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Io sono cataro #1 (Makyo, Calore)

26 Giugno 2015
Makyo e Alessandro Calore ci trasportano in una storia medievale, carica di intrighi e passioni (non a corte).
Leggi in 1 minuto

Io sono cataro - copertinaAlla fine della lettura di Io sono cataro si resta un po’ perplessi. L’opera è certamente realizzata con cura e fedeltà nella ricostruzione storica, ambientata in uno dei periodi più bui delle persecuzioni effettuate dalla chiesa cattolica: la cosiddetta eresia catara. La perplessità è dovuta alla qualità dello scritto di Makyo, che non si riesce a intendere perfettamente se voglia principalmente raccontare una storia, e nel contempo infarcirla di sottintesi secondari più o meno critici verso il cattolicesimo, o se siano questi ultimi lo scopo precipuo della sua sceneggiatura. Sta di fatto che il dubbio non permette di godersi appieno la narrazione; un racconto d’amore, avventura, fede, passione e tradimento intrigante nelle premesse. Non aiuta il ritmo della prima parte, decisamente lento anche per gli scopi di introduzione che si prefigge. Discorso diverso per l’efficacia dei disegni di Alessandro Calore (ottimamente colorati da Claudia Checcaglini): nonostante sia alla prima esperienza con la bedé ha, almeno in quest’opera, uno stile perfettamente riconducibile alla scuola franco-belga, molto adeguato a rendere le atmosfere medievali care a tanti autori di questa importante area del fumetto. Pregevole l’edizione RW, e per cura editoriale e per materiali e per qualità di rilegatura e stampa.

Abbiamo parlato di:
Io sono cataro #1
Makyo, Alessandro Calore
Traduzione di Francesco Larocca
RW – Linea Chiara, 2015
96 pagine, brossurato, colori – 12,95 €
ISBN: 9788899288051

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Paolo Garrone

Paolo Garrone

Nativo di Cuneo (10 settembre 1967), ma torinese d’adozione. Vive a Settimo Torinese. Ama, anzi si nutre di fumetti (ovviamente), cinema e serie TV. Qui ci vuole un punto se no sembra che si nutra anche di loro: adora i gatti (non che abbia qualcosa contro i cani, eh). Esordisce “criticamente” sul defunto – ma mai dimenticato – Infofumetti per poi approdare sui lidi dello Spazio Bianco. Qui, con molta fortuna ma anche grande gratificazione del suo ipertrofico ego, fa una carriera rapidissima, arrivando a diventare uno degli editor più attivi; finché un bel giorno subisce un grave distacco di retina (a cui ne seguirà un altro, circa 2 anni dopo), che lo costringe a ridurre drasticamente il suo apporto. L’amore per i fumetti e il legame d'amicizia con la redazione lo inducono comunque a non desistere e, ogni tanto, cerca di scribacchiare ancora qualcosa, principalmente sull'argomento che predilige, i supereroi.
Insomma da queste parti, in qualche modo e misura, lo troverete sempre.

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