Il metallico canto dei dannati

L'editore indipendente Ali ribelli propone "Il canto dei dannati", interessante libro illustrato degli artisti russi Theoretical Part.

Il metallico canto dei dannati

Durante il periodo scolastico, Jason Forbus, scrittore e insegnante di inglese, realizzò con alcuni compagni di classe la fanzine letteraria Ali ribelli,

(…) una fanzine dedicata all’arte nelle sue varie espressioni, quindi letteratura, arti visive, musica, durante gli anni del liceo. (1)

Quell’esperienza, chiusasi con la fine del liceo, venne successivamente ripresa da Forbus grazie al web, prima con una newsletter da inviare on-line e quindi con un progetto editoriale vero e proprio.

Ali ribelli è diventata oggi un piccolo editore indipendente con l’idea di proporre ai lettori opere dall’alto contenuto artistico e dall’indubbia qualità. In pratica Forbus definisce Ali ribelli un vero e proprio “collettivo artistico” con una certa propensione all’internazionalità, sancita da Il canto dei dannati, libro illustrato dalla coppia di artisti russi Boris e Daria Sokolovsky, in arte i Theoretical Part.

L’intreccio tra poesia e immagini

Il metallico canto dei dannatiUn libro che coniugasse poesia e fumetto, intrecciando queste espressioni in maniera viva senza forzare nessuna delle due arti sarebbe un’opera davvero importante.

Non sappiamo se Il canto dei dannati si era proposto questo ambizioso traguardo ma di certo il risultato è un curioso e stimolante ibrido che, pur avendo più a che fare con il libro illustrato che con il fumetto, regala ottimi spunti, bei disegni e un testo poetico evocativo e profondo.

La narrazione procede per immagini archetipiche e segue il viaggio di un protagonista innominato che ci parla in prima persona, all’interno del maniero dove alloggia “il padrone” allo scopo di “rendere le messi”. Lo stile di scrittura è profetico e altisonante e riporta alla mente certi poeti cosiddetti visionari come William Blake o Dylan Thomas, con tutto lo scenario apocalittico che la loro arte esprimeva. Sono poi evidenti anche riferimenti ai componimenti di altri due poeti dalla forte immaginazione come Edgar Allan Poe e William Butler Yeats.

Forbus, stilisticamente, ricorda anche Emily Dickinson, grazie all’uso di immagini semplici e dirette, e, strutturalmente parlando, richiama gli haiku giapponesi, brevi componimenti di tre versi: è infatti in stanze di tre versi ciascuna che è suddiviso il poemetto de Il canto dei dannati. A fianco di queste sono presenti le illustrazioni dei Theoretical Part, che ispirano al lettore di fumetti riferimenti al Sandman di Neil Gaiman, all’Hellboy di Mike Mignola, al Berserk di Kentaro Miura.

Il metallico canto dei dannatiIn effetti i due illustratori russi poggiano la loro arte sulla vasta iconografia del dark e gothic metal: grazie alle loro illustrazioni gotiche veniamo trasportati all’interno di una vera e propria poesia disegnata, quasi un esempio di “libro per bambini per adulti”, dove le suggestioni e i riferimenti all’antichità e al folklore, soprattutto di stampo celtico-anglosassone e naturalmente russo, vengono utilizzati con sapienza per intessere un tempo onirico indefinito dove veniamo messi a confronto con la nostra condizione di essere umani. Schiavi incatenati a un padrone senza che nemmeno il padrone esista, come ci suggerisce Forbus nelle sue liriche.

La parola poetica e l’immagine evocativa si richiamano fra le pagine, amplificandosi e dando una strana sensazione ridondante che però ben sottolinea il messaggio.

Nel complesso Il canto dei dannati raccoglie in se le atmosfere da concept album di genere come For lies I sire dei My dying bride o Faith divides us, death unite us dei Paradise lost, grazie a immagini surreali che devono sia a Hieronymus Bosch sia a Salvador Dalì o a Giorgio De Chirico, ma anche all’arte di Maurits Cornelis Escher, non solo grazie alla struttura simmetrica delle illustrazioni (operando così una scelta non dissimile a quella stilistica di un regista di culto come Stanley Kubrik), ma anche grazie all’inserimento di elementi di geometria sacra, come ad esempio i solidi platonici.

Tutti questi elementi contribuiscono a costruire un libro illustrato decisamente interessante, che fondamentalmente tratta, anche con una certa leggerezza nel finale, il grande archetipo della vita-in-morte messo in poesia da Samuel Taylor Coleridge nella sua celebre Rime of the ancient mariner, qui declinata nello spazio angusto e inospitale di una casa ricca e fatiscente, simulacro dello sfacelo e appunto della schiavitù dell’uomo.

Abbiamo parlato di:
Il canto dei dannati
Jason Forbus, Theoretical Part
Ali Ribelli edizioni, 2015
ISBN: 9788890839252


Note:
  1. da the Freak 

3 Commenti

3 Comments

  1. Anna Musico

    3 maggio 2016 a 19:18

    Grande Jason.Lavoro Superlativo.

  2. Simone Amici

    3 maggio 2016 a 20:13

    Forse volevate dire My dying bride

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