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Sangue di Tenebra

31 Maggio 2009
di Andrea Cavaletto e AA VV Cagliostro Press, 2009 – 84 pagg. b/n bros. – 8,90euro Questo volumetto è interessante per almeno due motivi. Il primo è presentare una nuova antologia horror, formato poco diffuso in Italia rispetto ad altri mercati. Il secondo è la possibilità di vedere l’evoluzione di un nuovo autore come Cavaletto, qui in veste esclusivamente di sceneggiatore, in cui dimostra grande crescita, con testi equilibrati e senza sbavature. I temi trattati sono classici (zombi, antiche maledizioni, ecc.) perciò non è tanto l’originalità che si può richiedere, ma una trattazione che non scada nei luoghi comuni. E
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Copertina di Sangue di Tenebradi Andrea Cavaletto e AA VV
Cagliostro Press, 2009 – 84 pagg. b/n bros. – 8,90euro
Questo volumetto è interessante per almeno due motivi. Il primo è presentare una nuova antologia horror, formato poco diffuso in Italia rispetto ad altri mercati. Il secondo è la possibilità di vedere l’evoluzione di un nuovo autore come Cavaletto, qui in veste esclusivamente di sceneggiatore, in cui dimostra grande crescita, con testi equilibrati e senza sbavature. I temi trattati sono classici (zombi, antiche maledizioni, ecc.) perciò non è tanto l’originalità che si può richiedere, ma una trattazione che non scada nei luoghi comuni. E il risultato è sostanzialmente positivo: pur con alcune incertezze e ingenuità ancora presenti (in particolare in “Lo spirito nella bottiglia”) le brevi storie esprimono efficacemente la loro “morale”. Meno positivo è il giudizio sui disegni: a parte l’ottimo Luca Maresca in “I rifiuti di via Sudario”, la parte grafica è ancora acerba, poco riuscita. Matteo Pirocco (realizzatore di due storie) mostra notevoli possibilità di miglioramento e buon gusto per i chiaroscuri, ma deve perfezionare il tratto, ancora piuttosto indeciso. Gianrico Reale inchiostra bene ma è ancora incerto nella raffigurazione delle espressioni e nei movimenti dei personaggi. Il più esperto Alberto Bonis non sempre è felicissimo nel delineare visi e anatomie. (Paolo Garrone)

Paolo Garrone

Paolo Garrone

Nativo di Cuneo (10 settembre 1967), ma torinese d’adozione. Vive a Settimo Torinese. Ama, anzi si nutre di fumetti (ovviamente), cinema e serie TV. Qui ci vuole un punto se no sembra che si nutra anche di loro: adora i gatti (non che abbia qualcosa contro i cani, eh). Esordisce “criticamente” sul defunto – ma mai dimenticato – Infofumetti per poi approdare sui lidi dello Spazio Bianco. Qui, con molta fortuna ma anche grande gratificazione del suo ipertrofico ego, fa una carriera rapidissima, arrivando a diventare uno degli editor più attivi; finché un bel giorno subisce un grave distacco di retina (a cui ne seguirà un altro, circa 2 anni dopo), che lo costringe a ridurre drasticamente il suo apporto. L’amore per i fumetti e il legame d'amicizia con la redazione lo inducono comunque a non desistere e, ogni tanto, cerca di scribacchiare ancora qualcosa, principalmente sull'argomento che predilige, i supereroi.
Insomma da queste parti, in qualche modo e misura, lo troverete sempre.

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