Dont believe in revolution

Il dibattito dei Flintstones

22 Giugno 2016
Soprattutto negli Stati Uniti il dibattito tra evoluzionisti e creazionisti è sempre acceso e all’ordine del giorno. L’ultimo articolo in proposito è quello di Michael Baltzley uscito su Science del 10 giugno 2016, Institutionalizing creationism. Il problema sollevato è che, nell’idea di voler dare spazio a una teoria alternativa a quella accettata dalla scienza, si fornisce un credito a qualcosa che scienza non è: più o meno quello che scriveva Dan Arel a proposito del dibattito tra Bill Nye ((Bill Nye è noto soprattutto come The science guy, trasmissione scientifica che ha condotto per la PBS)) e Ken Ham ((Ken

Soprattutto negli Stati Uniti il dibattito tra evoluzionisti e creazionisti è sempre acceso e all’ordine del giorno. L’ultimo articolo in proposito è quello di Michael Baltzley uscito su Science del 10 giugno 2016, Institutionalizing creationism. Il problema sollevato è che, nell’idea di voler dare spazio a una teoria alternativa a quella accettata dalla scienza, si fornisce un credito a qualcosa che scienza non è: più o meno quello che scriveva Dan Arel a proposito del dibattito tra Bill Nye ((Bill Nye è noto soprattutto come The science guy, trasmissione scientifica che ha condotto per la PBS)) e Ken Ham ((Ken Ham è un creazionista: per farvi un’idea sul soggetto vi suggerisco di dare un’occhiata a Nye vs Ham creation debate)):

Dibattere con i creazionisti offre loro una posizione di credibilità ((da Why Bill Nye shouldn’t debate Ken Ham))

Nel preparare un post in inglese per rendere disponibile alla lettura l’articolo di Baltzley, alla ricerca di un’immagine da mettere a corredo, mi sono imbattuto in una vignetta di Joel Pett che sintetizzava il senso del dibattito in maniera incredibilmente efficace:

(via Friendly Atheist)
(via Friendly Atheist)

Trovo altrettanto efficace anche la vignetta di MacLeod:

science_vs_creationism-macleod

Più o meno è l’essenza di qualunque dibattito in cui la scienza è uno dei “contendenti“: si presenta con la forza di studi precisi e approfonditi e con l’umiltà del considerare per il tempo necessario qualunque proposta alternativa.
Eppure, nonostante il racconto puntuale della scienza, alla fine non sembra cambiare un bel niente, come racconta in maniera disarmante e forse un po’ sconfortante Zach Weinersmith, autore di Saturday Morning Breakfast Cereal:

(da I don't believe in revolution - vedi anche Teach the controversy)
(da I don’t believe in revolution – vedi anche Teach the controversy)

Chiuderei segnalandovi due post usciti subito dopo il dibattito: Ken Ham and Bill Nye: Who is on the Bible’s Side? e Ham on Nye: last-minute articles and video on tonight’s debate.

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli

Gianluigi Filippelli (Cosenza, 1977) ha conseguito laurea e dottorato in fisica presso l'Università della Calabria. Attualmente lavora presso l'Osservatorio Astronomico di Brera (Milano) dove si occupa di Edu INAF, il magazine di didattica e divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di cui è editor-in-chief.
Tra i suoi interessi, le applicazioni della teoria dei gruppi alla fisica e la divulgazione della scienza (fisica e matematica), attraverso i due blog DropSea (in italiano) e Doc Madhattan (in inglese). Collabora da diversi anni al portale di critica fumettistica Lo Spazio Bianco, dove si occupa, tra gli altri argomenti, di fumetto disneyano, supereroistico e ovviamente scientifico.
Last but not least, è wikipediano.

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