Glasgow, 1877: Paperon de’ Paperoni è soltanto un ragazzino, ultimo rampollo di un clan scozzese un tempo glorioso ma ormai da anni in decadenza. Passa le giornate compiendo scorribande con gli amici e con la sorellina Matilda, addentrandosi nella miniera che dà lavoro a molti poveri operai della città, sognando un miglior futuro per lui e la sua famiglia. L’incontro con la coetanea Erin, giovane attrice, introduce il protagonista nel mondo del teatro aprendogli una realtà completamente nuova e ricca di inedite possibilità, per uno del suo ceto.

Uno degli aspetti dell’opera che colpisce subito il lettore è proprio l’assoluta dedizione rivolta al lavoro del fumettista del Kentucky: i riferimenti ai genitori e alle sorelle del protagonista, alla storia del suo clan scozzese e ad alcune specifiche sequenze raccontate nella lunga opera donrosiana sono precisi e pedissequi, inserendo questa Drago di Glasgow in maniera congrua con quanto raccontato in quella che viene ormai considerata la biografia ufficiale del personaggio, costituendo una sorta di parentesi inedita che si cala però alla perfezione nella cronologia dei fatti già noti.
Al di là di questi elementi per cultori il graphic novel edito in Francia da Glénat presenta altri motivi di interesse, in particolare la tematica portante, inaspettatamente adulta e sentita: il drago del titolo assurge qui a metafora di quella miniera che, se da un lato offre lavoro alla fascia più indigente della popolazione, dall’altra costringe i manovali a una vita faticosa, pericolosa e con poche soddisfazioni al di fuori del salario. È quindi naturale e poetico che nella visione dei bambini questo posto diventi una creatura mostruosa che inghiotte e abbruttisce chi è costretto ad approcciarcisi e che sarebbe bello riuscire a sconfiggere per regalare ai propri cari un destino più roseo e felice. Il giovane Scrooge che si vede come il cavaliere destinato a compiere tale missione è perfettamente coerente con quello di Don Rosa, che a un certo punto della sua esistenza si è attaccato a un’altra metafora favolistica – quella della pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno – per spronarsi ad andare avanti e a raggiungere i risultati ambiti.


La caratterizzazione di Paperone è un altro dei pregi dell’opera, la cui riuscita si deve anche al contributo di Fabrizio Petrossi. Le espressioni che l’artista dipinge sul volto del ragazzo e la recitazione che gli fa assumere nel corso dell’avventura trasmettono infatti suggestioni ben precise sul suo carattere: intraprendenza, volitività, coraggio, indipendenza ed energia costituiscono le basi di una figura destinata a conseguire grandi risultati in futuro e fin dalla sua infanzia i due autori ci permettono di intravederne le potenzialità.
Il disegnatore si è confrontato con Chamblain nel corso della stesura dell’opera, come si apprende anche dalle note in fondo al volume italiano, e questo ha permesso che l’esperienza disneyana di Petrossi contaminasse positivamente la visione dello sceneggiatore d’oltralpe.

La struttura delle tavole appare piuttosto sobria: anche se difficilmente la griglia mantiene una scansione regolare, le vignette cambiano in numero e dimensioni di pagina in pagina, e spesso una splash page fa da sfondo ai riquadri che vi poggiano sopra in posizioni strategiche, ma nel complesso queste soluzioni vengono proposte in maniera naturale e con un andamento di lettura immediato.
La colorazione di Bruno Tatti e Merete Jepsen segue la medesima direzione: la tavolozza è brillante e luminosa, restituendo perfettamente il ritmo movimentato del racconto. I toni virano sul grigio/bluastro nelle scene notturne e nebbiose o nell’interno della miniera, per abbracciare colori più cupi nel climax narrativo, quando il cromatismo vira su un azzeccato rosso cremisi.
Paperone e il drago di Glasgow è sicuramente uno dei volumi più riusciti dell’operazione attuata da Glénat con i personaggi Disney, al pari dei due lavori di Denis-Pierre Filippi e Silvio Camboni: l’esercizio di stile, pur presente, è al servizio di una storia profonda e ricca di spunti, capace di emozionare e coinvolgere oltre a divertire e graziata da disegni curati e ispirati.
Abbiamo parlato di:
Paperone e il drago di Glasgow
Joris Chamblain, Fabrizio Petrossi, Bruno Tatti, Merete Jepsen
Traduzione di AmarenaChicStudio (Milano)
Disney-Panini, 2023
64 pagine, cartonato, colori – 15,00 €
ISBN: 9788828727460
