Giovani autori crescono: GG Studio

Un editore giovane ma con le idee chiare. Abbiamo incontrato i vari componenti di GG Studio nella loro sede di Napoli e, davanti ad un buon caffe', non si sono...
Articolo aggiornato il 16/04/2015

Giovani autori crescono: GG StudioStorie divertenti e cura delle edizioni. Un’attenzione particolare per il marketing ed il merchandising. Alle fiere, stand pirotecnici e disegni per tutti. Queste le principali armi del GG Studio, ovvero Giuliano Monni, Marco Castiello, Barbara Ciardo, Vincenzo Cucca, Mario Donisi, Alessia Nocera e Andrea Errico. Li abbiamo incontrati per una lunga chiacchierata in cui non solo ci hanno fatto il punto della situazione sulle loro pubblicazioni (anticipandoci – in esclusiva – quello che vedremo in futuro), ma ci hanno anche fornito la loro personale visione del sistema-fumetto in Italia.

Siamo qui con i vari componenti di GG Studio, in particolare con l’editore Giuliano Monni. Dopo Lucca Comics, l’appuntamento fisso con : qual è stata la vostra evoluzione durante questi mesi, e quali sono adesso i vostri albi che possiamo trovare in fumetteria?
In questi mesi abbiamo allargato lo staff, abbiamo capito meglio quali erano gli obiettivi delle nostre linee editoriali, cercando soprattutto di raggiungere un target di pubblico più vasto possibile. All’inizio della nostra avventura editoriale abbiamo cominciato a lavorare su due progetti: uno di chiara matrice “euro-manga”, Route de Maison Rouge disegnato da Vincenzo Cucca, ma sempre con un taglio maturo per un pubblico maturo (che non vuole contenuti particolarmente violenti o volgari) e un’altra di chiara matrice realistico-pulp, con il poliziesco P’n’P disegnato da Marco Castiello. Si sentiva pero’ la mancanza di aggiungere qualcosa sul versante fantasy e sul versante fantascientifico: avevamo già un punto di partenza, Penthesilea, che mi vede ai testi e ai disegni, poi a Mantova Comics 2006 abbiamo preso accordi con Fabrizio Fiorentino, e abbiamo ideato con Alessandro Preda, redattore e autore, Ethan?, storia ambientata in una Tokyo futuribile. Fabrizio Fiorentino rappresenta per noi una garanzia, visto che viene dai successi riscossi con l’americana Crossgen e ha un tratto molto realistico ma che non disdegna le ambientazioni fantasy, la sua vocazione.
Per il fantasy ci siamo invece messi nelle mani di , per un progetto che parte da un soggetto mio e di Barbara Ciardo, che prevede una sorta di saga ambientata in una terra di mezzo che dovrebbe essere la bizantina, priva pero’ di una vera collocazione spazio-temporale. A Lucca abbiamo presentato il primo numero di Route De Maison Rouge, che ha riscosso un ottimo successo con quasi cinquecento copie vendute durante la kermesse, e il numero #0 di P’n’P, mentre all’ultima Mantova abbiamo portato il primo numero di P’n’P. A partire dalle prossime fiere del fumetto ci saranno altre novità.

Hai specificato che nello studio si sono avvicendati alcuni disegnatori e sceneggiatori. Come i cambiamenti nello staff organizzativo si rifletteranno su l’andamento e i lavori del GG Studio, e quale sarà l’orientamento futuro della casa editrice?
Lo Studio nasce, come ho già detto nella vecchia intervista rilasciata a LoSpazioBianco.it (www.lospaziobianco.it/?p=1034), come spazio di cooperazione tra autori. Se questo può essere ancora il modus operandi dello studio, quando ci si avvia verso la pubblicazione di un albo, per mantenere la massima professionalità e qualità la casa editrice ha l’esigenza, oltre che il dovere nei confronti del pubblico, di avvalersi di collaboratori che possano offrire il meglio nel proprio specifico settore di competenza. Faccio un esempio: il numero #0 di P’n’P è stato letterato da me perché il lavoro non era esorbitante su un albetto di 24 pagine, mentre per i prossimi numeri abbiamo avuto il bisogno della collaborazione di altri elementi, nella fattispecie di Mario Donisi, in primis sceneggiatore per lo studio (suo il soggetto della storia L’Ultimo Dono realizzata per il “24 Hour “), ma anche letterista.
Abbiamo dovuto inoltre fare i conti con la disponibilità full-time di alcuni membri, condizione necessaria nell’avvicinarsi alla pubblicazione delle varie testate. Adesso disponiamo di una organizzazione quasi completa, anche se lo studio è sempre alla ricerca di nuove personalità artistiche che possano dare un apporto importante allo studio: ad esempio, in questo momento avremmo bisogno di nuovi coloristi. In questo senso sta anche un’altra delle attività dello studio, ossia la formazione e il tirocinio di nuovi talenti da inserire poi nell’organico dell’editrice, in un programma di espansione della stessa .

A Lucca 2007 celebrerete due anni di esistenza effettiva. Avrete sicuramente avuto modo di osservare da un punto di vista privilegiato l’editoria italiana e campana in particolare. Quali sono state le difficoltà affrontate per inserirsi nel panorama editoriale e quale il confronto con le major da una parte e le realtà editoriali minori dall’altra ed in che modo si inserisce GG Studio in un ambiente così difficile come quello dell’editoria per fumetti ?
La nostra esperienza non è stata delle migliori. Nonostante i nostri sforzi, alla partenza non abbiamo avuto una buona accoglienza, anzi siamo stati quasi ostacolati e sfavoriti dalle situazioni. Non abbiamo avuto visibilità se non quella ricercata. Unica realtà ad interessarsi a noi è stata quella de LoSpazioBianco.it, prima ed unica, alla quale va il nostro ringraziamento. Comicus ad esempio si è limitata a recensire in malo modo il nostro albetto di presentazione, definendo il lavoro come “tette e culi”.
Per quello che riguarda gli eventi, non ho problemi a dire che anche in questo frangente siamo stati sfavoriti: al Comicon, l’anno scorso, siamo stati inseriti nell’area venditori piuttosto che in quella editori; alla mostra Germogli, tenutasi a Napoli la scorsa estate stiamo stati espressamente esclusi; a Lucca Comics, il normale iter seguito per tutti gli altri espositori è stato stravolto e siamo stati sottoposti ad una sorta di indagine preliminare. Anche su internet siamo molto presenti, con un sito aggiornato di continuo, ma continuiamo ad essere ignorati dalle maggiori testate.
Per quanto concerne la nostra collocazione all’interno del panorama editoriale fumettistico italiano, ricopriamo sicuramente un mercato di nicchia, non puntiamo alla distribuzione attraverso le edicole né ad un prodotto di tipo commerciale, senza nulla togliere alla validità di questi ultimi prodotti, essendo fuori dai circuiti della grande produzione per ovvi motivi. Il nostro obiettivo è quello di vendere i nostri progetti ad editori stranieri ed affacciarci su mercati più ricettivi di quello italiano. Faccio un esempio: in Italia non ci ha contattato nessun editore mentre sul mercato internazionale DC ed Image hanno espresso interesse alla visione dei nostri prodotti.

È confortate che nonostante la vostra esperienza tutt’altro che positiva voi perseveriate nel vostro lavoro. Credi che le difficoltà incontrate ad inserire prodotti diversi dal fumetto commerciale nel mercato italiano dipendano da una concezione del fumetto tutta italiana? Credi che pesi molto la limitazione imposta dal fatto che solitamente i prodotti rivolti agli amatori si scontrino con un budget solitamente limitato?
Il mercato del fumetto non differisce da tutti gli altri tipi di mercati e cioé ritengo che sia preciso dovere degli editori abituare, allenare l’occhio dell’utente ai prodotti. Se prendiamo ad esempio le fiere del fumetto fatte all’estero oppure qualsiasi altra fiera che non sia legata al settore del fumetto che viene fatta in Italia a certi livelli non si possono fare paragoni con le realtà delle fiere fumettistiche italiane. In Francia, ad esempio, si investe molto di più nella cura dell’immagine e nella presentazione del contenuto delle fiere del fumetto, mentre in Italia queste si risolvono ad una serie di anonimi box. La cosa ancora più disarmante e che quando, come noi, si cerca di personalizzare il proprio spazio si rischia di essere addirittura ridicolizzati.

Questo rientra nel discorso che la fiera del settore fumetto in Italia viene intesa come un grande baraccone in cui vendere, e Lucca ne è un esempio lampante: negli ultimi anni si è avvertito questo cambiamento da fiera a mercato.
Ma anche il Comicon…

Il Comicon forse è una delle esperienze che più si discosta da questo stereotipo, forse per delle innate affinità al panorama francese
Ma di fatto se visiti il Comicon pero’ ti accorgi di questo: c’é una stanza dedicata agli editori, un corridoio dedicato alla mostra e tutto il resto è mercato. C’é bisogno di alzare il livello delle mostre dei fumetti, come è stato fatto in un certo senso quest’anno. C’é bisogno di recuperare il volere delle fiere che servono agli addetti del settore per entrare in contatto e per esporre il proprio prodotto e per trovare i contatti e agli utenti per avere accesso a cose nuove. Le editrici dovrebbero capire che invece di boicottare alcune fiere piuttosto che altre si dovrebbe sfruttare questi palcoscenici per acquisire visibilità per sé e per il settore.

Il futuro dunque non sembra così roseo: sembra quasi che la leggi di mercato finiranno per imporsi definitivamente arrivando alla condizione in cui tutti gli eventi del settore saranno solo operazioni atte alla mera vendita. La cosa ancora più grave è che in Italia non esistono altre possibilità di visibilità per il fumetto né si organizzano mostre dedicate ad altri autori come già fatto per Crepax, o Pazienza.
Io credo che in questo ci siamo un problema di fondo determinato in buona parte anche dal modus operandi tenuto dalle più grandi case editrici del fumetto italiane, che hanno abituato il lettore ad una lettura d’intrattenimento fatto da grandissimi autori che pero’ non hanno mai avuto la giusta visibilità, puntando sulla quantità, sulla dimensione e sul prezzo.
Contrariamente a quanto si dice pero’, io non credo che in Italia il fumetto sia in crisi, ma anzi credo che si stia verificando in Italia la stessa cosa che si verifico’ in Stati Uniti negli anni ’90 quando la Marvel aveva il monopolio e la gente cominciò ad interessarsi alle editrici indipendenti (le allora nascenti DC ed Image) cercando un nuovo prodotto. Sicuramente si deve al settore cinematografico una parte del merito e si deve cercare di sfruttare la congiuntura favorevole per il fumetto.

Sono in programma collaborazioni con altre case editrici italiane?
Allo stato attuale delle cose abbiamo deciso di non sperimentare collaborazioni con altre case editrici perché è difficile portare avanti un prodotto completamente indipendente dividendo “gli intenti”. Il nostro prodotto, piaccia o non piaccia, ci costa molto ed è difficile trovare partner che ci supportino. Ma se devo fare il nome di autori che ci hanno offerto la loro spalla non posso non citare Giovanni Gualdoni anche se lui ci tiene che si dica “gli autori di Wonder City“.

Tornando al discorso mostre, allo scorso Comicon voi avete portato un prodotto che è innovativo non solo per una piccola casa editrice: farsi pubblicità attraverso un cofanetto che contiene un albo ed un dvd. Anche quest’anno poi avete regalato un albetto contenente tutte le novità per il 2007/2008. Che riscontro ne avete avuto? Avete previsto altre cose del genere nel futuro?
Il numero zero che è stato confezionato in 24 pagine è stato distribuito in 8000 copie. La cosa che mi ha colpito subito è che al Comicon è stato considerato alla stregua di un volantino: questo probabilmente in una fiera americana, dove si conosce bene il valore di un numero zero, non sarebbe mai accaduta.

Giovani autori crescono: GG StudioQuesta è una cosa italiana: purtroppo il prodotto gratis sembra che non valga nulla…
Esatto. Noi comunque abbiamo puntato su questo e comunque delle 8000 copie la maggior parte è stata consegnata con successo. Il cofanetto di cui parlavi tu era un prodotto destinato agli editori, alle fumetterie, agli addetti ai lavori e, pur avendo avuto un discreto successo, non ha raggiunto i livelli che ci aspettavamo: era un prodotto che noi abbiamo consegnato alle fiere per presentare la nostra immagine ed avere fiducia dalle fumetterie (che sono il canale principale verso gli utenti). Da questo punto di vista non abbiamo avuto alcuna richiesta tranne che ItalyComics.
Dal punto di vista degli editori, invece, il prodotto ha colto perfettamente nel segno: anche se non abbiamo ricevuto richieste da editori italiani, la brochure di cui parlavi prima ha colpito molti editori americani che ci hanno poi contattato.
La prima edizione della brochure, che era in pratica la prima versione del nostro sito, ha suscitato emozioni discordi: il colore predominante era il nero e corrispondeva alla nostra fase underground. Ora che il processo di strutturazione è terminato con una nuova versione del sito il cui colore predominante è il bianco.

Da quello che dici pare che il veicolo pubblicitario che preferiate sia il web: spiegaci il perché di questa scelta.
Sicuramente il veicolo di promozione migliore dal punto di vista del feedback emotivo è la fiera: lì un autore incontra il pubblico. Il problema è che generalmente il bacino di utenza di una fiera fumettistica è limitato alle zone in cui la fiera si tiene; Lucca fa eccezione da questo punto di vista.
Attualmente la maggiore visibilità la abbiamo tramite il web, con la seconda versione ancor più che con la prima. E prevediamo di rinnovarlo in futuro proprio in virtù del fatto che il sito cresce con lo studio e ne è al contempo una rappresentazione, anzi il sito è “lo studio che non chiude mai“. Attualmente il sito offre la possibilità di leggere i nostri fumetti, un’area shopping tramite cui comprare le nostre pubblicazioni e riferimenti a tutte le nostre attività e progetti futuri.

Non avete mai pensato a fare tour promozionali presso Fumetterie come attività promozionale? E penso a quello che hanno fatto e per il loro Garret.
Abbiamo avuto delle proposte da parte di alcune fumetterie e probabilmente ne faremo uno nel 2007, quando avremo un numero maggiore di prodotti. Partiremo da Roma che, pur non essendo capitale del fumetto dal punto di vista creativo, è sicuramente la piazza migliore per le vendite.

GG Studio non è solo fumetti. Abbiamo già parlato del DVD anche se aveva uno scopo puramente promozionale. Sappiamo del vostro allargamento al mercato delle Action Figure. Ci spieghi come mai nonostante l’esperienza nel campo “minato” del fumetto avete intenzione di cimentarvi in un settore ancora più difficile come quello delle Action Figure, completamente dominato dal mercato americano (Todd McFarlane Production)? Quali sono i vostri punti di riferimento e come intendete far breccia in questo settore?
Visto che l’hai citato, mi riferiro’ a lui: Todd McFarlane deve il suo successo al fatto che ha saputo vendere il suo prodotto anche al di fuori dei posti in cui ti aspetteresti di trovarlo. Noi tentiamo di far nostro l’aspetto innovativo della strategia di McFarlane.
Innanzitutto qualità delle action figure italiane deve essere portata ad un livello che è stato fino ad ora proprio solo del settore del modellismo, che notoriamente ha prezzi da capogiro e quasi inaccessibili per il compratore medio. Un altro aspetto importante è estendere la nostra politica di marketing a questo nuovo settore, cercando di recuperare sulla quantità e non puntando al rincaro sul singolo pezzo venduto: questo si ottiene ottimizzando il processo produttivo e offrendo il prodotto ad un prezzo più basso cercando in tal modi di raggiungere una fetta maggiore di mercato. In pratica pero’ abbiamo avuto problemi una volta in distribuzione perché il sistema non agevola le new entry sui cui prodotti grava un ricarico maggiore (anche fino al 20-30% in più) rispetto agli editori affermati. Allo stato attuale delle cose, quindi, l’applicazione della politica di marketing di cui ho parlato può essere solo parziale, nonostante l’abbattimento dei costi di produzione. Per essere più chiaro ti diro’ questo: se noi avessimo distributori come Diamond potremmo vendere le nostre Action Figure a circa 20euro , un prezzo del tutto in linea con McFarlane; per via della distribuzione invece, siamo costretti a proporre i nostri prodotti ad un prezzo molto più alto, 50-60euro, un prezzo triplo rispetto al consueto costo di un prodotto in resina sulla piazza europea.
Attualmente abbiamo varie linee di Action Figure in progettazione ma la prima che vedrà la luce probabilmente sarà una linea dedicata a Wondercity, per la quale abbiamo già previsto una distribuzione italiana mentre siamo in contatto con editori stranieri per la distribuzione all’estero. Queste attività, comunque, ci daranno la possibilità di formare una sezione, distaccata anche dal punto di vista commerciale, che costituisce un marchio a parte che ha il nome di GG Studio Models.

Hai parlato della distribuzione e dei problemi incontrati dalle nuove realtà editoriali. Alla luce della vostra esperienza, quanto incide questo aspetto sulla “vita” delle nuove case editrici? Cosa pensate, poi, dei meccanismi di distribuzione di nuove case editrici, come i Cani ad esempio (che hanno vinto al Comicon 2006 per la migliore storia), che vendono solo il loro shop tramite internet?
Sicuramente è auspicabile aggirare i normali canali di distribuzione, ed in questa ottica è si inserisce la sezione shop del nostro sito, che offrirà una vasta gamma di prodotti e diversi ed affidabili metodi di pagamento. Siamo anche in contatto anche con l’associazione dei librai indipendenti, con oltre mille punti vendita in Italia, che consentirà un maggiore afflusso di prodotti sul mercato con conseguente abbassamento dei costi, grazie al loro modo diverso di acquisire libri. Proprio perché vogliamo abbassare i costi e, quindi, abbiamo bisogno di alzare le tirature, non abbiamo l’esclusiva con nessun distributore o canale di distribuzione. Per quel che riguarda le fumetterie, cercheremo all’inizio di mettere in piedi una mini-distribuzione verso le maggiori, sobbarcandoci le spese di spedizione. Iniziative come quelle di Free Comic Book Day, a cui abbiamo partecipato anche quest’anno, o de I Cani, che tu citi, sono da incoraggiare in quanto rispondono al problema annoso della distribuzione del fumetto in Italia.

Cosa ne pensi del rapporto che c’é in Italia tra le case editrici e i giovani autori e disegnatori di fumetti?
Ti parlo come editore: ogni sistema è perfettibile. Come editrice vogliamo la serenità di chi lavora con noi, il problema è che in Italia pochi editori assumono e chi assume paga di solito poco, costringendo il disegnatore a realizzare anche tre tavole al giorno per poter sperare in uno stipendio adeguato… Come editore sono disposto a puntare solo al pareggio rispetto al budget iniziale, rinunciando a parte dell’incasso per non sfruttare in alcun modo il disegnatore. Gualdoni mi diceva che il budget che destiniamo in media ad ogni singola pagina di fumetto viene solo dopo Bonelli e , ma non mi sento un “caso”: è solo un problema di coscienza, è necessario fare una politica onesta nei confronti dei propri “dipendenti”. Non è un’impresa, visto che per un albo a colori di 48 pagine riesco a mantenere un prezzo basso (e prossimamente lo abbassero’ ulteriormente) pur avendo un budget per pagare tutte le risorse umane necessarie di 270 Euro a pagina.
Trovo molto ingiusto, anche se per farsi conoscere diventa in alcuni casi necessario per farsi conoscere, la politica editoriale di alcune case editrici che pagano i propri disegnatori con la pubblicazione, come se il loro lavoro valesse pressoché zero. A mio avviso l’autore ha anche diritto alle royalties sui propri lavori oltre il normale pagamento, inoltre io non lego nessuno dello studio a contratti in esclusiva: tutti sono collaboratori ed ognuno è libero di proporsi anche ad altre case editrici.
Un’altra cosa secondo me necessaria per una casa editrice è essere in regola, in tutti i sensi. Dal punto di vista legale, una casa editrice è una società come tutte le altre: in quanto tale deve essere in regola con le tasse, in regola con i pagamenti, in regola con i contratti dei dipendenti. Quando da autore “girovago”, che cercava di far pubblicare le proprie storie, sono diventato un editore, ho avuto particolare attenzione per questo aspetto.
Il lettore che compra un prodotto GG Studio, lo fa sapendo che è stato realizzato nel rispetto delle regole, nel rispetto della legge e degli autori. Soprattutto deve essere consapevole che nel prezzo finale del prodotto c’é anche questo…

Napoli Comicon 2007: momento di confronto con i lettori, ma anche con gli autori e gli altri editori. C’é qualche cosa di nuovo che è nato proprio in seno alla fiera?
Il fumo nuoce gravemente alla salute ma a quanto pare giova alle collaborazioni. Grazie ad una delle solite sigarette fumate nell’area pro ho avuto modo di familiarizzare con Rak&Scop, alias e , autori che conoscevo e seguivo da tempo e che non avevo mai avuto modo di incontrare in senso lavorativo. Devo dire infatti che avevo già avuto la fortuna di conoscerli personalmente durante il 24 Hours Italy Comics organizzato da LoSpazioBianco.it e forse lì è stata posata la prima pietra di questa importantissima collaborazione che sta prendendo forma proprio in questi giorni. Alessandro e Andrea avranno un ruolo decisivo nello GG Studio, che avrà l’opportunità di avere una sezione interamente orientata verso l’animazione. È doveroso aggiungere che la collaborazione non è limitata soltanto a questo. La poliedricità di questi due autori apre infatti la strada a nuove sperimentazioni, nuove tecniche di produzione e nuovi prodotti. Con Rak&Scop posso sicuramente dire che le strade percorribili dallo studio diventano tecnicamente illimitate.
La collaborazione è partita immediatamente in maniera fattiva e produttiva e il primo progetto che vedrà la luce sotto questa collaborazione sarà Skeleton Story a cui i due autori lavorano da tempo. Parliamo di un progetto maturo sotto tutti i punti di vista e sicuramente di alto profilo. Al progetto, che va a colmare il vuoto editoriale dello studio nel settore “fiabesco”, sono legati una produzione di statuine, che si colloca nella sezione GG Studio Models, e un progetto di animazione che inaugura la sezione dell’animazione che sarà interamente gestita da Rak&Scop.
Napoli poi è sempre piena di sorprese e proprio durante la fiera abbiamo incontrato un editore olandese con il quale in questi giorni stiamo formalizzando la pubblicazione dei nostri prodotti.

Infine facciamo il punto su cosa vedremo nell’immediato futuro con il marchio GG Studio.
Il futuro dello GG Studio non è stato mai così variopinto; oltre ai prodotti che nasceranno dalla collaborazione con Rak&Scop, che ricordo, dovrebbero vedere la luce per Lucca, abbiamo in programma il progetto Ethan? sceneggiato da Alessandro Apreda, un cyber-punk disegnato da Fabrizio Fiorentino; il progetto Gore – semel in anno licet insanire, una sorta di horror disegnato da Vincenzo Cucca; il progetto Killer Loop, un epico dell’ aviazione ambientato durante la prima guerra mondiale disegnato da Marco Castiello; infine il titanico Penthesilea che pendendo dalla mia matita avrà una pubblicazione indefinita nel tempo e quindi a sorpresa. Tutti i progetti saranno colorati da Barbara Ciardo, con il supporto di un settore colorazione che all’interno dello studio sta cominciando ad espandersi.
Tra le novità più interessanti c’é sicuramente l’abbassamento del prezzo di copertina delle testate seriali che passerà dagli attuali 6,00 Euro al ben più allineato 4,90. Il cambiamento del prezzo ci sarà già sulle seconde uscite delle nostre testate già avviate e credo sia importante sottolineare che questo abbassamento non avrà nessuna ripercussione sul numero delle pagine e qualità generale delle pubblicazioni.
Sul versante models ci sono in vista interessanti novità, dovrebbero vedere al più presto la luce i models della serie Route Des Maisons Rouges in una prima serie di sei, i primi quattro models di Penthesilea e ovviamente come già accennato, una prima serie di tre models legata a Skeleton Story di Rak&Scop.

Riferimenti
Il sito ufficiale dello GG Studio: www.ggstudiodesign.com
Il blog dello GG Studio: www.ggstudiodesign.com/ggstudioBlog
Intervista a GG Studio su LoSpazioBianco.it: www.lospaziobianco.it/?p=1034
Recensione su ComicUs (citata): www.comicus.it/view.php?section=minirecensioni&id=20

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