
È da questo spunto – non si sa quanto veritiero dato che tutto il fumetto, come scritto in una nota finale degli autori, intreccia realtà e finzione – che parte Logicomix. Durante la lezione agli isolazionisti Russell racconta l’infanzia passata sotto la guida autoritaria della nonna paterna, la scoperta del piacere intellettuale provato durante le dimostrazioni matematiche, il desiderio di rifondare la matematica su basi logiche, gli incontri con grandi menti filosofiche come Frege, Cantor, Hilbert, Gödel, Wittgenstein, la scrittura dei Principia matematicha insieme a Whitehead, la difficoltà di costruire un rapporto vero con gli amori della sua vita, la lotta continua contro lo spettro della follia e il timore di scoprire una linea genetica di trasmissione della schizofrenia in famiglia.

Il racconto della vita di Russell è inframmezzato da inserti in cui gli autori del fumetto raccontano le difficoltà che incontrano durante il progetto e condividono con il lettore i loro dubbi e le loro discussioni sulla direzione da dare alla narrazione. Nell’ultimo di questi inserti, che funge in certo qual modo da epilogo alla vita di Russell, i quattro autori assistono a una rappresentazione dell’Orestea di Eschilo. Questa chiusa sembra suggerire da un lato l’interpretazione in chiave tragica della vita di Russell (Russell rivoluziona il sistema di pensiero logico matematico, ma i suoi principi verranno poi messi in discussione da Wittgenstein e, definitivamente, da Gödel) e dall’altro, dare una risposta alla domanda degli isolazionisti americani, che Russell stesso nella sua lezione esorta alla presa di coscienza e responsabilità individuale: Atena ristabilisce la giustizia terrena sulla terra e instaura la democrazia.
Supportato da immagini semplici – in cui s’intravede l’influenza della ligne claire e che, se servono il compito di non interferire con un testo a tratti complicato, sicuramente non riempiono gli occhi e non strappano il cuore – Logicomix è un fumetto a scatole cinesi, che può essere letto come una biografia di Russell, oppure come una riflessione sull’eterno confronto tra razionalità e irrazionalità, logica e follia. Io preferisco questa lettura: Logicomix tenta di raccontare il viaggio introspettivo d’ogni individuo alla ricerca del fondamento della responsabilità individuale, che trova il suo assioma fondamentale nella necessità di prendere posizione, preferibilmente in un confronto democratico, in assenza di sistemi dogmatici perfetti e conchiusi (che siano sistemi filosofico-matematici, teorie religiose, tirannie politiche).
Rimane da dire, purtroppo, che da un punto di vista artistico letterario il risultato rimane una narrazione molto fredda e cerebrale, tutta incentrata sulla dimostrazione di una tesi, e non particolarmente appassionante. Superati i primi ostacoli, però, e se non viene letto come introduzione alla logica (troppo poco viene offerto in questa direzione), Logicomix offre comunque alcuni spunti di riflessione a chi è interessato a temi di natura filosofica.
A me, per esempio, è venuta voglia di leggere il Tractatus Logico Philosophicus di Wittgenstein!

Abbiamo parlato di:
Logicomix
Guanda Graphics
Apostolos Doxiadis e Christos H. Papadimitriou, Alecos Papadatos e Annie Di Donna
traduzione di Paola Eusebio
Ugo Guanda Editore S.p.A.
352 pagg. brossurato a colori – 23 €
ISBN: 978-88-6088-168-7
Riferimenti:
Il sito di Logicomix: www.logicomix.com/en
Logicomix su Twitter: twitter.com/LOGICOMIX
Logicomix: di barbieri, labirinti e altri paradossi: www.lospaziobianco.it/?p=18507










Bell’analisi, che in effetti completa quello che avevo già scritto io. Certo non sono d’accordo con le conclusioni, ma credo che questo sia normale, visto che gli aspetti logico-matematici erano per me molto evidenti.
Alla prossima,
G.