Pinky via lattea infrarosso opera arte evidenza

L’opera d’arte – 2

16 Marzo 2021
Con il nuovo mashup tra Pinky di Massimo Mattioli e l'astronomia ci chiediamo se sia possibile osservare l'universo in un modo diverso da come facciamo a occhio nudo.

Quarto mashup tra Pinky, il coniglio rosa di Massimo Mattioli, e la scienza, l’astronomia in particolare, ma anche secondo appuntamento con Opera d’arte, storia in sei pagine costituita da una striscia superiore con un dialogo tra Pinky e la fidanzata Petulia, e una quadrupla inferiore, che sostituisco con un’immagine astronomica. Questa volta la biscottina di Pinky si chiede se non ci sia un altro modo per vedere l’universo. E in effetti ce ne sono diversi. Andiamo, però, con ordine.
La luce delle stelle che osserviamo con i nostri occhi o con strumenti come i telescopi è detta luce visibile, poiché appartiene alla banda di frequenze che riusciamo a percepire naturalmente, quella dell’arcobaleno. I fotoni emessi dalle stelle, però, hanno frequenze e dunque energie molto più ampie di quella visibile: ci arrivano infrarossi, ultravioletti, onde radio, raggi X. La foto che ho inserito al posto della quadrupla originale combina i segnali infrarosso e ultravioletto provenienti dalla galassia a spirale M94 nella costellazione dei Cani da caccia e si basa sui dati raccolti dal telescopio spaziale Spitzer, progettato per raccogliere segnali infrarossi, e dal telescopio spaziale Galex, che invece ha raccolto i segnali ultravioletti. Entrambi i telescopi hanno smesso di funzionare, lo Spitzer a gennaio 2020, il Galex nel giugno 2013.

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Nell’immagine in evidenza, alle spalle di Pinky e Petulia, trovate una foto del centro della Via Lattea in infrarosso che combina immagini dei telescopi spaziali Hubble, Spitzer e Chandra.

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli (Cosenza, 1977) ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università della Calabria. Attualmente lavora presso l'Osservatorio Astronomico di Brera (Milano) dove si occupa di Edu INAF, il magazine di didattica e divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di cui è editor-in-chief.
Tra i suoi interessi, le applicazioni della teoria dei gruppi alla fisica e la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico.
Last but not least, è wikipediano.

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