
Con arguzia e intelligenza Doug TenNapel prende una serie di cliché e citazioni, da Pinocchio ai Gremlins di Joe Dante, le amalgama, ci gioca e le trasforma in una storia semplice, appassionante e capace di dire qualcosa su diversi temi: c’è la genitorialità, la frustrazione del proprio ruolo nella società (la quasi disperata ricerca di impiego del padre di Cam), le difficoltà nel superare una perdita e tornare ad aprirsi alla vita, il peso e le possibili reazioni alle aspettative sociali e familiari e diversi altri spunti disseminati nel racconto.
Se chiaramente Cardboard è una storia per ragazzi, una divertente avventura young adult, TedNapel non si limita ad approfondire i protagonisti più giovani. Gli adulti non sono semplice sfondo o pretesto, ma l’autore li tratta e approfondisce con lo stesso approccio riservato ai ragazzi. Anche le figure fantastiche della storia, gli esseri nati dal cartone, non sono semplici giocattoli o minacce.
Bill, il pugile creato da padre e figlio, diventa ad esempio lo spunto per analizzare un tema normalmente caro alla fantascienza e di solito affrontato con l’uso dei robot: l’autocoscienza e, di conseguenza, cosa significhi essere “vivi” e “umani”.

L’autore ha un grande controllo anche della regia della tavola: le quasi trecento pagine di storia scorrono via in uno storytelling denso e divertente, un ottovolante dove tutto funziona e risulta sempre estremamente chiaro. La gabbia è semplice e piuttosto classica, con tavole che raramente superano le cinque vignette, in cui il suo stile umoristico e grottesco – tra le sue tante produzioni, l’autore è il creatore del bizzarro Earthworm Jim, protagonista di un surreale platform diventato serie videoludica di grande successo negli anni ’90 – fa tutto il necessario per raccontare molto più di quanto espresso nei dialoghi ficcanti e carichi di sarcasmo. Oltre alla carriera fumettistica TedNapel lavora nel mondo dell’animazione e se ne vedono le influenze: le sue figure dai tratti umoristici sono sempre estremamente dinamiche e mettono in scena un’ampissima gamma recitativa con volti dai connotati, e soprattutto dalle espressioni, esasperati senza però mai finire in caricatura.
Cardboard è una storia che mescola avventura, generi, ironia e tocca temi e spunti di riflessione profondi in una ricetta che li amalgama alla perfezione, senza che un sapore sovrasti l’altro, ma anzi combinandoli in modo da far sì che si esaltino a vicenda, riuscendo a sviluppare sorprese e originalità usando come ingredienti cliché, canoni e stereotipi manovrati con grande e arguta consapevolezza. Forse l’elemento meno ficcante di tutta l’opera è la sua copertina, in cui vediamo il protagonista stretto nella mano di una delle creature di cartone della storia che pianta su di lui i suoi grandi occhi. Non certo brutta, ma nemmeno una cover che colpisca o risalti particolarmente.
Abbiamo parlato di:
Cardboard
Doug TenNapel
Traduzione di Antonio David Alberto
Renoir Comics 2024
288 pagine, brossurato, colore – 16,00 €
ISBN: 9788865672532





