Fin dalle prime pagine si rischia di rimanere irretiti dal tratto di Liniers e dai suoi personaggi bruttini, goffi, e un po’ deformi. I colori tenui obbligano immediatamente il lettore a un’arrendevolezza benevola nei confronti di una galleria di personaggi estremamente variegata: ci sono folletti dai cappelli lunghissimi, pinguini esistenzialisti, un gatto di nome Fellini e la sua padroncina Enriqueta, appassionata di letteratura. Una carovana bizzarra attraverso cui l’autore sforna piccole riflessioni sulla quotidianità, trascurando spesso e volentieri la satira politica, per mettersi a scavare nelle pieghe della banalità giornaliera, alla ricerca di preziosi reperti comici o poetici. Nelle strisce
Fin dalle prime pagine si rischia di rimanere irretiti dal tratto di Liniers e dai suoi personaggi bruttini, goffi, e un po’ deformi. I colori tenui obbligano immediatamente il lettore a un’arrendevolezza benevola nei confronti di una galleria di personaggi estremamente variegata: ci sono folletti dai cappelli lunghissimi, pinguini esistenzialisti, un gatto di nome Fellini e la sua padroncina Enriqueta, appassionata di letteratura. Una carovana bizzarra attraverso cui l’autore sforna piccole riflessioni sulla quotidianità, trascurando spesso e volentieri la satira politica, per mettersi a scavare nelle pieghe della banalità giornaliera, alla ricerca di preziosi reperti comici o poetici. Nelle strisce dell’argentino tutti hanno diritto di asilo: dagli stati d’animo più rarefatti e impalpabili, alla materializzazione di sogni o incubi (e persino endorfine). E non è un caso che spesso l’autore ci mostri folletti o pinguini alle prese con problemi e nevrosi comuni, mentre tocca al Robot Sensibile Z-25 vivere peripezie sentimentali e avventurose intrise di delicata poesia. La costruzione spesso ingegnosa e sempre accessibile delle strisce appaga il lettore anche dal punto di vista grafico; l’uso di cornici o vignette di formato differente, istruisce la lettura e ne modula i tempi, a beneficio del risultato comico.
(Lucca 1977) Iniziato dai genitori alla lettura di Topolino all'età di sei anni, non smette più. Abita in provincia di Pistoia con la moglie, un figlio, e una mole di albi che ne minaccia l'incolumità. L'apertura di una fumetteria in una cittadina vicina gli fa capire che esistono molti più fumetti di quelli che potrà mai acquistare e forse per questo nel 2002 decide di passare dall'altra parte del banco ed aprirne una propria assieme a un'amica, esperienza conclusa ma ricchissima, anche se solo dal punto di vista umano.