Topolino Neon Edition è la collana all’interno della testata Grandi Autori nata con l’intento di celebrare quattro fumettisti disneyani che si sono cimentati nel realizzare sia nei testi che disegni di alcune storie. La seconda uscita è stata dedicata a Giorgio Cavazzano, uno dei più grandi maestri riconosciuti del fumetto Disney che, in realtà, ha firmato le sceneggiature di un numero molto ristretto di avventure, quasi tutte raccolte nell’albo uscito a fine luglio 2022, illuminato dal giallo abbacinante della cover: manca all’appello solo Zio Paperone e l’incognita spaziale, probabilmente per motivi di foliazione.

Non si tratta della maturità artistica di Giorgio Cavazzano, che si può dire raggiunta dalla seconda metà degli anni Novanta, ma di un passaggio intermedio prezioso proprio in quanto “momento-ponte” nel quale l’autore trovò la strada per la propria voce definitiva.

Ad ogni modo gli esiti di tale periodo sono piuttosto felici e spiccano per almeno tre motivi: l’umorismo verbale molto fresco ed efficace, la solida conoscenza del cast disneyano e una certa volontà di calarlo in contesti culturali del mondo reale.

Nella prima Cavazzano spedisce Zio Paperone, Paperino, Gastone, Paperoga e i nipotini in quel di Venezia durante la Mostra del Cinema del 1986, per portare un film “home made” girato dalla famiglia dei Paperi. I prevedibili esiti disastrosi e alcune gag in laguna, quali il casinò che chiude le sue porte in faccia al fortunato cugino di Donald Duck e le caricature di attori famosi, rendono la trama molto briosa e simpatica, dal ritmo veloce e spumeggiante.
Per quanto riguarda l’adattamento disneyano della celebre pellicola di Michael Curtiz, nato su spunto del giornalista Vincenzo Mollica, è giusto focalizzarsi sul riuscito equilibrio tra i temi complessi e drammatici del film e la poetica disneyana, qui rispettata senza per questo annacquare il messaggio anti-totalitarismi dell’opera originale.
Per quanto riguarda i disegni, la ricerca stilistica di Giorgio Cavazzano si sospinge qui verso ulteriori sfide: ritrae quello che anni dopo avrebbe definito il suo “Topolino perfetto”, in una versione noir e contemplativa molto intensa che nel decennio successivo avrebbe spiccato nelle storie realizzate in coppia con Silvano Mezzavilla prima e con Tito Faraci poi, e impreziosisce le tavole con la scelta di colorarle personalmente a mezzatinta per ricreare l’atmosfera trasmessa dal film, girato in bianco e nero. Sempre in Cavazzano – Un veneziano alla corte del fumetto l’autore racconta a tal proposito di aver cercato una china particolare per l’inchiostrazione delle matite – di cui si sarebbe occupato come sempre il fidato Alessandro Zemolin – che risultasse resistente alla mezzatinta.
Un impegno che ha ripagato gli sforzi: Casablanca è diventata negli anni un cult del fumetto Disney, ristampata in più occasioni e in confezioni di pregio, addirittura utilizzata per un set scolastico composto da astucci, quaderni e cartellette.

Per quanto riguarda I miliardari in vacanza, invece, Donald si improvvisa guida in territori selvaggi nell’ambito di villeggiature all’insegno dell’avventura, con tutte le conseguenze del caso: il personaggio viene scritto magnificamente, ma sono soprattutto la recitazione e la mimica che Cavazzano gli cuce addosso a renderlo efficace, facendo funzionare di riflesso tutta l’impalcatura narrativa.

La seconda di questo lotto, in particolare, omaggia una classica storia a strisce degli anni Trenta (Editor-in-Grief di Ted Osborne e Floyd Gottfredson, tradotta in Italia con il titolo di Topolino giornalista), facendo reinterpretare quella trama ai personaggi in una presunta trasposizione cinematografica della vicenda. È l’occasione per visualizzare Topolino, Paperino, Pippo e Gambadilegno con le fattezze dell’epoca, in un gioco metanarrativo raffinato e non così consueto per gli anni Ottanta, che l’autore gestisce bene e con la piena consapevolezza dell’evoluzione tanto caratteriale quanto grafica conosciuta dagli standard characters nel corso del tempo.

Lo stile di disegno, rispetto alle altre avventure dell’albo, mostra già i segni di quello che si appresta a diventare il tratto cavazzaniano nel decennio ormai alle porte: lo si vede in particolare proprio nel modo di raffigurare Paperone, piacevolmente tondeggiante nel viso e con dettagli curati come la forma delle basette e l’aspetto che assume il volto quando è visto di profilo. Il disegnatore stava già raggiungendo la visione quasi definitiva che avrebbe conferito al personaggio, così come ai Paperi in generale, di lì a poco e con qualche assestamento fino ai giorni nostri.
L’albo si apre con una prefazione del critico Luca Raffaelli che, però, sfiora soltanto l’oggetto di cui dovrebbe parlare per fare piuttosto una pur interessante dissertazione del fumetto come un gioco che richiede la partecipazione attiva delle varie parti coinvolte.
Allo sceneggiatore Marco Nucci spetta il compito di scrivere la postfazione al volume: in questo caso Cavazzano è maggiormente inserito nell’articolo, ma Nucci sceglie di inquadrarlo sotto una lente molto personale, filtrata dalla sua esperienza di lettore e fan, approcciando il pezzo in modo forse un po’ naif ma con un taglio gradevole.

In questo caso specifico, al netto di tali considerazioni, rimane il fatto positivo di aver rimesso in circolo storie non per forza memorabili ma che possiedono un loro fascino e permettono di godere dell’estro artistico di Giorgio Cavazzano in una fase cruciale del suo lavoro sul fumetto Disney.
Abbiamo parlato di:
Grandi Autori #96 – Topolino Neon Edition: Giorgio Cavazzano
Giorgio Cavazzano
Disney Panini Comics, 2022
276 pagine, brossurato, colori – 8,00 €
ISSN: 977112388400620096
Tra Curtiz e Cavazzano: “Casablanca” a confronto








