Manu Larcenet e il motto di spirito del profondo West

Manu Larcenet e il motto di spirito del profondo West
Manu Larcenet realizza una raffinata e divertente biografia immaginaria di Sigmund Freud, che costituisce il primo capitolo delle sue cinque Avventure Rocambolesche. Il celebre psicanalista si perde in un west eroicomico, dove i presupposti della sua teoria analitica sono messi a dura prova.

larc1_Recensioni

La serie Une Aventure rocambolesque de…, di , va a rielaborare cinque storie con portagonisti illustri in una chiave decisamente sopra le righe, sulla falsariga delle avventure di Rocambole (1857), modello del ladro gentiluomo, un archetipo che ha avuto grande fortuna anche nel fumetto.

Questa biografia immaginaria di Sigmund Freud è la prima della serie, pubblicata in Francia nel 2002 dall’editore Dargaud nella sua collana umoristica Poisson Pilote; anche quella dedicata a Van Gogh, La ligne de front (2004) ha ottenuto un notevole apprezamento. Meno note quelle dedicate ad Attila (2006), a Robin Hood (2009) e al Milite Ignoto (2009), che completano la serie.

In questo primo caso il padre della psicoanalisi intraprende un viaggio in un Far West spassoso e feroce, intrecciando le sue disavventure con quelle di un cane antropomorfo in fuga da un canile carcerario, alla ricerca di un’anima, in un susseguirsi di gag agrodolci. Il segno, all’interno della ligne claire francese modernamente interpretata, è estremamente cartoonesco, ma nella sua sintesi estrema riesce a rappresentare con efficacia – volutamente un po’ caricaturale – i moti d’animo più sottili dei personaggi, sia tramite la cura delle espressioni, sia tramite l’accentuata gestualità. Il tutto è ben amalgamato dal colore, che bilancia con grande equilibrio esigenze realistiche nell’evocare gli scenari del deserto del West, dove si svolge il racconto, con quelle espressive dei momenti più drammatici ed onirici.

larc2_Recensioni

Altrettanto accurata l’impostazione della tavola, rilettura moderna della griglia su quattro strisce tipica d’Oltralpe: spesso il montaggio delle vignette è quello tradizionale, ma dove necessario si ricorre a un assemblaggio più innovativo, dando spazio a grandi vignette per presentare scene d’impatto, compattando efficacemente il resto dell’azione. Talvolta questo porta a uno sviluppo verticale della tavola, invece del consueto scorrimento orizzontale, con una notevole efficacia drammatica.

Se l’opera è leggibile anche a un primo, più divertito, piano di lettura, la scelta di un personaggio come Freud è però anche un palese invito, per un lettore di secondo livello, a una disamina più accurata che restituisca un senso più profondo e, in generale, più cupo e disilluso. Del resto, era lo stesso Freud, in un saggio fondamentale come Il motto di spirito (1905), a illustrare come l’umorismo funzionasse davvero quando andava a rappresentare un qualche nodo inconscio rimosso, che non avrebbe potuto esprimersi se non in chiave apparentemente comica.

D’altronde, un viaggio in America era stato realmente compiuto da Freud, nel 1909, benché ovviamente in modo del tutto diverso. In questo suo viaggio reale, il fondatore della psicanalisi visitò New York e il New England, dove fu irritato – oltre che dai piccoli disagi del viaggio – dalla mentalità wasp, particolarmente segnata dal puritanesimo. Per contro, proprio la forte repressione sessuale degli USA di allora fu terreno fertile per le sue teorie, e il suo sbarco oltreoceano gettò così le basi del suo grande successo globale.

larc3_Recensioni

L’opera di Larcenet rielabora quindi questo viaggio in modo del tutto fantastico e picaresco. Se il viaggio reale fu negli USA del Nord, l’avanguardia

tecnologica del mondo novecentesco, il viaggio irreale si cala nel sud, si direbbe ai confini col Messico: uno scenario da western cupo e desolato, che contrasta efficacemente con lo stile comico adottato dal fumetto.

Freud qui scopre i limiti della sua teoria, scontrandosi con la miseria e la spietatezza atroce del mondo rurale, dove i suoi complessi sono irrilevanti fisime da borghesi, e con la tradizione sciamanica, che raggiunge in modo più efficace i suoi stessi scopi attraverso una visione misterica e sapienziale, lontana dal suo razionalismo positivista.

Se però Larcenet, con lo strumento dell’ironia, mette in evidenza i limiti del metodo freudiano più che i suoi meriti, Freud personaggio appare una figura ingenua e positiva, imbevuta di una fiducia genuina ed infantile nella scienza, che lo rende una figura, sia pur comicamente, eroica (in un caso, del resto, il suo metodo ha successo nell’albo, curando un carceriere sadico e liberando così i suoi compagni di viaggio). Per certi versi, anche qui siamo agli antipodi dello stile della maggior parte delle biografie ufficiali, che esaltano la grandezza dello scienziato in contrasto con la figura dura e autoritaria dell’uomo.

Ne emerge così, nel complesso, un’opera elegante e stratificata, meritevole di più riletture anche grazie alla sua efficace rapidità, in grado di parlare al lettore a più livelli, stimolandolo sempre in una riflessione non banale.

Abbiamo parlato di:
Tempo da cani
Manu Larcenet
Traduzione di Francesca Scala
, 2018
48 pagine, cartonato, a colori – 15,00 €
ISBN: 9788876183867

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su