Ogni collaboratrice e collaboratore del sito legge molto di più di quanto riesce a scrivere o di quanto gli piacerebbe scrivere. Tante di queste letture sono spesso accompagnate da note e appunti, utili come schemi o embrioni di future analisi e recensioni.
Per non perdere queste analisi preliminari che tanti di noi fanno, ma soprattutto per dare spazio e visibilità a tutte quelle decine di fumetti che ogni mese escono oggi in libreria, fumetteria ed edicola ma a cui – giocoforza – non riusciamo a dedicare articoli completi, è arrivata la rubrica Letture in breve.
In ogni puntata ci troverete piccoli spot, teaser, microanalisi delle letture, recenti o meno, di spaziobianchiste e spaziobianchisti.
Debby Tung, Passione libri
La seconda vita di Sanders – Libro Due di Stepan Razorёnov (Hollow Press, 2026)

Dopo il fulminante esordio in Italia con il primo libro, vincitore della migliore sceneggiatura a Lucca Comics 2026, Stepan Razorёnov continua a raccontare le vicissitudini di Sanders, ma sopratutto del resto dei comprimari dopo la sua cacciata da sindaco della città da lui costruita. Razorёnov abbandona il meccanismo narrativo che aveva caratterizzato e reso così affascinante il primo volume, ovvero il confronto tra la vita prima e dopo la morte dei personaggi, per focalizzarsi sulla trama e il suo avanzamento, fino alla battaglia finale che richiama il secondo atto della trilogia del Signore degli Anelli, a cui idealmente si ispira l’autore. Questo però non gli impedisce di continuare la sua riflessione sull’etica e la morale umana, sull’organizzazione di una società, sul senso della violenza e del perdono. Il tutto realizzato con uno stile che unisce l’iconografia di Hyeronimus Bosch ai colori tetri del fumetto norderuropeo, una certa ironia grottesca e una rappresentazione cruda della morte: uno stile che crea un mondo al tempo stesso arido e ricco di vita, dalle possibilità immaginifiche che sembrano davvero infinite.
Emilio Cirri
Deflagrazione di Miguel Vila (Coconino Press, 2026)
Miguel Vila si sposta dal Nord Est – suo territorio di origine e di elezione narrativa – e scende fino a Bologna, ma senza scordare il Veneto, per raccontare un giallo macchiato di sangue che coinvolge due famiglie, entrambe vittime di attentati che richiamano quelli del famigerato Unabomber.
La verità è che quella di Vila è solo una nuova veste per continuare a raccontare la provincia italiana e indagare i segreti, le idiosincrasie, i conflitti e i rapporti interpersonali della classe media dell’Italia settentrionale e centrale.
Lo fa con uno sguardo freddo e distaccato, per questo ancor più cinico, che si materializza in tavole asettiche, geometriche e precise – quasi taglienti – nelle quali la lezione di autori come Chris Ware si contamina efficacemente con l’imperfezione di carne e corpi reali e con il sangue di arti dilaniati, in cui vignette che inquadrano un particolare o sequenziano un’azione generica raccontano più di mille parole.
E deflagrano per bellezza e spietatezza.
David Padovani

Ice Cream Man #45 di W. Maxwell Prince, Martín Morazzo, Chris O’Halloran (Image Comics, aprile 2026)

Il gelataio più inquietante del fumetto americano torna con un numero che è un esplicito omaggio a La finestra sul cortile. Il protagonista, Jimmy, si ritrova confinato nel suo appartamento del Greenwich Village con una gamba rotta, finendo per diventare testimone oculare di un omicidio.
W. Maxwell Prince gioca a carte scoperte fin dal titolo, La finestra sul retro dell’appartamento, firmando una sceneggiatura tutta centrata sull’ossessione voyeuristica. Sfogliando l’albo, si ha la netta sensazione di diventare complici di Jimmy: la storia si trasforma in una raffinata metafora del medium stesso, dove il cortile è la pagina, le finestre sono le vignette e il lettore – proprio come il protagonista – diventa uno spettatore degli eventi.
Quello che inizia come un classico thriller vira presto verso un’esperienza surreale ed esistenziale, culminando in una rottura della quarta parete. I disegni di Martin Morazzo, perfettamente in sincrono con la visione di Prince, sono magistrali nel catturare l’estetica e i “movimenti di macchina” tipici del cinema di Alfred Hitchcock, restituendoci un’atmosfera densa e disturbante.
Ferdinando Maresca
Beyblade X #1 di Homura Kawamoto, Hikaru Muno e Posuka Demizu (Star Comics, 2026)
Bastano le prime pagine per togliere ogni dubbio su quale sia il target di riferimento del manga Beyblade X: quello dei giovanissimi. Anche tenendo conto di ciò, però, appare ben poco giustificabile la dozzinalità con cui gli autori hanno approcciato la scrittura. I protagonisti sono quanto di più scialbo ci si potrebbe aspettare: personalità tagliate con l’accetta, niente che li definisca all’infuori del loro essere blader, motivazioni labili o del tutto inesistenti. Non sono persone reali e credibili ma sagome di cartone, cosa che non permette di empatizzare con loro. Le battaglie tra bayblade, in teoria il fulcro della storia, deludono anch’esse, perché non viene data alcuna informazione che permetta di contestualizzarle (regole generali, rapporti di forza tra blader) e di conseguenza non riescono a coinvolgere. I disegni sono l’elemento più riuscito, grazie a uno stile dinamico e a un character design tamarro, semplice ma efficace nel rendere i vari personaggi esteticamente riconoscibili.
Marco Marotta

Heart Gear # 1 di Tsuyoshi Takaki (Panini Comics, 2023)

I Gear sono gli androidi che popolano il mondo creato da Tsuyoshi Takaki, autore noto soprattutto per Black Torch che in questo caso dà vita a uno scenario post-apocalittico, mettendo l’accento sul rapporto tra esseri umani e macchine. Il primo volume, soprattutto all’inizio, ricorda un’altra opera fantascientifica, l’anime Eden diretto da Yasuhiro Irie per Netflix. Un’altra associazione, più immediata, può essere dettata dall’estetica, poiché il tratto del mangaka richiama l’arte di Tsutomu Nihei soprattutto per quanto riguarda la figura di Chrome che accompagna la ragazzina Roue, l’unica presenza umana rimasta sulla Terra dopo la terza guerra mondiale e gli sconvolgimenti conseguenti. Pur non essendo originale, la premessa incuriosisce, mentre lo sviluppo ricco d’azione ma senza confusione rende piacevole la lettura.
Federico Beghin
Deathstroke The Terminator #1 di Tony Fleecs, Carmine Di Giandomenico, Ivan Plascencia (DC Comics, marzo 2026)
Slade Wilson è il killer metaumano più letale del mondo. Con l’ausilio del collaboratore Wintergreen è impegnato in un incarico di eliminazione che si rivela una trappola. Qualcuno gli toglie tutto: soldi, risorse, alleati. Per sopravvivere e cercare il suo avversario, Deathstroke si evolve nella sua forma più pura… un Terminator vendicativo, pronto a uccidere chiunque sulla sua strada.
Tony Fleecs (Stray Dogs) propone un action-thriller drammatico e dallo sviluppo serrato, approfondendo la tecnologia e il modus operandi di Deathstroke, ma esplorandone anche il lato psicologico più oscuro. Carmine di Giandomenico realizza tavole spettacolari, contraddistinte da un iperrealismo molto dettagliato negli elementi di scena (luoghi, armi, oggetti) e nella fisicità dei personaggi, inseriti in prospettive geometriche e inquadrature cinematografiche. Menzione per la colorazione di Ivan Plascencia, con molteplici tonalità che sottolineano nella loro policromia momenti di azione e thrilling.
Paolo Pugliese

Cinghiali di Lisa Blumen (Coconino Press, 2026)

Nina è una make up artist e influencer seguitissima, ma che conduce una esistenza molto isolata. A un certo punto la patina di perfezione della sua vita inizia a incrinarsi, tra dubbi sul proprio lavoro, contratti che la obbligano a non essere sè stessa e uno stalker che la perseguita.
In questo thriller psicologico dominato da un colore rosa quasi fluorescente, e che per tensione e costruzione del ritmo ricorda sequenze di Perfect Idol di Satoshi Kon, Lisa Blumen riflette sui meccanismi dei social media, l’intrusione nella vita del altri, ma anche sul sessismo e sulla tossicità di alcuni ambienti lavorativi, in questo caso quello della moda. Senza alcun intento moralizzante, Blumen segue la vita della sua protagonista e ci pone domande difficili, in un crescendo di inquietudine che trasforma il rosa abbagliante in un rosso di sangue e violenza, prima di arrivare a un finale che ci ricorda quanto tutti abbiamo bisogno di legami veri per riconoscere noi stessi. Lontano dalle atmosfere minimali e fantascientifiche di Prima dell’Oblio (Add Editore, 2023), Cinghiali è la conferma del talento in evoluzione dell’autrice.
Emilio Cirri
Absolute Batman #12 di Scott Snyder, Nick Dragotta e Frank Martin (Panini Comics, aprile 2026)
Allo scoccare del secondo anno di vita editoriale della testata, il Batman dell’universo Absolute assiste – impotente, verrebbe da dire – alla genesi di alcuni degli elementi più rappresentativi della sua rogue gallery. Da sempre il gruppo di nemici più acerrimi dell’Uomo Pipistrello è stato connotato dall’essere formato da una serie di individui freak nella caratterizzazione psicologica quanto nel loro aspetto fisico. Per la loro versione assoluta, Snyder e Dragotta calcano decisamente la mano su questi elementi, raccontandoci e mostrandoci una nascita tremenda per l’estrema soglia di dolore fisico e di strazio psicologico che questi personaggi devono attraversare. Nell’universo classico, Batman si è chiesto in alcuni momenti se la sua stessa presenza a Gotham non fosse stata catalizzatore della presenza di un gruppo di criminali così originale; in questo mondo Absolute ne diviene oggettivamente la causa, diventando lui stesso un freak per certi aspetti dopo essere stato seviziato dagli scienziati della misteriosa Arca M e da Bane.
David Padovani

Per questa puntata è tutto. Letture in breve torna tra due settimane con nuove letture, brevi o lunghe che siano.

