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Ma chi ha detto che non c’è: Gianfranco Manfredi e la Torino degli anni di piombo

30 Luglio 2025
Il primo processo alle BR e Adelaide Aglietta: un realistico spaccato d’epoca nell’opera postuma di uno dei maggiori cant(aut)ori degli anni settanta. 
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Nonostante la malattia degli ultimi anni, Gianfranco Manfredi ha continuato fino alla sua scomparsa, avvenuta il 24 gennaio 2025, a scrivere, produrre, creare storie a fumetti, saggi e articoli, con l’eclettismo, la curiosità e la vastità di interessi che lo contraddistinguevano.

Tra le varie opere che saranno purtroppo pubblicate postume, oltre a episodi di Tex e Dylan Dog e alla seconda parte del Procuratore, forse quella più intimamente legata all’autore è questo graphic novel realizzato per la sabauda Allagalla, grazie al quale Manfredi può tornare a raccontare un decennio – gli anni settanta – che lo ha visto protagonista della scena (contro)culturale, soprattutto in veste di cantautore (in particolare con album come Ma non è una malattia e Zombie di tutto il mondo unitevi e brani come Ma chi ha detto che non c’è), e che aveva già provato a rievocare per il mondo delle nuvolette nell’abortita serie per la Bonelli Cani sciolti.

Nel trasporre a fumetti l’esperienza della segretaria del Partito Radicale Maria Adelaide Aglietta, come giurata popolare nel primo grande processo alle Brigate Rosse tenutosi a Torino nel 1978, il rischio maggiore, dati gli intenti celebrativi, era quello di cadere nel didascalismo, o peggio ancora nel pamphlet moraleggiante o nel racconto a tesi.

Manfredi riesce abilmente a evitare tutte queste trappole e prende a pretesto la vicenda processuale e umana della Aglietta per realizzare uno spaccato d’epoca: da un lato riesce a trasmettere appieno la sensazione di una città (Torino, ma per estensione l’intera Italia) militarizzata e quasi sull’orlo della guerra civile, soprattutto dopo l’agguato di via Fani e il sequestro Moro; dall’altro riesce a dare voce – riportando dichiarazioni, stralci di interviste, articoli di giornale – a tutti i protagonisti di quel controverso periodo storico, sottolineando sia la coerenza – giusta o sbagliata – di alcuni (l’incrollabile fede nella lotta armata rivoluzionaria dei brigatisti contrapposta alla inflessibile non-violenza della Aglietta), che evidenziando le contraddizioni, gli errori e i depistaggi di parte delle istituzioni e dello Stato.

L’esemplare ricostruzione storica di Manfredi viene accompagnata dai disegni di Marta De Vincenzi e Alessandro Ravera, due giovanissimi autori liguri le cui vignette ancora un po’ acerbe, riprese soprattutto da fotografie d’epoca (fornite dallo stesso Manfredi) e che richiamano molto lo stile grafico degli anni settanta, trasmettono in maniera efficace la sensazione documentaristica e di urgenza della sceneggiatura.

Abbiamo parlato di:
Il diario di Adelaide
Gianfranco Manfredi, Marta De Vincenzi, Alessandro Ravera
Allagalla, maggio 2025
80 pagine, cartonato, bianco e nero – € 19,00
ISBN: 9788896457849

91 dvnpbral. sl1500
Mauro Mihich

Mauro Mihich

Vicentino (nonostante il cognome, che ne tradisce le origini fiumane), appassionato, tra molte altre cose, di fumetti, cinema e letteratura. Legge e colleziona fumetti di ogni epoca e latitudine, ma si ritiene esperto soprattutto di Bonelli (la prima cosa letta in vita sua è stata una pagina di Tex), grandi autori italiani (Hugo Pratt su tutti) e Historietas (con una venerazione per Juan Zanotto).Con altri due appassionati cura il blog dedicato al cinema western "Se sei vivo spara".

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