La light novel (letteralmente “romanzo leggero”, dall’inglese, abbreviato in Occidente spesso in “novel” o “LN”) è un tipo di romanzo giapponese rivolto principalmente agli adolescenti e ai giovani adulti.

Nonostante le light novel siano principalmente edite direttamente sotto forma di libro può anche capitare che, proprio come i manga o i romanzi d’appendice di ottocentesca memoria, vengano pubblicate capitolo per capitolo all’interno di volumi di grandi dimensioni e stampati con carta di scarsa qualità, i bunkokon, come ad esempio il Dengeki G’s Magazine che tratta le novità relative al panorama dei giochi bishojo (dei tipi di visual novel incentrati sull’interazione del protagonista con le ragazze con cui viene in contatto, solitamente molto giovani) e pubblica anche i nuovi capitoli di manga e light novel che rientrano all’interno di questo genere.
Le light novel hanno iniziato a diffondersi in Giappone intorno agli anni Settanta ma il termine è stato coniato ufficialmente solo nel 1990 da Keita Kamikita, amministratore di un forum online dedicato allo sci-fi e al fantasy, che aveva osservato come alcune di queste opere, illustrate da mangaka già noti, avessero cominciato ad attirare l’interesse anche degli appassionati del fumetto. Tuttavia le light novel sono rimaste un fenomeno di nicchia fino al 2003, quando il successo della serie Haruhi Suzumiya ha avvicinato sempre più persone al genere, fino a renderlo in breve tempo parte integrante del fenomeno culturale pop giapponese, come dimostrato alla fine del decennio dalle
cospicue vendite della serie A Certain Magical Index .

Se rientra nell’interesse del sito trattare questo argomento è perché, ormai, è prassi che le light novel più o meno famose ricevano un adattamento anime o una trasposizione manga, tanto che la maggior parte degli anime prodotti negli ultimi anni è tratta da light novel e non da script originali. Purtroppo non sempre gli adattamenti sono efficienti. I manga, per esempio, corrono il rischio di comprimere in pochi volumi la storia, rischiando di risultare fruibili appieno solo dagli appassionati della serie. Gli anime, invece, soffrono dei problemi insiti in una produzione tanto dispendiosa e non è inconsueto che una serie possa evolversi e concludersi diversamente rispetto alla novel (magari con cambiamenti repentini nel corso degli ultimi episodi) se i dati di vendita della serie animata non rispettano le aspettative. Talvolta, tuttavia, sono manga e anime a essere trasposti in forma di light novel. Questo fenomeno interessa soprattutto il cinema, visto che la lunghezza modesta di un film ben si presta al calco del romanzo breve, ma capita che anche manga molto popolari conoscano l’accompagnamento di light novel che, invece di tentare di adattare totalmente l’opera originaria, mirano ad approfondirne l’universo narrativo o, come spesso accade anche con i progetti cinematografici legati al fumetto, optano per semplici avventure spin-off non necessariamente inquadrate nel canone dell’autore

Fra i titoli più importanti approdati in Italia possiamo comunque citare le famose serie de La malinconia di Haruhi Suzumiya e Toradora!, editi entrambi da J-Pop, che rappresentano due pietre miliari del genere. Per quanto riguarda invece il fantasy, sempre editi da J-Pop possiamo citare le famose serie di Sword Art Online e Danmachi, oltre alla serie di Re:Zero, molto nota negli ultimi anni e chiaro esempio del sottogenere fantasy dell’isekai caratterizzato dal fatto che il protagonista viene, per qualche motivo, trasferito in un mondo molto diverso da quello a cui è abituato. Sempre editi da J-Pop notiamo anche le light novel tratte dai film anime di Makoto Shinaki, come 5cm al secondo e Your Name. Sul fronte Panini Comics, invece, abbiamo meno opere e principalmente legate ai loro manga di maggior successo, come le light novel relative ad Attack on Titan e Naruto.
