate, un po’ come negli scarabocchi dei bambini, dove a risultare particolarmente incomprensibili sono proprio le lettere dell’alfabeto: un’ottima soluzione per mostrare visivamente le difficoltà nella lettura di Bené e che risulta incredibilmente efficace nel dare importanza al primo successo del bambino nella lettura di un manifesto appeso alla bacheca scolastica.
La scena che segue a questa prima lettura di Bené, giocata sui silenzi a parte poche battute, permette all’autore di mostrare come si apre il mondo agli occhi di un bambino che ha solo iniziato a distinguere le lettere dell’alfabeto. E Bené diventa quasi un antropologo, giunto su una panchina al centro della città accanto a una vecchia signora per osservare la gente che cammina per la città.

Non sei mica il mondo è un volume indubbiamente più rivolto agli adulti che ai bambini, al tempo stesso duro e delicato che con il giusto mix di ironia e serietà rappresenta il desiderio di affermazione della propria unicità da parte di un bambino particolare.

Abbiamo parlato di:
Non sei mica il mondo
Raphael Geffray
Traduzione di Stefano Andrea Cresti
, 2017
192 pagine, brossurato, bianco e nero – 16,90€
ISBN: 8867902148

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Inizio