
Re Artù, Merlino, una magica spada. Se lo spunto pare essere quello dei miti arturiani, Furiosa di Geoffroy Monde e Mathieu Burniat ne fanno pretesto per una storia che prende una deriva completamente distante e differente costruendo un fantasy nero, irriverente e pieno di sorprese e ribaltamenti.
Artù è un re alcolizzato, indolente e quasi senile, distrutto dalla morte della moglie: una figura patetica e irascibile, l’ombra dell’eroe che ha salvato il regno da un’invasione di demoni. Sua figlia Ysabelle, detta Ysa, è in crisi: non solo suo padre è in queste pietose condizioni, ma gli impone anche di sposare un nobile vecchio e viscido barone, lo stesso che ha spinto sua sorella maggiore a fuggire dal regno.
Quando la magica spada del padre, stanca di essere ormai usata solo per facezie, le propone di fuggire, Ysa decide di cercare e ricongiungersi con la sorella perduta che pare aver trovato la felicità.
L’ingenuità della principessa, sempre vissuta a palazzo, si scontra con un mondo dove niente e soprattutto nessuno è come ci si aspetta, vivendo un’avventura ricca di colpi di scena, ribaltamenti, delusioni, crudeltà e una spassosa dose di ironia.

Il lavoro di Monde non stravolge soltanto il ciclo arturiano, che diventa poco più che pretesto da cui pescare qualche spunto e qualche nome, ma prende diversi canoni del fantasy di ambientazione medievale per giocarci e stravolgerli con arguzia e un acuto senso critico. Eroismo, epica e avventura vengono smantellati e depotenziati – pur costruendo una storia avventurosa e soprendente – e annaffiati con un generoso afflato femminista.
La storia corre così in un ottovolante dove si alternano e si mescolano sempre in ottimo equilibrio divertimento, intuizioni, colpi di scena e personaggi deplorevoli e profondamente e visceralmente umani. Il mondo di cui fa la conoscenza Ysa è popolato di opportunisti mossi per lo più da bassi istinti: i nobili valori non sono che materia per storie e illusioni, così che la ragazza si trova a percorrere la sua strada verso l’emancipazione un amaro boccone dopo l’altro.
Ad accompagnare lo sceneggiatore in questa corsa trova perfetta armonia lo stile di Burniat che mantiene esattamente gli stessi equilibri tra irriverenza e avventura ispirati dal testo con un disegno grottesco, a tratti caricaturale – Ysa ad esempio non ha un naso – e introiettando alcuni elementi che richiamano all’illustrazione medioevale, elementi che deflagrano soprattutto quando entrano in gioco demoni, mostri o freak.
La regia delle tavole è molto dinamica, partendo da uno standard di 5 – 6 vignette per tavola che viene stravolto quando necessario per costruire con grande efficacia ritmo, gag esilaranti e dare dinamicità alle sequenze d’azione.
A chiudere il volume una carrellata di omaggi di illustratori vari.
Abbiamo parlato di:
Furiosa
Geoffroy Monde e Mathieu Burniat
Traduzione di Stefano Andrea Cresti
Tunué, 2025
240 pagine, cartonato, colori – 21,00 €
ISBN: 9788867905942
