Gesù#3: cronache blasfeme dall’Italia degli anni ’90

Gesù#3: cronache blasfeme dall’Italia degli anni ’90
Recensione in anteprima del terzo volume della serie autoprodotta più politicamente scorretta del mondo del fumetto: questa volta il redivivo figlio di Dio dovrà affrontare i personaggi della televisione generalista dell'ultimo decennio del secolo scorso.

GesuIl proliferare di prodotti editoriali a fumetti anticlericali e politicamente scorretti nei confronti del Vaticano – è un assunto appurato: a partire dal Don Zauker del mitico duo dei Paguri (Emiliano Pagani e Daniele Caluri), passando per Suore Ninja di Davide la Rosa, Jenus di Don Alemanno, fino ad arrivare appunto al Gesù di e .

A differenza dei nomi sopracitati – numi tutelari e firmatari delle introduzioni al primo volume (La Rosa) e al terzo (i Paguri) – Fabbri e Antonucci provano ancora una volta la strada dell’autoproduzione, che finora ha portato bene al progetto, sbarcato da poco anche in versione e-book per Kindle, acquistabile direttamente da Amazon.
I primi due volumi di questa saga, con protagonista un redivivo figlio di Dio, omosessuale e sboccato, anticonformista ma nascosto dall’ombra del potente padre, sono infatti stati due autentici successi, tenuto conto che vengono venduti solamente alle fiere di settore e sullo shop online della Made in Kina, l’etichetta creata dai due autori.
Per questo terzo episodio, che verrà presentato ufficialmente durante il prossimo Romics, in programma dal 2 al 5 Ottobre, dopo il mondo della comicità e quello della politica, Gesù è chiamato – dal Padre – ad affrontare il mondo della televisione; in particolar modo una serie di vecchie conoscenze della televisione italiana degli anni ’90.

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L’abilità di Daniele Fabbri è proprio quella di prendere in giro, anche pesantemente, personaggi talvolta passati a miglior vita, come Alberto Castagna, con delle gag semplici ma efficaci, regalando al lettore proprio quello che quest’ultimo si aspetta: linguaggio senza freno a mano tirato e umorismo graffiante. La satira è la componente più forte dell’opera degli autori e appunto tramite le avventure di Gesù, possiamo notare il disfacimento morale della società italiana in tutti i suoi settori: il mondo dello spettacolo viene ridotto a specchio di perversioni e ambiguità, con l’utilizzo massiccio di situazioni da cliché per mostrare i comportamenti dissoluti dei vip messi in scena.
In questo episodio compare alla fine anche quello che dovrebbe essere il vero nemico di Cristo e di suo Padre, l’entità che da sempre gli si contrappone, lasciando nel lettore la speranza di un possibile ritorno – e di una continuità più astringente da trovare fra le pagine della serie, che rimane comunque godibilissima nel suo gesu astegformato autoconclusivo.

Una buona prova anche per Stefano Antonucci, che con il suo segno cartoonistico tratteggia in modo molto accattivante i personaggi, la cui costruzione grafica è sempre molto studiata e interessante. Antonucci, può essere definito come l’ anima del progetto, occupandosene anche negli aspetti editoriali, dalla stampa alla promozione, alla divulgazione, e i risultati di questo impegno stanno pagando, avendo venduto circa 5000 copie dei primi due volumi.
Un successo non da poco, e una nota positiva per il mercato dell’autoproduzione, tenendo conto del fatto che i due autori, di professione comico (lo sceneggiatore) e grafico (il disegnatore) riescono a pubblicare almeno una volta all’anno un nuovo episodio della loro visione del Nazareno.

Abbiamo parlato di:
Gesù – Crucifiction Tour #3
Davide Fabbri, Stefano Antonucci
Edizioni Made in Kina – ottobre 2014
48 pagine, brossurato, bianco e nero – 5,00€

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