Il 26 aprile del 1986, 30 anni fa, esplodeva il reattore n.4 della centrale nucleare di Chernobyl. A corollario di un post un po’ più scientifico, vorrei aggiungere una serie di proposte fumettistiche per i lettori, iniziando dalla brevisione di Claudia Grieco di Ĉernobyl. La zona., romanzo a fumetti realizzato da Francisco Sánchez e Natacha Bustos.
A fianco di questo resoconto, vi vorrei proporre due resoconti differenti. Il primo è un web comic in formato pdf realizzato nel 2008 da Kai Pfeiffer, Radioactive forever – a comicstrip essay, suddiviso fondamentalmente in due parti, una sul disastro vero e proprio, e un’altra, la seconda, sulle conseguenze. In particolare in quest’ultima parte protagonista è un invecchiato Nuclear Boy, simbolo dell’ottimismo radioattivo che regnava in particolare negli anni Cinquanta del XX secolo:
Il secondo è il Chernobyl tour realizzato da Nik Neves nel 2011 per la rivista brasiliana di arte e cultura Soma: su issuu potete dare un’occhiata al 25.mo numero, dove compare il report di Neves, mentre per i più pigri, c’è on-line una galleria realizzata dallo stesso autore:
Tra le vignette e le strisce di genere politico segnalo i Great moments in nuclear hystory di Colin Tedford, la cui settima puntata è dedicata proprio a Chernobyl:
La serie più irriverente (e per certi versi più divertente) è quella di Mike Peters, creatore della striscia Mother Goose and Grimm. La serie di sei vignette è stata pubblicata a partire dal 7 febbraio 2011, generando un po’ di polemiche, come giusto che sia per una serie che deve sì divertire, ma anche stimolare il pensiero critico:



