Dopo aver visto alcuni dei modi con cui la matematica è entrata nel mondo del design, in occasione del fuorisalone di Milano vediamo come quest’ultimo è stato in grado di innestarsi nel mondo del fumetto per creare una delle opere più interessanti e iconiche del fumetto indipendente d’oltreoceano.
Il design come narrazione

Radiant City, infatti, ha un’architettura imponente, fortemente ispirata a quella della Metropolis di Fritz Lang, dunque futurista, dove è possibile vedere sopraelevate percorse da auto a levitazione o volanti che solcano i cieli senza alcun supporto ((E’ interessante osservare come la copertina di Visions of our future dei Tenants realizzata nel 1984 proprio da Motter sia molto simile per concezione alle illustrazioni e ai progetti relativi a Radiant City e a Metropolis)). Inoltre i cunicoli misteriosi che collegano tutti gli edifici della città trasformano Radiant City in una sorta di teatro dell’Opera, mentre Mister X è il suo Erik, Il fantasma dell’Opera di Gaston Leroux.
Le avventure di Mister X vennero pubblicate dall’editore canadese Vortex Comics dal 1983 e fino al 1990 e videro la collaborazione di Dean Motter con alcuni bravi illustratori e disegnatori, su tutti Paul Rivoche che riuscì, grazie a una serie di copertine e illustrazioni promozionali semplici ma molto evocative, non solo a catturare le idee di Motter, ma anche a creare attesa verso l’uscita degli albi. In questo senso, più che i fratelli Hernandez, fu Seth a rappresentare nel modo migliore possibile lo spirito da designer di Motter e Rivoche.

Fuor di dubbio è anche l’influenza di Jim Steranko, confermata dallo stesso Motter, sia nella costruzione della pagina sia nella scelta di utilizzare chiaroscuri e illustrazioni dai forti contrasti, come in una delle scene più psichedeliche di tutta la serie con Mister X in preda a una sorta di crisi d’astinenza (in effetti qualcosa di più complicato di così) disegnata proprio da Seth.
Il design, alla fine, si presta alla narrazione, ne diventa parte integrante per realizzare una storia noir con qualche spruzzata fantascientifica, raccogliendo in un certo senso l’eredità di un grande regista statunitense che aveva fatto dell’atmosfera della tensione un elemento cardine della sua visione: Alfred Hitchcock.
