Cartonacci, conosciuto per i suoi video animati su Instagram e TikTok, approda in libreria con il suo primo fumetto, Mariposa, pubblicato da Mondadori. Tra consegne di pizze e viaggi onirici nonsense, Cartonacci riesce a raccontare con ironia e semplicità uno spaccato della società italiana moderna. Abbiamo chiacchierato del fumetto e della sua attività online dal vivo durante un panel talk durante la 36ª edizione di Romics.
Ciao Cartonacci, benvenuto su Lo Spazio Bianco e grazie per l’intervista!
Ciao Domenico, grazie a te è un piacere!
Tu sei un animatore di piccoli corti, reel o TikTok, sulle rispettive piattaforme, che presentano un’ironia spesso pungente e a tratti satirica. Come nasce l’idea?
L’idea nasce un po’ per gioco, io disegno da sempre, da quando sono piccolo. Poi nel 2022 mi sono affacciato al mondo dell’animazione da autodidatta, inizialmente creando dei video per bambini su YouTube, sperando di guadagnarci qualcosa. Poi un giorno mi viene in mente una battuta (non mi ricordo nemmeno quale) così la disegno, la animo e mando il video ai miei amici. Da qui non ho più smesso.
Quanto tempo ti richiede, in media, la realizzazione di un video di pochi secondi?
Dipende molto dalla tipologia di video, da quante scene ha e da quanto sono complessi i movimenti. Io non mi considero un bravo animatore, quindi la regola è quella del “minimo sforzo massima resa”. Preferisco che arrivi l’idea, che faccia ridere, ad un’ottima tecnica esecutiva. Nonostante ciò in media ti direi dai 3 ai 6 giorni per un video di 30/40 secondi.
Per via dei temi e dei tuoi contenuti satirici è mai capitato che uno dei tuoi corti suscitasse critiche o dibattito?
Succede molto spesso. Creando talvolta dei video divisivi, le persone nei commenti discutono anche animatamente tra loro sui temi toccati e certe volte nascono dei piccoli dibattiti.
Quando i toni restano pacati e si crea un dibattito interessante è un fenomeno che mi piace. Sapere che un qualcosa che ho creato faccia discutere magari due persone che non si sono mai viste è molto figo.
Succede spesso anche che qualcuno si offenda, specialmente magari se tocchi temi politici o religiosi, purtroppo è inevitabile ma secondo me l’ironia sta anche in questo.
Pubblicare sui social inevitabilmente ti espone al famigerato algoritmo. Ti trovi mai in difficoltà nel trovare un equilibrio tra ciò che vorresti comunicare e ciò che invece pensi potrebbe funzionare meglio sui social o per timore che determinati temi potrebbero essere ostacolati e frenati?
Sì e no. Nel momento in cui scrivo un video non penso troppo se la tematica o la tipologia di battuta potrebbero non funzionare bene, mi concentro sul renderlo più divertente possibile e basta, cerco di stare abbastanza alla larga dai trend o dai temi di attualità stretta. In generale cerco di fare video che non siano inerenti ad un periodo specifico, ma che possano essere guardati e apprezzati anche molto tempo dopo la loro pubblicazione.
Per quanto riguarda invece la “censura” dell’algoritmo il discorso è un po’ diverso. L’attuale algoritmo dei social (più o meno di tutti) è molto sensibile a determinate tematiche e tende preventivamente a rimuovere un contenuto, spesso bollando il profilo che l’ha pubblicato come non idoneo ad essere mostrato agli altri utenti e certe volte questa penalità si protrae per mesi e mesi. Questo mi frena, essendo ad oggi Cartonacci il mio lavoro principale.
Mariposa, pubblicato per Mondadori, è il tuo primo fumetto. Com’è stato passare da un linguaggio (quello video) totalmente diverso da quello dei fumetti?
È stato sicuramente molto stimolante quanto complicato, specialmente all’inizio. La difficoltà non è stata tanto nei disegni o nelle inquadrature, quanto più nei tempi. Se nell’animazione la gestione del tempo ha una sua “naturalità”, nel fumetto serve capacità per dare il giusto ritmo agli eventi. Molto spesso mi capitava di chiedermi se il numero di vignette o di pagine era sufficiente per descrivere bene una situazione o se magari invece era troppo lento e questo in un primo momento mi ha abbastanza messo alla prova perchè penso che, specialmente per un prodotto comico, il ritmo sia fondamentale.
Come nasce la storia di Mariposa? La sua stesura è stata semplice o hai trovato qualche ostacolo lungo il cammino?
La storia nasce in un momento di svago. Ero in cerca di un’idea per questo libro e mentre mi trovavo in una sala giochi vedo un vecchio cabinato di un gioco che ha fatto un po’ l’infanzia di tutti noi nati negli anni 90, ossia Radikal Bikers, il gioco con lo scooter in cui tu sei un fattorino e devi consegnare in tempo le pizze girando per la città. Lì ho avuto l’illuminazione e ho pensato che potesse essere interessante parlare della figura del rider, che tra l’altro è più contemporanea che mai.
Da qui in poi perà non è stato semplicissimo, tutto il processo di stesura mi ha richiesto diversi mesi. In quel periodo non pensavo ad altro. Poi totalmente a caso mi imbatto in un video in cui si parlava di Ayahuasca (decotto psichedelico tradizionale amazzonico, NdR), sapevo cos’era ma non l’avevo mai osservata con attenzione, così mi documento e la cosa mi ha affascinato a tal punto che ho deciso di inserirla nel libro, creando di fatto tutta la trama di base.
In generale è stato un processo lungo, abbastanza articolato, leggendo il libro sembra quasi che la storia sia uscita in maniera liscia e lineare ma non è così, è stata una bella sfida.
Così come i tuoi video, anche il fumetto presenta uno stile grafico e di character design molto simile a tante sitcom animate americane, come Big Mouth o Brickleberry, così come la struttura delle gag. In Italia non è uno stile così tanto diffuso. Come mai hai deciso di utilizzare questo design?
La decisione non è stata tanto per una questione di gusto, o meglio non solo, più che altro è un fattore di tempo e facilità di riproduzione. Lo stile industriale è molto usato nei cartoni animati satirici proprio perchè è relativamente rapido da eseguire mantenendo allo stesso tempo dei disegni riconoscibili e personalizzabili. Ho fatto questa scelta stilistica banalmente perchè è un design che a me ha sempre fatto ridere, e ho pensato che sarebbe stato bello renderlo più “italiano”.
Questa mia decisione, sebbene sia un compromesso valido (almeno per me) tra qualità e velocità, ha come lato negativo il fatto di portare a scambiare i miei video per scene prese da sitcom animate americane e poi doppiate in italiano. Purtroppo lo capisco, magari nel tempo riuscirò ad elevare il mio stile rendendolo sempre più riconoscibile per tutti.
Mariposa è un fumetto che ti stupisce continuamente durante la sua lettura. Parte come una storia molto semplice, per poi catapultare il lettore in un viaggio assurdo e nonsense. Ma nasconde una profondità e una voglia di esplorare l’animo umano molto più forte e attuale di quanto si pensi. Questa voglia di sbalordire e confondere il lettore è voluta?
Assolutamente si! La confusione è una grande protagonista del libro, possiamo dire che tutto ciò che di buono accade a Luca (il protagonista) è merito di una sorta di confusione.
Mi piaceva che anche il tema del libro non fosse chiaro, è una storia comica che però nasconde un lato molto amaro.
Per sua stessa struttura, Mariposa si presterebbe bene ad un adattamento animato. Ti piacerebbe vedere il tuo fumetto in versione animata, magari a puntate brevi proprio sui social?
Perchè no! Scrivendo la storia di Mariposa me la sono immaginata raccontata in diverse modalità, sarebbe bellissimo vederla animata. Con i giusti tempi potrebbe venire fuori un ottimo prodotto ma ti dirò che per assurdo potrebbe essere anche un girato, un film o una serie tv con degli attori in carne ed ossa. Sarebbe spettacolare!
Grazie mille per il tuo tempo!
Grazie a te!
Intervista realizzata durante Romics 2026, il 10 aprile 2026, e integrata via mail a fine aprile 2026
Cartonacci
Mattia Cardaioli, in arte Cartonacci, nasce nel 1995 a Perugia. Pubblica regolarmente cortometraggi animati sui principali social network, in particolare Instagram e TikTok. Grazie alla sua ironia e al suo stile è riuscito a coltivare un nutrito pubblico di affezionati. Approda nelle librerie nel 2025 con Mariposa, il suo primo fumetto, edito da Mondadori Electa.









