
La storia di Swan, giunta alla conclusione, porta all’apice le tensioni sinora accumulate. Il capitolo precedente si era concluso con l’arrivo del padre dei due ragazzi americani, Swan e Scottie, personaggio che era già stato presentato come un genitore dotato di indubbia severità, e in parte considerato anche responsabile della morte della moglie.
Se Scottie, divenuto intanto più consapevole e libero rispetto alla sua vita e alla sua arte, riesce in qualche modo a sottrarsi all’autorità paterna, Swan, smascherata nel suo inganno e sotto pressione per il premio Roma, subisce le ingerenze familiari rimanendone quasi schiacciata.
Contemporaneamente Nejib continua ad approfondire gli eventi che contraddistinguono l’arte parigina di questi anni in un intreccio che si fa sempre più vivace. Nel 1863 nasce, su iniziativa di Napoleone III, il Salon des refuses (Salone dei rifiutati) dove Manet sconvolge tutti con la sua Colazione sull’erba: per la prima volta, compare un nudo di donna non mitologico e non idealizzato in cui a essere usata come modella è una giovane popolana di Parigi, scelta che attira sul pittore tutte le critiche della società borghese.

Ancora una volta Nejib riesce a trovare un equilibrio tra la rappresentazione del contesto e l’esplorazione psicologica dei personaggi: Swan su tutti, avendo rinunciato alla sua femminilità, tormentata e infelice, cambia anche nella sue caratteristiche fisiche (cosa che emerge già sulla copertina del volume): i capelli corti da maschio non fanno che accentuare i suoi occhi sempre più grandi e scavati sul volto ossuto, a sottolineare la sua sofferenza.
In questo volume questo personaggio evolve fino a prendere coscienza di sé come donna artista e i violenti eventi che si trova a fronteggiare la portano a comprendere più in profondità la sua identità e la sua storia familiare.
L’autore, senza rinunciare alla sintesi stilistica che lo contraddistingue, riesce comunque a rendere vivaci e movimentati quello che sono gli eventi sempre più complessi della storia. Ne emerge il contesto violento e disumano di questi anni in città come in campagna, in cui le differenze sociali, le discriminazioni e l’intolleranza sono alla base delle risse all’ordine del giorno.
Non a caso la narrazione si interrompe prima che l’Impressionismo raggiunga la sua massima espressione, riflettendo soprattutto sulla volontà di un pittore come Manet di dare dignità a quelli che sono gli esclusi della società: i poveri, i disgraziati, le donne. Il disegno riflette queste circostanze; i colori acidi sono preferite laddove gli scontri tra pittori si fanno più esasperati, mentre le cromie più scure, il buio delle stanze chiuse di Swan si schiariscono solo nelle ultime pagine, quando finalmente la pittura lascia i luoghi chiusi delle stanze dell’Accademia e si apre alla campagna francese, dove l’eredità artistica, declinata al femminile, finalmente viene manifestata nella sua forma più autentica.
Abbiamo parlato di:
Swan – Vol. 3: Colazione sull’erba
Néjib
Traduzione di Emanuelle Caillat
Coconino Press – Fandango, 2023
160 pagine, cartonato, colori – 20,00 €
ISBN: 9788876185762
