First Issue #45: sempre fantascienza, da Star Wars ad Ascender

First Issue #45: sempre fantascienza, da Star Wars ad Ascender
Anche questo appuntamento con “First Issue” si concentra sul genere fantascientifico con l’analisi, tra le altre cose, di due novità della Marvel Comics dedicate al mondo di Star Wars e il debutto per la Image di “Ascender”, seguito dell’acclamata “Descender”.

 Ogni mercoledì in USA esce quasi un centinaio di albi a fumetti, molti dei quali sono numeri di esordio di serie e miniserie, i first issue.
First Issue è la rubrica de Lo Spazio Bianco dedicata ai nuovi numeri uno in uscita negli States!In questo episodio #45 ci occupiamo delle novità uscite il 17 e il 24 aprile 2019.

First-Issue_First Issue

Nelle ultime due settimane la Casa delle Idee ha proposto un paio di novità interessanti legate al mondo di Star Wars. Le ha lette e analizzate per noi Federico Beghin.

Star Wars: Tie fighter #1

Star-Wars-Tie-Fighter-1_First Issue Esordio di una nuova miniserie di cinque capitoli dedicata a Star Wars: si tratta di Tie fighter, affidata alla sceneggiatrice Jody Houser. Il primo albo si compone di tre parti: la storia portante, The shadow falls, disegnata con segno dolce e dinamico da Rogê Antonio e impreziosita dalla colorazione brillante di Arif Prianto, bravo a restituire tutte le sfumature della galassia immortalata in ampie vignette orizzontali; una back-up story che vede impegnate le matite pulite ma poco espressive di Michael Dowling e le tinte piatte di Lee Loughridge; infine, un estratto del romanzo Star Wars: Alphabet Squadron che verrà pubblicato in giugno in USA da Del Rey Books.
Dopo la battaglia campale del pianeta Hoth (ne L’impero colpisce ancora) la squadriglia di caccia imperiali Shadow wing si distingue per l’abilità nel combattimento, ma viene improvvisamente richiesta per un compito di rilevanza apparentemente minore: scortare una squadra di manutenzione.
Houser scrive dialoghi semplici ma prolissi per impostare le coordinate della missione, facendo poi emergere i dubbi e i sospetti che si insinuano in alcuni membri del gruppo, purtroppo non trovando il tempo di andare oltre un semplice abbozzo delle loro personalità. Quando arriva inaspettata la conclusione dell’episodio, la sensazione che questo incipit abbia detto davvero poco è forte e il colpo di scena contenuto nella back-up non è sufficiente per mitigarla.
Tie fighter suscita un’altra impressione negativa: sembra che sia molto difficile raccontare il punto di vista dei soldati imperiali senza ricorrere al doppiogiochismo o all’eterna opposizione tra Bene e Male. Sarebbe divertente che, per una volta, si andasse oltre il semplicistico manicheismo, mostrando che cosa pensino gli imperiali, quali siano i loro ideali e come veicolino la politica di Darth Sidious quando non affrontano la Ribellione.

Star Wars: Age of Rebellion special #1

Star-Wars-Age-Of-Rebellion-Special-1_First Issue Star Wars: Age of Rebellion special è un albo tripartito dedicato ai personaggi della trilogia realizzata da Lucasfilm tra il 1977 e il 1983. Il primo capitolo, The long game, vede protagonista il droide assassino IG-88: Simon Spurrier lo pone al centro di una storia di vendetta che, tra presente narrativo e flashback, ha il pregio di mettere in scena il piccolo mondo dei cacciatori di taglie e dei boss della malavita che popolano gli angoli più reconditi della galassia lontana. L’oscura silhouette robotica di IG si muove in contrasto rispetto a molti sfondi luminosi, colorati da Lee Loughridge, mentre le sue gesta vengono seguite e analizzate da un narratore in terza persona presente nelle didascalie. Il disegnatore Caspar Wijngaard si rivela abile nel ritrarre i volti grotteschi dei criminali coinvolti, senza perdere fluidità nelle sequenze d’azione.
Il più riuscito tra i tre è il secondo episodio, interamente dedicato a Yoda. In The trial of Dagobah lo sceneggiatore Marc Guggenheim racconta un breve spaccato della vita del maestro Jedi in esilio sul pianeta Dagobah, la cui desolazione filtra attraverso le matite dell’italiano Andrea Broccardo e le tinte notturne di Dono Sánchez-Almara. Questo fumetto intimista coglie perfettamente l’essenza del protagonista, mostrandolo in continua tensione tra la voglia di rialzarsi e la necessità di espiare le colpe che hanno portato all’Ordine 66 (ne La vendetta dei Sith). Yoda non parla quasi mai, ma risulta comunque espressivo grazie ai movimenti del capo, mentre nelle didascalie il narratore svela i suoi pensieri e ne annota le azioni.
Infine, completa lo speciale Stolen valor in cui due piloti della Ribellione, Biggs Darklighter e Jek Porkins, si prendono un periodo di stacco dagli orrori della guerra. Si tratta di un divertissement con toni da commedia e un accenno di riflessione, scritto e disegnato da Jon Adams che sembra strizzare l’occhio alla serie Tag & Bink della Dark Horse Comics. L’approccio indie alla vicenda si riconosce soprattutto nel segno sintetico e dinamico che dà forma ad alieni e paesaggi, meno nei testi prolissi di incipit ed explicit. Dal canto suo, Chris O’Halloran passa agilmente da una colorazione sparata a una tenue, contribuendo a rendere particolare la conclusione di questa breve antologia.

Di seguito, le copertine delle altre novità Marvel.

Facendo seguito alla conclusione di Descender, arriva il seguito dell’acclamata serie fantascientifica di Jeff Lemire e Dustin Nguyen, Ascender, del cui esordio ci parla Simone Rastelli.

Ascender #1

Ascender-1_First Issue Ascender è ambientata circa un decennio dopo la conclusione di Descender.  Questo primo numero ci cala immediatamente in un’atmosfera fantasy, in un universo che sembra dominato dalla magia e dove gli ultimi cascami di tecnologia sono controllati dalla Madre. Il racconto ci porta attraverso tre mondi, che Dustin Nguyen vivifica con tratto spezzato e colori acquerellati.
Volti, corpi, villaggi, pianeti e creature colmano le tavole, mentre lo scenario si compone pagina dopo pagina. Siamo di fronte al più classico degli incipit: un universo sotto il dominio di un potere tirannico che sembra aver spazzato via ogni opposizione; uno sparuto gruppo di ribelli appoggiato da una misteriosa entità, la cui sola esistenza turba la Madre, e una bambina che desidera fuggire dai limiti di una vita ai margini.
L’epica appare dietro l’angolo e il palcoscenico è già alluso nella sua vastità e nei suoi misteri; alle dinamiche familiari classiche, care a Jeff Lemire, si aggiungono quelle della famiglia magica della Madre, formata dalle sue ascendenti attraverso le generazioni (chiara derivazione delle Bene Gesserit del Dune di Frank Herbert). Ovviamente alte le aspettative e in particolare, oltre allo sviluppo dei caratteri e dell’Avventura, sarà interessante scoprire come Lemire e Nguyen gestiranno la “memoria” degli eventi di Descender.

Editori indie

presenta Mary Shelley monster hunter di cui ci parla  Marco Marotta.

Mary Shelley monster hunter #1

Mary-Shelley-Monster-Hunter-1_First Issue Tra finzione e ricostruzione storica, la nuova serie scritta da Adam Glass e Olivia Cuartero-Briggs si propone di esplorare il capitolo più oscuro e misterioso della vita della celebre scrittrice inglese, per svelare i “reali” e ben più arcani motivi che hanno portato alla stesura del suo più grande capolavoro: Frankenstein.
Gli autori strutturano la storia su due piani temporali e si avvalgono di un espediente narrativo piuttosto classico – il ritrovamento di un diario appartenuto alla donna – per calare il lettore nelle invernali atmosfere della Ginevra del 1815, dove la protagonista, insieme al marito a al loro gruppo di amici letterati, si ritrova ad accettare un invito a trascorrere la notte nel castello dell’enigmatico dottor Frankenstein.
Pur essendo ancora avaro di rivelazioni o di sviluppi narrativi significativi, il primo albo convince in particolar modo nella costruzione della tensione e della suspense, particolarmente presenti nella seconda metà, quando la paranoia inizia a serpeggiare tra i personaggi ed essi cominciano ad esplorare i lugubri corridoi del castello che li ospita. Piuttosto efficace, in tal frangente, risulta anche la loro caratterizzazione e il modo equilibrato in cui vengono gestiti.
L’aspetto però più peculiare è quello dei disegni. Realizzati da Hayden Sherman, si contraddistinguono per un tratto grezzo e sgraziato, quasi abbozzato in molte vignette, che comunque veicola con efficacia l’atmosfera di incertezza che pervade l’albo. Sensazione rafforzata dalla colorazione, bigia ed essenziale, fino a diventare addirittura monocroma a tratti, che però riesce a creare anche composizioni d’impatto, como nel caso dello scorcio del cielo cremisi contro il quale si staglia la cupa sagoma del castello.

presenta una nuova miniserie dedicata Dick Tracy, di ci parla David Padovani.

Dick Tracy Forever #1

Dick-Tracy-Forever-1_First Issue Dopo Dick Tracy – Dead or Alive, miniserie in cui il personaggio creato da Chester Gould era stato interpretato dai fratelli Lee e Michael Allred per i disegni di Rich Tommaso, è Michael Avon Oeming, con i colori di Taki Soma, a regalare ai lettori la sua versione del detective che, ancora oggi a quasi novant’anni dal suo esordio, continua a vivere nuove avventure nelle strisce quotidiane sindacate, a opera di Mike Curtis e Joe Staton.
L’idea di fondo pensata da Oeming è intrigante: raccontare storie che forniscano un ritratto del personaggio e del suo mondo attraverso i decenni che ha attraversato. In questo primo numero si parte dunque dal 1931, con tre racconti brevi che ci presentano un Dick Tracy molto vicino nelle caratteristiche al Sam Spade di Dashiell Hammett, privo di alcuni elementi tipici dell’eroe quali il cappello e l’impermeabile gialli – che compaiono solo nel terzo racconto – e il tipico e avanguardistico (per i tempi) trasmettitore da polso (che Gould fa esordire solo nel 1946).
Oeming, oltre a fornire una propria versione grafica di Tracy, originale ma al tempo stesso rispettosa del canone gouldiano, regala ai lettori tre storie veloci, adrenaliniche e riuscite: tre racconti polizieschi in cui l’eroe emerge in tutta la sua riconoscibilità, al pari dei vari comprimari. Tra tutti Tess Truehearth, la fidanzata e poi moglie del detective, qui rappresentata come una donna forte che sa tenere testa al non facile carattere del proprio fidanzato.

Di seguito, le copertine delle altre novità degli editori indipendenti.

Per questa puntata è tutto. First Issue torna il 15 maggio 2019, con la puntata #46.
Stay tuned!

[Un ringraziamento al nostro Paolo Garrone, che cura la gallery delle cover su Facebook per ogni puntata di First Issue.]

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