
Alla realizzazione dei primi due fascicoli ha partecipato una nutrita squadra di autori che, visti i risultati, merita la completa citazione: Stefano Cresti e Rossana Baldanza ai testi, Paola Antista ai disegni del numero 0, Simona Tornabene a quelli del numero 1, Andres José Mossa e Micaela Tangorra ai colori, Silvestro Nicolaci alle copertine.
I componenti sono numerosi, ma il prodotto finale è omogeneo e compatto: Antista e Tornabene portano alla vita la sceneggiatura, mentre Mossa e Tangorra danno risonanza all’appropriata atmosfera di tensione e cupezza della vicenda e delle tavole; le copertine di Nicolaci sono evocativa introduzione e preciso compendio degli albi.
La vicenda. Quattro bambini, Jacob, Vassiliska, Asiah e Seth, si trovano coinvolti in un mistero, di cui sembrano essere non semplici pedine, ma parte costitutiva. Dalle prime pagine, sappiamo che in questo mistero un drago, o meglio, il risveglio di un drago, ha un ruolo importante e che i bambini hanno a che fare con esso: che ne siano evocatori, manifestazioni, incubatori sono solo alcune delle possibilità che, a questo punto della storia, sono plausibili. Intuiamo che questo mistero faccia parte di una lotta, di cui ignoriamo (mistero attorno al mistero) sia lo scenario sia la posta in gioco. Attori di questo conflitto sono sicuramente due adulti, una geisha ed un giardiniere, che seguono le avventure dei bambini. Ma, leggendo la storia di Jacob, forte è il sospetto che anche gli adulti legati ai bambini (complimenti a Tornabene, per le rughe dei loro volti e la resa degli sguardi e dei gesti) ne partecipino in qualche modo. La vicenda si svolge su due piani di realtà: il nostro, dove vivono i protagonisti, ed un mondo dalle caratteristiche oniriche, abitato da bambini senza volto e feroci guardiani, dove sembra risiedere la chiave dello scioglimento della storia.

Nella impressione globale più che positiva che questo progetto ci ha stimolato, rientrano anche quelli che, più che difetti, sono dettagli che non ci hanno convinto; piccolezze, che probabilmente testimoniano poco più che il nostro gusto. Così, nella lunga scena in cui Jacob vaga (più precisamente: fugge ed insegue) nel mondo parallelo, le battute scherzose che compaiono nei dialoghi con lo yo-yo ci suonano un po’ fuori luogo (nostra fisima, che ci ha reso scleroticamente supponenti nei confronti di supereroi e di tanto cinema d’azione statunitense); e, alla fine lo dobbiamo ammettere, le fattezze del mostro, che in quella terra Jacob incontra, non sono forse all’altezza del ruolo. Ci ricordano vagamente una Delirio (la sorella del Morfeo di Gaiman) un po’ male in arnese, sebbene decisamente alterata.
In conclusione, Sol Mirror è un progetto ambizioso, ben radicato nei luoghi classici della letteratura fantastica per ragazzi (quella che gli anglosassoni definiscono young adult literature), in quell’ampio spettro che va, grossolanamente, dai fumetti come Monster Allergy (Antista, in particolare, ci ricorda molto il nuovo tratto disneyano) ai romanzi di Pullman. Essendo un ambito letterario che spesso frequentiamo, ci auguriamo che Cresti e Baldanza districhino con abilità tutti i fili che hanno intrecciato e speriamo che ciò che emergerà al termine dell’avventura sia all’altezza degli ami che ci hanno lanciato.
Note:
[1] – I titoli degli episodi finora usciti: #0 – Destini Incrociati; #1 – Jacob e lo yo-yo.
Riferimenti::
Cronaca di Topolinia: www.cronacaditopolinia.it.
