
Segnando in un certo senso un ritorno a uno stile più scarno ed essenziale rispetto al precedente Isle of 100.000 graves, discutibile variazione sul tema (qui il nostro articolo), che si avvaleva di tentativi comici non sempre riusciti e vedeva per la prima volta Jason soltanto come disegnatore.
Nei sei racconti di Athos in America torna a indagare, spesso con malinconica rassegnazione, alcuni dei momenti più difficoltosi dei rapporti umani: ricerca di se stessi, perdita, inganno, successo. Ognuno di questi, e altri ancora, vengono raccontati da Jason in ogni singolo racconto, decostruendo le relazioni tra uomini talmente spogliati della loro individualità da diventare animali antropomorfi incastrati in contesti cittadini asciutti e spogli, e confinati in stanze schematicamente e rigidamente inserite nella tavola, come gabbie prigioniere a loro volta di altre gabbie.
La storia che dà il titolo al volume chiude il volume e si inserisce nel filone più surreale della produzione di Jason, di cui fanno parte titoli come Werewolves in Montpellier o I Killed Adolf Hitler (del quale è stata annunciata la trasposizione cinematografica). Racconta di un Athos – quello dei Tre Moschettieri – improbabilmente capitato nella New York di oggi dopo aver lavorato come attore in un film su di lui e i moschettieri. Lì finisce per raccontare le sue frustrazioni a un barista, in una lunga sequenza che unisce scene di introspezione da cinema noir americano alla comicità imbarazzata e confessionale alla Woody Allen.
A precedere questo racconto, So long Marie Annie (Addio Mary Annie), sua classica storia di tradimento ed inganno, dove le relazioni tra i protagonisti non sono mai come sembrano.
Altri due notevoli momenti della raccolta sono Tom Waits on the Moon e A Cat from Heaven. Il primo, il cui titolo è un gioco di parole col nome del noto cantautore americano, traducibile sia con Tom aspetta sulla luna che Tom Waits sulla luna, racconta le frustrazioni di quattro personaggi dive
A Cat from Heaven è invece probabilmente il primo incontro di Jason con l’autobiografia. Lui stesso, rappresentato con le sembianze di un cane, si ritrova afflitto da problemi amorosi e in alcune situazioni sconvenienti. Nonostante il tono autocommiserativo del racconto, è divertente notare come Jason in più momenti si prenda gioco della celebrità inserendosi in vicende da vera star.
Nel complesso, i sei racconti si possono sì considerare variazioni su temi cari a Jason, ma vista la sua ormai vasta produzione, è inevitabile che l’autore continui la sua esplorazione, rivisitazione e perfezionamento di ciò che più gli è caro raccontare.
E lo fa incredibilmente bene, riuscendo a rendere sempre più incisive ed efficaci le sue soluzioni, sia narrative che grafiche.
Abbiamo parlato di:
Athos in America
Jason
Fantagraphics, 2012
196 pagine, spillato, colori – 24,99 $
ISBN: 978-1-60699-478-8


aggiungerei un plauso al colorista, Hubert, che qui ha saputo usare la colorazione digitale in un modo estremamente poetico rispettando la pulizia dl tratto di Jason.