
Gerry Conway (New York, 10 settembre 1952 – 27 aprile 2026), è stato uno dei più influenti sceneggiatori del fumetto americano negli anni ’70 e ’80, responsabile non solo della genesi di numerosi personaggi e di storie iconiche scolpite nella memoria dei lettori, ma anche di una svolta epocale nel modo di scrivere e approcciarsi alle storie di supereroi.
Dopo aver esordito a soli sedici anni con una storia per la DC comics (su House of Secrets #81), viene assunto dalla Marvel Comics dove lavora sia come assistente editor, sia come sceneggiatore per le testate horror Tower of Shadows e Chamber of Darkness. A soli a dicannove anni Stan Lee gli affida i testi di The Amazing Spider-Man che cura per oltre tre anni (dal # 111 al #149, tra agosto 1972 e ottobre 1975), portando uno sguardo moderno e realistico nelle vicende dell’eroe.

Sotto la sua guida Peter Parker passa dall’ adolescenza all’età adulta, affrontando traumi, lutti e relazioni complesse che introducono il concetto di conseguenza permanente e di fallimento personale. Lo zenith del suo lavoro è rappresentato dalla morte di Gwen Stacy: la shoccante storia The Night Gwen Stacy Died (The Amazing Spider-Man #122, 1973) è un momento di svolta che ha segnato la fine dell’innocenza della Silver Age dei fumetti portando una maturità e una tragicità inedite nelle avventure di Spider-Man.
Il passaggio del fumetto americano all’era adulta della Bronze Age viene poi sancito otto numeri dopo con la creazione del primo anti-eroe Marvel: il Punitore, co-creato insieme ai disegnatori Ross Andru e John Romita Sr., che appare per la prima volta su The Amazing Spider-Man n#129 nel 1974.

E sempre per Spider-Man, Conway realizza un’ altra storia per cui è celebre: il pioneristico Superman contro l’Uomo Ragno (1976), ovvero il primo grande crossover moderno tra Marvel e DC Comics disegnato da Ross Andru (collaboratore storico di Conway), con rifiniture non accreditate di Neal Adams e John Romita Sr.
Nell’arco della sua collaborazione con la Marvel furono molto importanti anche le sue lunghe gestioni delle serie di Daredevil e Thor; del primo, tra il 1971 e il 1973, realizzò un arco di 26 numeri (dal # 72 al # 98) fondamentale per l’evoluzione del personaggio, introducendo la Vedova Nera come co-protagonista (e infatti la testata cambiò nome in Daredevil and the Black Widow), un cambio di location (da New York a San Francisco) e soprattutto tematiche adulte e psicologiche.
Conway esplorò il dualismo tormentato di Matt Murdock delineandolo come un uomo diviso tra i suoi doveri morali, la sua identità segreta contrapposta alla sua etica e il rapporto complicato con Natasha Romanoff.
Altrettanto importante e interessante la lunga run su Thor, della quale fu il secondo scrittore dopo Stan Lee; tra il 1971 e il 1975 realizzò 45 numeri (dal # 193 al # 238), collaborando con John Buscema e Gil Kane. Conway rese Thor più “umano” e vulnerabile rispetto alla solennità di Lee & Kirby, mescolando avventura cosmica e mitologica con entità come Mangog, Galactus e divinità di altri pantheon.
Doveroso citare anche gli archi narrativi che realizzò per i Fantastici Quattro (# 133/152 tra il 1973 e il 1974), e poi per Iron Man, Tomb of Dracula (firmò il primo numero), The Incredible Hulk, Captain America, The Avengers, Gli Inumani e la Vedova Nera (sull’antologico Amazing Adventures), Werewolf by Night.
Oltre al Punitore, per la Marvel ha co-creato personaggi come Ms. Marvel (Carol Danvers), Lo Sciacallo, Licantropus (Werewolf by Night), L’Uomo-Cosa (Man-Thing) e il clone di Peter Parker, Ben Reilly.

Tra il 1975 e il 1987 collabora anche con la DC Comics scrivendo a intervalli di tempo le serie dei suoi tre personaggi principali: Wonder Woman (dal # 259 al # 285), Superman e Action Comics, poi Batman e Detective Comics, continuando con Justice league of America. Lancia poi le serie Firestorm e Man-Bat (durata appena due numeri) e cura Superman & Batman: World’s Finest, Atari Force e gli antologici DC Comics Presents e The Brave and the Bold.

Oltre al celebre crossover con Spider-Man, ha scritto scontri epici in volumi di grande formato quali Superman vs. Wonder Woman (1978) e Superman vs. Shazam (1978).
Nella seconda metà degli anni ’70 avviando anche una proficua collaborazione con il suo idolo, Jack Kirby, assistendolo prima come editor per la serie Kamandi, The Last Boy on Earth e poi subentrando come sceneggiatore dal #39 in poi. La DC lo scelse per rilanciare e proseguire le creazioni del “Re” dopo che Kirby aveva lasciato la casa editrice: Conway scrisse nel 1977 la ripresa della serie The New Gods (iniziando dal #12), poi integrando i personaggi del Quarto Mondo nell’Universo DC principale durante la sua lunga gestione della JLA, scrivendo diversi crossover in cui la Justice League incontrava i Nuovi Dei.
Anche per l’editore di Burbank Conway ha ideato vari personaggi: Firestorm insieme ad Al Milgrom, Power Girl, Killer Croc, il secondo Robin (Jason Todd) e, insieme a Bob Oksner, nel 1981 crea la prima supereroina afroamericana della DC: Vixen.
Dopo aver terminato il suo storico ciclo di otto anni su Justice League of America (con il numero #255), Conway si trasferisce a Los Angeles per intraprendere una carriera di successo come sceneggiatore. Ha lavorato insieme a Roy Thomas al film d’animazione del 1983 Fire and Ice diretto da Ralph Bakshi, e un anno dopo a Conan il Distruttore (1984). Ha sceneggiato anche numerose serie a cartoni animati come G.I.Joe, Transformers, Centurions, Dino-Raiders nonché serial come Matlok, Hercules, Law & Order.
È stato infine anche un fervente sostenitore dei diritti dei creatori, battendosi affinché gli autori ricevessero i giusti riconoscimenti e compensi per le proprie opere. Un pioniere anche in questo.
