The Gifted e gli X-Men, Wonder Woman e Justice League

The Gifted e gli X-Men, Wonder Woman e Justice League
In questa puntata riflettori sulla nuova serie sui mutanti Marvel targata Fox e sulla campagna promozionale di Justice League.

In questa rubrica, nel corso degli anni, abbiamo parlato più e più volte di un argomento che ormai è diventato uno dei temi principali della maggior parte dei film e degli show televisivi che vengono prodotti: la connessione.
Dai film del MCU a quelli Warner Bros, dagli show televisivi Netflix a quelli di The CW, lo sforzo principale dei produttori, dei registi, degli showrunner è stato quello di costruire dei grandi (o piccoli) universi dove potere fare interagire tra di loro i vari eroi, per il divertimento del pubblico di appassionati.

Un discorso diverso va invece fatto per l’ultimo arrivato in questa miriade di produzioni, ovvero The Gifted, il serial creato da e che ha debuttato proprio nei giorni scorsi in USA sulla rete Fox, e in contemporanea in oltre 180 paesi.

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La serie, la cui realizzazione fu annunciata mesi fa con la sottolineatura che i protagonisti avrebbero fatto parte dello stesso universo degli filmici, ha per qualche tempo fatto percepire la possibilità di un ennesimo prodotto fatto per sfruttare un franchise subendone però i contraccolpi per quanto riguarda le aspettative del pubblico. In occasioni di questo tipo è possibile infatti che lo spettatore, anche fruitore del fumetto, inizi a fantasticare su possibili apparizioni di personaggi quali Wolverine, Ciclope, Jean Grey o altri, cosa questa già accaduta con i progetti Marvel targati ABC o Netflix che alla fine sono risultati fortemente slegati dall’universo principale.

Bryan Singer e Matt Nix hanno però optato per una linea narrativa originale che evita questa spada di Damocle, optando per uno show ambientato in una realtà alternativa, in cui gli X-Men sono esistiti ma, per qualche ragione sconosciuta, sono scomparsi, limitando il tutto a una qualche menzione.

Questo intelligente stratagemma narrativo permette non solo agli sceneggiatori di agire in libertà, ma anche di focalizzare le tematiche principali della serie su elementi da sempre al centro dei film degli X-Men e dei mutanti Marvel in generale.
Paura, razzismo, violenza contro i mutanti sono nel primo episodio al centro delle vite dei protagonisti, così come lo sono in qualsiasi altro film degli X-Men che abbiamo visto al cinema. Singer e Nix difatti decidono di mettere da parte l’universo filmico principale, ma scelgono di raccontare le stesse sensazioni ed emozioni nate in quei lungometraggi, gestendole ovviamente a uso e consumo del prodotto televisivo.

The Gifted è la dimostrazione di un progetto che sa liberarsi delle costrizioni produttive che hanno invece reso prigionieri show come, ad esempio, Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D.. Da questo punto di vista, è una boccata di ossigeno vedere un prodotto basato su di un fumetto slegarsi da esso portandone però avanti lo spirito e l’atmosfera, salvaguardandone comunque l’integrità della fonte originale.

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La promozione di Justice League ha ripreso ampio vigore in questi giorni grazie all’uscita del nuovo trailer del film, e la Warner ne ha approfittato per una campagna marketing basata su alcuni elementi fondamentali, ovvero character poster colorati che sapessero esaltare ognuno dei personaggi protagonisti del film diretto da e , l’assenza ancora molto forte di Superman che la major sembra voglia utilizzare come jolly in prossimità dell’uscita mondiale, e ancora una volta la centralità di Wonder Woman.

L’eroina interpretata da , reduce da un grande successo non solo finanziario ma anche culturale, è diventata difatti la portabandiera dei film DC Comics sul grande schermo, e la major non perde tempo nel sottolinearne l’importanza come richiamo nei confronti del pubblico. Un fattore questo rimarcato anche dagli addetti ai lavori, in special modo da Scott Mendelson di Forbes:

Mentre il piano iniziale era presumibilmente quello di rendere il film essenzialmente una sorta di “Batman e Wonder Woman e i loro super amici”, la popolarità della versione di Gal Gadot della principessa guerriera ha dato al film una grande spinta. E alcune  persone che andranno a vedere questo film (o che almeno aspetteranno di leggere le recensioni) andranno probabilmente in buona parte per vedere la Gadot… Così ha senso che l’attuale marketing sia un mix di “Batman e amici” o “Wonder Woman e amici”. Non è diverso dal marketing del sequel di Rush Hour, per il quale essenzialmente vennero presentati due trailer e due poster in modo che sia Jackie Chan che Chris Tucker potessero arrivare al loro pubblico a seconda delle fasce demografiche a cui eran stati destinati.

La centralità dell’amazzone di Themyscira non è comunque il solo elemento sottolineato dalla campagna marketing. Interessante è anche la gestione del personaggio di Superman. Dopo la morte del personaggio avvenuta in Batman V Superman: Dawn of Justice, la Warner ha giustamente giocato sull’attesa e sul volere mostrare poco dell’alter ego di Clark Kent. E la cosa si sta dimostrando al momento una scelta vincente.

La volontà di ricordare il sacrificio dell’eroe e i sentimenti che questi ha lasciato nei suoi alleati (ma anche nei suoi cari, come dimostra la sequenza iniziale del nuovo trailer) sono il fulcro su cui ha fatto perno la major americana, basti pensare alle frasi pronunciate da Batman () nel trailer precedente. Ovviamente bisognerà vedere come la Warner Bros. intenderà continuare con l’opzione del “non mostrare” operata nei confronti dell’uomo d’acciaio, e come questa sarà gestita fino al’uscita nelle sale di tutto il mondo di Justice League.

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Amy Adams e Henry Cavill. La Warner sceglie di mostrare poco su Superman, accentuando il ricordo dell’eroe nel nuovo trailer.

Cinebrevi

Global Genesis Group ha nominato LMI come licensing agency a livello mondiale per serie animata di prossima uscita Action Mice. La serie animata, che farà il suo debutto nel maggio 2019 su amazon prime, narra le vicende di una task force militare di topi da combattimento.

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