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Dampyr #218 – Danse Macabre (Boselli, Rossi)

17 Maggio 2018
Tesla, la non morta alleata del dampyr, è la protagonista quasi assoluta di Danse Macabre, secondo capitolo di una ideale trilogia boselliana che pare abbia l’obiettivo di ridefinire in modo importante e imprevisto lo status quo della serie.
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Il secondo tassello di questa trilogia molto importante per la continuity dampyriana, ha la particolarità di essere una storia in qualche modo peculiare per la testata creata da Mauro Boselli e Maurizio Colombo: protagonista dell’albo, in modo quasi esclusivo, è Tesla Dubcek la non morta alleata del Dampyr, che gode anche dell’onore di una copertina a lei dedicata.
È ancora Boselli a farsi carico della sceneggiatura, in un racconto che nelle sequenze dedicate a Tesla gioca sapientemente ed efficacemente tanto con i topoi della letteratura horror di Edgar Allan Poe quanto con quelli di certa cinematografia di genere di stampo classico. Elementi questi ben incastonati nella narrazione, che producono una crescita della tensione pagina dopo pagina fino al notevole colpo di scena finale ben celato e inaspettato. Gli intermezzi della vicenda principale servono invece tanto per spezzare il ritmo e accrescere l’attesa sull’epilogo, ma anche come file rouge che lega quest’albo al precedente, attraverso la presenza di Nikolaus, ambiguo alleato di Harlan e soci, e i continui riferimenti all’infernale Nergal.
Luca Rossi, firma storica della serie, crea tavole nelle quali il suo stile scarno e dettagliato gioca con composizioni ambientali costruite sulle ombre. Gli spazi si definiscono attraverso i neri pieni, forme geometriche generate tanto dalle ombre dei personaggi quanto dalla conformazione dei luoghi, rafforzando nel lettore l’idea che quello vissuto da Tesla possa essere un incubo, purtroppo per lei fin troppo reale.

Abbiamo parlato di:
Dampyr #218 – Danse Macabre
Mauro Boselli, Luca Rossi
Sergio Bonelli Editore, maggio 2018
96 pagine, brossurato, bianco e nero – 3,50 €
ISSN: 977159000200260218

©Sergio Bonelli Editore
David Padovani

David Padovani

Fiorentino, classe 1972, svolge la professione di architetto. Grazie a un nonno amante della fantascienza e dei fumetti, scopre la letteratura fantastica e il mondo degli albi Corno della seconda metà degli anni '70.
Tex e Topolino sono sempre stati presenti nella sua casa da che si ricordi, e nella seconda metà degli anni '80 arrivano Dylan Dog e Martin Mystere e la riscoperta del mondo dei supereroi USA.
Negli anni dell’università frequenta assiduamente le fumetterie, punti d’incontro di appassionati, che lo portano a creare assieme ad altri l’X-Men Fan Club e la sua fanzine ciclostilata, in un tempo in cui di web poco si parlava ancora.
Con l’avvento del digitale, continua a collezionare i suoi amati fumetti diminuendo la mole di volumi cartacei acquistati, con somma gioia della compagna, della figlia e della libreria di casa!

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