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Inquietudine: vivere a istinto

Inquietudine: vivere a istinto
Coconino Press pubblica in Italia una raccolta di racconti di Noah van Sciver che spaziano dal realismo al fantastico per interrogarsi sulle inquietudini dell'animo umano.

Un male incerto provoca inquietudine, perché, in fondo, si spera fino all’ultimo che non sia vero; ma un male sicuro, invece, infonde per qualche tempo una squallida tranquillità.

inquietudine_cover_Recensioni I quattordici racconti della raccolta Inquietudine si muovono nel solco tracciato dalla citazione di apertura, tratta da Il disprezzo. Pur presentando situazioni differenti, alcune realistiche altre fantastiche e perfino surreali, Noah van Sciver, fratello del più noto Ethan, si concentra sulle reazioni e le pulsioni degli esseri umani, scavando dentro la quotidianità e interrogandosi su temi grandi e piccoli come la libertà di stampa, il razzismo, il lavoro, il rapporto con i genitori.

È, per certi versi, un viaggio oscuro in cui ci si muove un po’ a tentoni, come suggerisce Inabissati in quel fiume nero, due pagine in cui un uomo, evidentemente preda di una profonda disperazione, scivola lungo una corrente grigiastra attraverso la pagina completamente nera che lascia intravedere demoni e cadaveri.

Ancora più significativo di questa ricerca del nostro stesso muoverci a spanne tra i meandri della vita è La lucertola rise: un giovane che, dopo più di un decennio, va a trovare il padre che lo aveva abbandonato con la madre a 9 anni, vive una giornata insieme al genitore che abita come un eremita in una casa nella parte più brulla del New Mexico. Il ragazzo, Nathan, porta dentro di sè una grande inquietudine: quella di essere cresciuto senza il padre. E così progetta di ucciderlo. Nasce, allora, un confronto tra la rabbia non sempre repressa del figlio e la leggerezza da hippie del padre che, forse in maniera un po’ scontata ma non per questo meno efficace, porta alla conclusione del racconto.

Lottare per la libertà

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Altra storia notevole è La morte di Elijah Lovejoy. Lovejoy, nato il 9 novembre del 1802, è stato uno dei più importanti giornalisti statunitensi grazie alle sue battaglie per la libertà di stampa e per la difesa dei diritti delle minoranze etniche. Van Sciver racconta la notte della sua morte, avvenuta il 7 novembre del 1837 durante l’attacco di un nutrito gruppo di fautori della schiavitù contro l’Observer, il giornale di Lovejoy. La rabbia degli assedianti, la strenua difesa dei giornalisti, la fuga dalla sede del giornale ormai distrutta in una serie di vignette macchiate del sangue di Lovejoy, tutto concorre alla costruzione di un racconto che diventa un vero e proprio manifesto contro l’intolleranza e l’ignoranza di quel secolo, e che purtroppo non abbiamo ancora abbandonato.

Altrettanto notevole e con una sottile vena di ironia è il secondo racconto “giornalistico” della raccolta, Mascherato, dove l’autore sembra porre al lettore una sfida interessante: chiedersi quando sia giusto varcare quel sottile confine che esiste tra il vigilantismo propriamente detto e intervenire senza far finta di nulla in una situazione di crisi per salvare altre persone da un crimine.

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Interessanti i racconti più propriamente fantastici, come il post-apocalittico Punk contro lucertole, ambientato in un mondo sull’orlo della distruzione e “invaso” da lucertoloni mangiauomini dove gli ultimi combattenti si ispirano all’iconografia punk classica. In effetti il racconto è emblematico anche degli altri simili presenti nella raccolta: situazioni assurde, quasi lisergiche, dal ritmo serrato e con quel pizzico di horror che non guasta mai.

Ulteriore elemento a favore della raccolta è la composizione stessa del sommario, che alterna i racconti più intensi e intimisti a quelli più d’azione, mentre la composizione della pagina varia in funzione dell’effetto narrativo cercato dall’autore. Strutture ordinate e precise si alternano a pagine dove le vignette non hanno bordo e sono attaccate una all’altra, mentre le splash page sono utilizzate per generare ora meraviglia ora spaesamento. Il tratto di Vvan Sciver, infine, meno spettacolare rispetto a quello del fratello ma altrettanto chiaro pur risultando più essenziale, risulta incredibilmente efficace nella rappresentazione dei sentimenti umani e mostra un evidente debito nei confronti del classico fumetto underground statunitense, in particolare Zap Comics e Robert Crumb.

Una raccolta interessante che permette di avvicinarsi a un abile autore indipendente che non potrà non colpire il lettore più attento.

Abbiamo parlato di:
Inquietudine
Noah van Sciver
Traduzione di Stefano Sacchitella
, 2017
136 pagine, brossurato, colori – 17,50 €
ISBN: 9788876183287

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