Jessica Jones Season 2 NYCC poster art

I costumi di Jessica Jones – Intervista a Elisabeth Vastola

Vi portiamo dietro le quinte della seconda stagione di Jessica Jones, con una intervista alla costumista della serie con Krysten Ritter.
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Vi presntiamo in esclusiva una intervista alla costume designer Elisabeth Vastola, che ha lavorato ai costumi del serial Netflix Marvel’s Jessica Jones. Nata e cresciuta a New York, ha studiato presso l’Institute of Technology, Parsons The New School for Design al Kyoto Costume Institute in Giappone e altri istituti. Nella sua carriera, ha lavorato a numerose serie tv e a film quali  “La note del Giudizio – Election Year” e “Le 127 ore”.

Come sei stata coinvolta in Jessica Jones?
La mia grande fortuna è stata condividere l’agente con uno dei produttori dello show. Ho sentito che aveva bisogno di una costumista e, dopo aver fatto un colloquio, il resto è storia!

I personaggi, per una chiara scelta narrativa e di ambientazione, non indossano mai i classici costumi dei fumetti. A parte le ovvie scelte per i personaggi di contorno (ad esempio: i detective in giacca e cravatta o tailleur, a seconda del genere), come è stato pensato di caratterizzare Jessica, Trish Walker e Alisa Jones nel modo in cui appaiono?
Lavoro al fianco delle attrici costantemente, mentre autori e produttori si assicurano sempre che ogni personaggio sia perfetto per come viene scritto. Studio i copioni proprio come farebbe uno studente con un libro scolastico; osservo il cast in scena e non. Penso che sia anche molto utile immaginare ogni personaggio femminile come fosse una donna di città qualsiasi. Cerco di immaginare Alisa o Trish per le strade di New York. Proprio stamattina ho visto una donna con dei jeans strappati e una giacca di pelle da motociclista. E ho sorriso: era proprio vestita come Jessica!

Il personaggio forse più caratterizzato da ciò che indossa, oltre alla protagonista, è Jeri Hogarth, anche grazie alla bravura e adeguatezza dell’interprete (Carrie-Anne Moss). Avete lavorato molto sulla scelta dei suoi abiti di scena?
L’aspetto di Jeri Hogarth è stabilito durante la prima stagione come un total black e ben rifinito. Ho lavorato entro questi parametri, ma mi è stato comunque spazio per re-immaginare il look. Penso che siamo riusciti a trovare degli eccellenti capi per questa stagione, in particolare per quando indossa dei pantaloni.

Un personaggio, Malcom Ducasse, subisce una complessa evoluzione durante la stagione. È estremamente determinante nel rappresentarla a un certo punto della storia il suo cambio di look, che lascia intendere immediatamente quali siano i suoi nuovi orizzonti. C’è stata molta progettazione a riguardo?
Sì, eravamo molto entusiasti di far evolvere Malcom con questo suo nuovo look. Non volevo che sembrasse noioso indossando un completo, volevo che fosse sexy, tagliente e interessante. Abbiamo utilizzato completi di Gucci e Dolce e Gabbana e penso proprio che l’idea abbia funzionato. Era sempre Malcolm, solo con abiti più professionali. Non volevo affetto perdere il senso del personaggio o la sua specificità.

Gli attori hanno contribuito alla scelta dei costumi?
L’input degli attori è stato importantissimo. Devo sentirsi naturali e comodi con gli abiti che indossano, perciò chiedo sempre loro di esprimere la loro opinione e le loro idee quando possibile. Deve essere una vera e propria collaborazione.

In una serie tv così come in un film, molto importanti sono i colori e la fotografia. Hai collaborato con il direttore della fotografia, Manuel Billeter, per scegliere la gamma di colori adatta ai costumi e ai fini narrativi? O è stato un processo separato e del tutto indipendente direttore della fotografa?
Sì, la nostra collaborazione ha giocato un ruolo fondamentale all’interno di questo processo. Senza l’aiuto delle giuste luci e della giusta atmosfera, i miei costumi non sarebbero minimamente così efficaci. È anche molto importante che i costumi vengano considerati come una parte del progetto generale. Certo, questo è quello che penso io… Ma secondo me è molto importante che i costumi vengano scelti in sincronizzazione con altri aspetti della produzione.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sono la costumista della terza stagione di Daredevil!

Intervista realizzata via mail in Aprile 2018. Traduzione di Elisabetta Gatti.

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Carlo Coratelli

Carlo Coratelli

Venezia, (1979). Nel 1999 inizia a collaborare con alcuni siti e riviste specializzate in fumetti e cinema (altra sua grande passione) tra le quali sono da citare Altrimondi e Cut-Up. Nel 2000 inizia a scrivere per Comicus.it per il quale cura per una decina di anni la rubrica Movie Comics. Nello stesso periodo conosce Davide Zamberlan con cui crea la striscia umoristica "ESU", pubblicata su Cartaigienicaweb e Cronaca di Topolinia. Dopo la chiusura della strip, crea nel 2009 "Frank Carter - Avventure di una spia per caso", disegnata da Fortunato Latella. Appassionato di supereroi (l'Uomo Ragno soprattutto) e strisce sindacate americane (Dick Tracy e Alley Oop su tutte), vive a Bologna dal 2006.

Paolo Garrone

Paolo Garrone

Nativo di Cuneo (10 settembre 1967), ma torinese d’adozione. Vive a Settimo Torinese. Ama, anzi si nutre di fumetti (ovviamente), cinema e serie TV. Qui ci vuole un punto se no sembra che si nutra anche di loro: adora i gatti (non che abbia qualcosa contro i cani, eh). Esordisce “criticamente” sul defunto – ma mai dimenticato – Infofumetti per poi approdare sui lidi dello Spazio Bianco. Qui, con molta fortuna ma anche grande gratificazione del suo ipertrofico ego, fa una carriera rapidissima, arrivando a diventare uno degli editor più attivi; finché un bel giorno subisce un grave distacco di retina (a cui ne seguirà un altro, circa 2 anni dopo), che lo costringe a ridurre drasticamente il suo apporto. L’amore per i fumetti e il legame d'amicizia con la redazione lo inducono comunque a non desistere e, ogni tanto, cerca di scribacchiare ancora qualcosa, principalmente sull'argomento che predilige, i supereroi.
Insomma da queste parti, in qualche modo e misura, lo troverete sempre.

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